Carburanti: prezzi ancora in calo, ma consumatori chiedono più velocità
Auf einen Blick
I prezzi dei carburanti registrano l'undicesimo giorno consecutivo di calo in Italia, ma le associazioni di consumatori lamentano una lentezza eccessiva rispetto alla diminuzione del prezzo del greggio, chiedendo un intervento del governo.
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Ancora ribassi per i carburanti. In base agli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio prezzi carburanti del Mimit, oggi sabato 20 giugno 2026 i prezzi medi alla pompa in modalità “self service” lungo la rete stradale nazionale registrano l'undicesimo giorno consecutivo di riduzione con un valore medio pari a 1,841 euro per la benzina e 1,937 euro per il gasolio. Ieri i prezzi medi erano di a 1,851 euro al litro per la benzina e 1,950 euro al litro per il gasolio.
Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,939 euro al litro per la benzina e 2,031 euro per il gasolio.
Una tendenza però che le associazioni di consumatori non reputano sufficientemente rapida, se paragonata al calo del prezzo della materia prima, conseguenza dell’accordo Usa-Iran e della riapertura dello Stretto di Hormuz.
“I prezzi dei carburanti, come comunica il Mimit, stanno effettivamente scendendo da 11 giorni consecutivi. Peccato che lo stiano facendo al ralenti, con il contagocce”, ha detto Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
Dal 9 giugno, ossia dal giorno prima dell'inizio della discesa, ad oggi, il gasolio in autostrada in modalità self service, è calato solo del 3,33%, con un risparmio di appena 7 centesimi al litro, equivalenti per un pieno di 50 litri ad un minor costo di 3 euro e 50 cent”, scrive Dona, in una nota, affermando che si tratta di “una miseria, considerata la caduta del prezzo del greggio e che l'accordo Iran-Usa è stato siglato ufficialmente il 17 giugno ma annunciato da entrambe le parti già dal 14 giugno".
"Per la benzina in autostrada – prosegue Dona - la riduzione è del 3,53%, meno 7,1 cent al litro, pari a 3 euro e 55 cent a rifornimento. Nella rete stradale nazionale per il gasolio la flessione è del 4,11%, unico dato che supera la soglia del 4, pari a 8,3 cent al litro, 4,15 euro per un pieno, per la benzina -3,76% (-7,20 cent al litro, -3,60 euro a pieno)”. Da qui la richiesta al governo di una convocazione delle compagnie petrolifere, già lunedì mattina.
Sulla stessa lunghezza d’onda il Codacons che parla di quotazioni del petrolio scese del 24 per cento in un mese, con effetti di gran lunga meno marcati sulle tasche dei consumatori, seppure il ciò sia dovuto in parte alla graduale riduzione degli sconti sulle accise da parte del Governo
Il 20 maggio scorso – analizza il Codacons in una nota – il Brent, indice di riferimento per il mercato europeo, chiudeva attorno ai 105 dollari al barile, mentre oggi le quotazioni si attestano sugli 80 dollari, con un crollo verticale del -23,8%. Nello stesso periodo, il prezzo medio del gasolio alla pompa è passato da 1,980 a 1,937 euro al litro, con un calo di appena il -2,2%, dato su cui però pesa anche la riduzione dello sconto fiscale sul diesel decisa dal governo, mentre il prezzo medio della benzina in un mese è sceso da 1,961 a 1,841 euro/litro, con un calo -6,1%.
Pur riconoscendo che il petrolio, soprattutto in questo caso, con il molteplice intervento sulle accise, non sia l’unica variabile che incide sui prezzi dei carburanti, il Codacons evidenzia lo squilibrio in atto, ricordando che i listini dei carburanti, come al solito salgono con la velocità della luce non appena aumenta il greggio, mentre scendono troppo lentamente quando le sue quotazioni calano. L’associazione si dichiara pronta a rivolgersi alle Procure della Repubblica e all’Antitrust se non dovesse constatare un’immediata e decisa riduzione dei prezzi dei distributori.







