Come aiutare i figli senza problemi con il Fisco: le regole per bonifici e regali
Auf einen Blick
- La Corte dei Conti segnala un aumento dei controlli fiscali sui conti correnti e partite IVA.
- Tuttavia, aiutare economicamente familiari è possibile con accortezze: usare bonifici tracciabili, specificare la causale e conservare la documentazione.
- La Cassazione chiarisce che il solo accredito bancario non basta a presumere reddito imponibile.
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Warum es wichtig ist
La Corte dei Conti ha segnalato un aumento dei monitoraggi sui conti bancari e partite IVA a rischio. L'articolo spiega come aiutare economicamente i familiari senza incorrere in problemi fiscali.
Secondo la Corte dei Conti, nel 2025 i monitoraggi su conti bancari e partite Iva ritenuti a rischio sono stati oltre 6.500, quasi il triplo rispetto a prima. Ciò non significa però che aiutare i figli con l’affitto, fare regali a parenti o prestiti ai fratelli non sia possibile. L’importante è usare alcune accortezze. Repubblica ha elencato una serie di domande e risposte con consigli per evitare errori.
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Si possono mandare somme di denaro ai figlio o ai parenti stretti perché non esiste alcun divieto nell’aiutare economicamente un familiare. Il bonifico potrebbe però confluire in una verifica fiscale più ampia in cui spetta al contribuente spiegare da dove viene quel denaro e all’Agenzia delle entrate non basta la parola. Via bonifico non c’è un tetto massimo di denaro da inviare, ma se l’importo è consistente, il suggerimento è essere precisi nella causale e conservare la documentazione che potrebbe essere necessaria per spiegare la transazione, in caso di verifiche.
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È diffusa la convinzione che sopra una certa soglia scatti il controllo automatico perché la banca è obbligata a comunicare l’operazione alla Uif, l’Unità di informazione finanziaria. In realtà, la segnalazione di un’operazione sospetta non scatta per legge a una cifra fissa, ma dipende dalla valutazione che la banca fa sulla coerenza dell'operazione rispetto al profilo del cliente. Diverso è il discorso sui bonifici da e per l’estero, in questo caso sopra i 15mila euro scatta l'obbligo di comunicazione da parte delle banche, anche per motivi di antiriciclaggio. Bisogna notare però che una segnalazione alla Uif non equivale a un accertamento fiscale.
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Secondo la legge, l'Agenzia delle entrate può avviare indagini finanziarie, chiedendo a banche e intermediari i dati sui conti correnti di un contribuente e ricostruirne i movimenti, prevedendo una presunzione a sfavore del contribuente, per cui i versamenti sul conto si considerano redditi non dichiarati, a meno che chi li ha ricevuti non dimostri il contrario con prove documentali. La Cassazione, con l'ordinanza n. 11633 del 2021, ha però stabilito che il solo accredito bancario non basta a presumere un reddito imponibile, ma il Fisco deve portare elementi concreti a sostegno di questa tesi. Repubblica ricorda come la Corte di Giustizia Tributaria della Puglia, con due sentenze, ha ribadito che i bonifici tra familiari stretti non diventano automaticamente reddito se chi li riceve dimostra con documenti tracciabili la loro natura solidale o affettiva. Il consiglio quindi è utilizzare metodi tracciabili come bonifici bancari o assegni non trasferibili per effettuare donazioni tra familiari, e indicare una causale semplice ma che specifichi il motivo del trasferimento della somma.
La causale deve essere il più chiara e specifica possibile. Per esempio si può scrivere "donazione per acquisto prima casa", "regalo per la laurea di…”, "prestito infruttifero come da scrittura privata del [data]", "contributo spese universitarie di …”, "anticipo eredità per acquisto immobile da padre a figlio". Quando il destinatario non è il coniuge o un figlio meglio indicare anche il rapporto di parentela.
Le causali che sono invece da evitare sono quelle generiche come “vari” o “aiuto” perché non spiegano davvero a cosa serve il denaro trasferito. Anche formule che somigliano a un pagamento commerciale tipo “compenso”, “onorario”, “fattura n. X”, perché possono far pensare a reddito da lavoro non dichiarato invece che a un aiuto familiare.
Il documento da conservare e mostrare in caso di verifica è, in primis, l'estratto conto con il bonifico. Per cifre importanti, sarebbe bene aggiungere anche una scrittura privata, firmata da entrambi, con data, importo, motivo del trasferimento e generalità di chi dona e di chi riceve. Se il trasferimento è un prestito, bisogna specificare anche le modalità di restituzione e conservare le prove del rimborso, con causale altrettanto chiara ("restituzione prestito del..."). I documenti vanno conservati per lungo tempo, perché l’Agenzia delle Entrate può avviare indagini finanziarie fino a un massimo di sette anni da quando è stato fatto il trasferimento di denaro oggetto dell’indagine.
Per approfondire: Tutte le ultime notizie su Fisco e Agenzia delle Entrate
Offene Fragen
- Quali sono le soglie precise per le segnalazioni Uif?
- Quali documenti specifici sono richiesti per ogni tipo di donazione/prestito?






