Confindustria: il Mezzogiorno snodo logistico e industriale
Leopoldo Destro prepara un documento su trasporti e logistica per governo e Bruxelles
Auf einen Blick
Confindustria punta a trasformare la posizione geografica del Mezzogiorno in un vantaggio competitivo industriale, puntando su un piano per infrastrutture e logistica per colmare il divario con il Nord e potenziare la Zes unica.
KI-generierte Zusammenfassung
Warum es wichtig ist
Confindustria sta elaborando un documento su trasporti e logistica da presentare al governo e a Bruxelles in autunno.
L’obiettivo: «Trasformare la localizzazione geografica del Mezzogiorno in un vantaggio competitivo industriale per il Sud e per tutto il nostro paese. Il Mezzogiorno deve diventare non soltanto una piattaforma di transito, ma un luogo in cui le merci generano trasformazione industriale, valore aggiunto e occupazione qualificata». Quindi «occorre un piano industriale a medio termine per le infrastrutture e la logistica, da considerare come un investimento produttivo strategico per la competitività del paese. Ogni ritardo infrastrutturale nel Sud produce un costo per l’intero sistema produttivo italiano, invece il Sud è un’opportunità. Ogni collegamento efficiente genera invece più competitività, più export, più occupazione. Un fattore determinante per attrarre investimenti e talenti».
Leopoldo Destro, vice presidente di Confindustria per Trasporti, Logistica e Industria del Turismo, sta mettendo a punto un documento su Trasporti e Logistica che presenterà in autunno al governo italiano e a Bruxelles. A metà giugno la sfida infrastrutturale del paese è stata al centro degli Stati generali del Trasporto e della Logistica, organizzati in Confindustria. Ora si tratta di agire: la logistica non è un costo, ma è crescita, per il paese e soprattutto per il Mezzogiorno, che deve recuperare il divario con il Nord e diventare motore di sviluppo per l’Italia.
Negli ultimi anni il Sud è cresciuto più dell’Italia: non solo grazie al Pnrr, grazie anche agli effetti della Zes unica. Una scelta da proseguire?
La Zes unica funziona e va mantenuta. Sta producendo risultati importanti, oltre 9 miliardi di investimenti diretti, un impatto economico complessivo superiore a 59 miliardi con ricadute occupazionali per 71mila posti di lavoro. Ma non basta. L’ultimo focus Istat sul trasporto merci mostra ancora una forte concentrazione della logistica nel nord. Le merci movimentate su strada sono per più del 60% originate al nord contro l’11% del sud. Per il trasporto ferroviario la differenza è ancora più marcata: più del 50% dei flussi merci sono originati al nord contro il 3% del sud. Serve un piano strutturale per la logistica intermodale che rafforzi questa spinta imprenditoriale e renda possibile una diffusione di aziende sul territorio, grazie a un sistema infrastrutturale di sostegno. Altrimenti la Zes resta uno sforzo a metà.
I dati dell’export meridionale di questo primo trimestre 2026, calato dell’1,1% a fronte del +1,3% nazionale sono il segno evidente di questo divario.
Worauf zu achten ist
KI-Ausblick — Möglichkeiten, keine Fakten
Presentazione del documento su trasporti e logistica al governo e a Bruxelles in autunno
Sehr wahrscheinlich · Innerhalb von Monaten
Offene Fragen
- Quali misure specifiche conterrà il piano industriale per il Sud?
- Come intende il governo rispondere alle richieste di Confindustria?







