Cooperatives: A Structural Lever Amidst Geopolitical and Energy Pressures
Auf einen Blick
- Italian cooperatives, representing "Made in Italy" globally, face geopolitical, energy, and climate challenges.
- Despite these pressures, their export growth (over 70 billion euros in 2025) highlights the strength of their cooperative model.
- Challenges include high energy costs and difficulties accessing credit.
KI-generierte Zusammenfassung
Warum es wichtig ist
Italian cooperatives are facing a confluence of challenges including geopolitical tensions, energy price volatility, climate change impacts, and demographic shifts. The cooperative model, emphasizing aggregation and international projection, has driven significant export growth over the past decade. However, current global instability threatens this trajectory.
Il settore cooperativo affronta pressioni su più fronti contemporaneamente — geopolitica, energia, clima, demografia — ma proprio nella cooperazione si può trovare la leva strutturale per tenere la barra dritta. Lo ha spiegato Giorgio Mercuri, vicepresidente di Confcooperative con delega all'internazionalizzazione, durante il suo intervento al Festival dell'economia di Trento. La crescita dell'export cooperativo in un decennio — da meno di 50 a oltre 70 miliardi — non infatti è il risultato del caso: è la prova che l'aggregazione, la reputazione e la proiezione internazionale costruite attraverso il modello cooperativo funzionano. La sfida, ora - ha detto Mercuri - è tenere quella rotta nel mezzo del caos. "Produciamo oltre il 60% del vino italiano, il 50% dell'ortofrutta e il 70% del lattiero caseario: la cooperazione rappresenta il made in Italy nel mondo. Nel 2025 abbiamo superato i 70 miliardi di export, mentre nel 2015 non arrivavamo a 50. Una crescita che dimostra l'eccellente reputazione che i nostri prodotti si sono guadagnati sui mercati esteri", ha aggiunto il vicepresidente di Confcooperative. Un'associazione, ha ricordato Mercuri, che è presente ai livelli più alti dei tavoli europei e in costante confronto con ministero e governo: un ruolo conquistato con la fiducia costruita nel tempo. Luca Rigotti, presidente di Mezzacorona, ha fotografato senza sconti la situazione del vino. "Stiamo attraversando un momento di crisi", ha detto, indicando nel mercato statunitense il fronte più caldo: "Il problema dazi e il rapporto di cambio euro-dollaro stanno erodendo in maniera importante i margini del nostro lavoro". A pesare, in parallelo, l'aumento del prezzo del petrolio che si riversa sui costi dei materiali. Michele Plancher, direttore generale di Sant'Orsola: "Paghiamo l'energia circa 130 euro a megawattora rispetto ai 45 euro di Spagna e Portogallo, che sono i nostri principali competitor". Sul credito, Plancher ha quantificato un'anomalia sistemica: una domanda inevasa di un miliardo di euro l'anno, alimentata dalla difficoltà delle aziende agricole ad accedere al sistema bancario per mancanza di garanzie adeguate. Stefano Albasini ha portato la voce della zootecnia e dell'agricoltura di montagna. Trentingrana raggruppa 13 caseifici distribuiti sul territorio trentino: "Sono aziende molto piccole, non abbiamo economia di scala".
Offene Fragen
- What specific geopolitical events are most impacting cooperatives?
- What measures are being taken to address the energy cost disparity?
- How will the difficulty in accessing credit affect future agricultural production?
- What are the long-term strategies for maintaining export competitiveness?






