Cordoglio del governo e denuncia sindacale dopo la morte del vigile del fuoco Alessandro Marchì
Auf einen Blick
- Il caporeparto dei Vigili del fuoco Alessandro Marchì è deceduto a Caltanissetta durante lo spegnimento di un incendio boschivo.
- Il governo ha espresso profondo cordoglio, mentre il sindacato Fisi Vigili del fuoco ha denunciato le "condizioni disumane" di lavoro e chiesto interventi urgenti.
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Warum es wichtig ist
Il caporeparto dei Vigili del fuoco Alessandro Marchì è deceduto durante un intervento per lo spegnimento di un incendio boschivo nel Nisseno, suscitando reazioni istituzionali e la denuncia del sindacato sulle condizioni di lavoro.
Il cordoglio del governo
La morte di Marchì ha suscitato reazioni istituzionali. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha espresso "profondo dolore" per la perdita del caporeparto, "deceduto durante un intervento per lo spegnimento di un incendio boschivo". Il vigile del fuoco, ha sottolineato il ministro, "ha perso la vita mentre svolgeva il proprio dovere, al servizio della collettività". A nome suo e del Viminale, Piantedosi ha rivolto "le più sentite condoglianze" alla famiglia, ai colleghi e a tutto il Corpo nazionale, aggiungendo: "Non sarà dimenticato".
Cordoglio anche dal ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha manifestato "sentito cordoglio al Corpo nazionale dei Vigili del fuoco e al ministro Piantedosi" per la scomparsa di Marchì ed espresso "vicinanza ai familiari". "Vicinanza alla famiglia e ai colleghi" è stata espressa anche dal capo dipartimento, il prefetto Attilio Visconti, e dal capo del Corpo nazionale Eros Mannino.
"Basta condizioni disumane": la denuncia del sindacato
Sulla morte di Marchì è intervenuto Carmelo Barbagallo, segretario nazionale della Fisi vigili del fuoco, che ha espresso "il più sentito e commosso cordoglio alla famiglia di Alessandro, ai suoi cari e ai colleghi del comando di Caltanissetta". Il sindacalista ha però legato il lutto a una denuncia più ampia sulle condizioni di lavoro: "Non si può continuare a operare in condizioni disumane. Affrontare roghi devastanti con temperature che superano i 40 gradi, in costante emergenza organica, con turni massacrati e con una pressione psicofisica insostenibile significa mandare i lavoratori al macello".
Secondo Barbagallo, quanto accaduto nel Nisseno "non è una semplice fatalità: è la drammatica conseguenza di un sistema strutturalmente carente che continua a ignorare i nostri reiterati gridi d'allarme". Da qui la richiesta di "un piano straordinario di assunzioni, il rinnovo di mezzi ed equipaggiamenti e la piena tutela della salute di chi ogni giorno rischia la vita per la sicurezza dei cittadini". "Non accetteremo più parole di circostanza - ha concluso -pretendiamo fatti e risposte immediate dai vertici istituzionali".
Offene Fragen
- Quali azioni concrete intraprenderanno le istituzioni in risposta alle denunce sindacali?
- Verrà avviato un piano straordinario di assunzioni per i Vigili del fuoco?
- Sono previsti investimenti per il rinnovo di mezzi ed equipaggiamenti?





