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Corte d'Appello Bologna riconosce indennizzo a vittima talidomide: oltre 1 milione di euro
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Repubblica Cronaca22.4.2026Law2 Min. LesezeitItaly

Corte d'Appello Bologna riconosce indennizzo a vittima talidomide: oltre 1 milione di euro

Auf einen Blick

  • La Corte d'Appello di Bologna ha condannato il ministero della Salute a pagare oltre un milione di euro a una vittima della talidomide, un uomo emiliano di 69 anni nato nel 1957.
  • È il primo pronunciamento positivo passato in giudicato in Italia per un malato nato prima del 1958.
  • La sentenza smentisce la tesi del ministero che negava responsabilità per danni anteriori al 1958.

KI-generierte Zusammenfassung

Warum es wichtig ist

La talidomide è un principio attivo brevettato in Germania nel 1954, contenuto in farmaci distribuiti alle donne in gravidanza negli anni '50 e '60 per ridurre le nausee. Provocò la nascita di migliaia di bambini con gravi malformazioni agli arti in tutto il mondo.

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BOLOGNA – La Corte d'Appello di Bologna ha riconosciuto un indennizzo a una vittima della talidomide, condannando il ministero della Salute a pagare, fra assegno mensile ed arretrati maturati, oltre un milione di euro. “Mi hanno restituito giustizia”, dice chi ha subito alla nascita gli effetti devastanti del farmaco assunto dalla madre in gravidanza. La sentenza è del 17 febbraio 2026 ed è diventata definitiva perché non impugnata. In Italia è il primo pronunciamento positivo, passato in giudicato, relativo a un malato nato nel 1957. Un caso destinato, dunque, ad avere conseguenze su altre cause (e destini) di chi ha subito malformazioni a causa della talidomide, il principio attivo, brevettato in Germania da un'azienda tedesca nel 1954, contenuto in molti farmaci distribuiti anche alle donne in gravidanza soprattutto negli anni '50 e '60 per ridurre gli effetti delle nausee. Farmaci che provocarono in tutto il mondo la nascita di migliaia di bambini con gravi malformazioni alle braccia e alle gambe. "Questa sentenza per noi è storica” commenta l'avvocato Marco Calandrino che ha seguito la causa con il collega Alberto Marin del foro di Bologna, e “rappresenta una clamorosa smentita della posizione tenuta in questi ultimi anni dal ministero della Salute che ha negato l'indennizzo a molte persone solo perché con malformazioni monolaterali o perché nate prima del 1958 o dopo il 1966 pretendendo una 'prova' dell'assunzione del farmaco, impossibile dopo oltre 60 anni”. La vittima, un signore emiliano di 69 anni, si era vista respingere la richiesta dal ministero della Salute che sosteneva di non essere responsabile per i danni anteriori al 1958, quando fu registrato in Italia la talidomide. Ma la Corte d'Appello di Bologna ha smentito la tesi del ministero sostenendo che la talidomide potesse circolare in Italia prima del 1958 anche in virtù degli accordi bilaterali italo-tedeschi, e che negare l'indennizzo significherebbe non rispettare la legge. "Tutti possono beneficiare dell'indennizzo (anche i soggetti nati al di fuori del periodo compreso dal 1958 al 1966), purché presentito 'malformazioni compatibili con la sindrome da talidomide'" si legge nella sentenza. E anche sulla questione del "tipo" di malformazione, bilaterale o monolaterale, la Corte, dopo un'approfondita consulenza svolta da due luminari dell'Università di Bologna, ha smentito le tesi restrittive utilizzate dal ministero della Salute. Di qui la richiesta dell'avvocato Calandrino al ministro Schillaci: “Esprimo l'auspicio che il ministero voglia in autotutela riesaminare la posizione di chi è ad oggi privato dell'indennizzo, utilizzando criteri di valutazione coerenti con la ratio della legge e coi più recenti studi medico-scientifici".

Worauf zu achten ist

KI-Ausblick — Möglichkeiten, keine Fakten

  • Il ministero della Salute potrebbe rivedere i criteri di valutazione per gli indennizzi alle vittime della talidomide

    Wahrscheinlich · Innerhalb von Monaten

  • Altre vittime presenteranno nuove richieste di indennizzo

    Sehr wahrscheinlich · Innerhalb von Monaten

Offene Fragen

  • Quante altre vittime potrebbero presentare richieste di indennizzo
  • Se il ministero riesaminerà le posizioni di altri richiedenti

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This article was originally published by Repubblica Cronaca.

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