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Crisi Hormuz, l'economista: «Mercati resilienti ma questa è la settimana decisiva»
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Repubblica Economia03.05.2026Welt2 dk okumaItaly

Crisi Hormuz, l'economista: «Mercati resilienti ma questa è la settimana decisiva»

Robert Wescott (ex capo economista di Clinton): «Chiuso il 20% del petrolio mondiale. Dopo due mesi temo che dovremo abituarci a questa realtà»

Auf einen Blick

  • Il 20% del petrolio e gas mondiale non passa dallo Stretto di Hormuz da due mesi.
  • Robert Wescott, ex capo economista di Clinton, avverte che l'opzione militare è difficilmente praticabile e quella diplomatica lontana.
  • Gli Usa sono diventati il maggiore esportatore di petrolio ma un gallone di benzina costa 5 dollari.

KI-generierte Zusammenfassung

Warum es wichtig ist

Lo Stretto di Hormuz è uno dei principali chokepoints energetici mondiali, con il 20% del petrolio e gas globale che transita attraverso questa via navigabile. La chiusura prolungata rappresenta uno scenario senza precedenti.

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ROMA – «L'opzione militare è di difficilissimo successo, quella diplomatica ancora più lontana. Temo che dovremo abituarci a una scomoda realtà, in cui lo Stretto di Hormuz resterà chiuso ancora a lungo». Robert Wescott, già capo economista di Clinton, dopo di allora – oltre a proseguire le sue analisi geopolitiche con il think tank Keybridge – ha fatto parte di «almeno una ventina di commissioni di alto livello convocate da vari presidenti, compreso il Trump I, per valutare l'importanza dei chokepoints, i colli di bottiglia sulle rotte marine: Hormuz, poi Suez, Bab el-Mandeb, lo stretto di Taiwan e quelli di Malacca, Gibilterra, Panama. Per tutti si sono ipotizzate soluzioni più o meno fattibili. Non per Hormuz. Ogni volta ci si lasciava dicendo: “Speriamo che non succeda”». Invece è successo. Hormuz è chiuso: da due mesi il 20% del petrolio e del gas mondiale non passa. «Quello che appariva impossibile è non solo reale ma sembra senza fine. Pare che le trattative segrete stiano proseguendo. Trump dice come sempre tutto e il contrario di tutto, dice che sta esaminando le proposte iraniane e nel frattempo prepara nuovi attacchi. Lo sa dove conviene guardare secondo me? Ai mercati. Dopo un iniziale sbandamento si sono ripresi e dimostrano una rimarchevole resilienza, imperniata sui 500 e più miliardi di investimenti nell'intelligenza artificiale in ballo ma anche su una sottile fiducia che la situazione si risolverà. Secondo me, quella che comincia oggi è la settimana decisiva. Se c'è un crollo anche dei mercati finanziari, lasciate ogni speranza». Siamo una potenza energetica. Ma un gallone di benzina costa 5 dollari anche se fatto con petrolio made in Usa Ora gli Stati Uniti sono diventati, secondo Bloomberg, il maggiore esportatore di petrolio con 250 milioni di barili spediti all'estero in nove settimane, superando l'Arabia Saudita e divenendo un'ancora di salvezza parziale per Hormuz. «È dall'inizio del secolo che il fracking, prima con il gas e poi con il petrolio, ha reso l'America una potenza energetica. Ma per i meccanismi dei mercati, dettati per lo più dalle grandi compagnie, anche gli Usa risentono dei prezzi internazionali, e un gallone di benzina costa 5 dollari anche se fatto con petrolio made in Usa, peraltro raffinato spesso all'estero. Senza contare il disastro delle compagnie aeree. Trump vuole abbassare il prezzo dei combustibili prima del midterm, e sta dando fondo alle riserve strategiche pur di contenere le importazioni. Corre anche voce che ci siano spinte americane con la promessa di contratti multimiliardari dietro l'uscita degli Emirati dall'Opec, che dovrebbe agire come fattore calmieratore». In tutto questo, Trump ha annunciato il rialzo al 25% dei dazi sulle auto. Cosa gli è saltato in mente? «L'ennesimo whim (capriccio, ndr). Pur di dimostrare che la politica tariffaria non è un suicidio, ricomincia da capo. Eppure la Corte Suprema è stata chiara: non è possibile invocare la sicurezza nazionale. Allora i legulei di Trump si sono messi all'opera pur di giustificare i dazi, e hanno ricominciato a invocare la sezione 232 del Trade expansion act del 1962 o le clausole 122 e 301 del Trade Act del 1974. Ma io le conosco bene queste regole, prevedono laboriosi comitati di esperti: e me le ricordo quelle fumose e interminabili riunioni per decidere se mandare al Congresso una misura, entro 150 giorni. Invece Trump crede di risolvere tutto con un tratto di pennarello a favore di telecamere».

Worauf zu achten ist

KI-Ausblick — Möglichkeiten, keine Fakten

  • Crollo dei mercati finanziari se la situazione di Hormuz non si risolve questa settimana

    Möglich · Innerhalb von Tagen

  • Nuovi attacchi americani contro lIran

    Wahrscheinlich · Innerhalb von Wochen

  • Uscita degli Emirati Arabi Uniti dallOpec

    Möglich · Innerhalb von Monaten

Offene Fragen

  • Quali sono le proposte iraniane al centro delle trattative segrete?
  • Gli Emirati usciranno davvero dall'Opec?
  • Trump riuscirà a contenere i prezzi prima del midterm?

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This article was originally published by Repubblica Economia.

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