Eilmeldung
RUВ Кызыле пропала 15-летняя школьницаCN印太戰略智庫執行長矢板明夫在台中演講後遇襲 嫌犯機場落網CN中聯致癌油風暴延燒 在野黨要求官員下台並進行食安專報CN梨山居民電費暴增 台中議員陳成添籲台電重新計價RUКиев вошел в топ-10 наименее пригодных для жизни городовDENato-Gipfel in Ankara und Le Pen-Urteil in FrankreichRUОператоры связи Крыма включили аварийный роуминг на случай перебоевCN台北市擴大無菸商圈範圍 8月起赤峰街與迪化街禁菸CN台鐵攜手漁業署推限量蒲燒鰻鯛魚雙主菜便當FRLe canal Saint-Martin : une vie éprouvante pour les riverains face au bruit, à l'insécurité et à l'affluenceRUВ Кызыле пропала 15-летняя школьницаCN印太戰略智庫執行長矢板明夫在台中演講後遇襲 嫌犯機場落網CN中聯致癌油風暴延燒 在野黨要求官員下台並進行食安專報CN梨山居民電費暴增 台中議員陳成添籲台電重新計價RUКиев вошел в топ-10 наименее пригодных для жизни городовDENato-Gipfel in Ankara und Le Pen-Urteil in FrankreichRUОператоры связи Крыма включили аварийный роуминг на случай перебоевCN台北市擴大無菸商圈範圍 8月起赤峰街與迪化街禁菸CN台鐵攜手漁業署推限量蒲燒鰻鯛魚雙主菜便當FRLe canal Saint-Martin : une vie éprouvante pour les riverains face au bruit, à l'insécurité et à l'affluence
Newsgather
BackGiulio Regeni: ergastolo e 17 anni e mezzo chiesti per 4 007 egiziani
Giulio Regeni: ergastolo e 17 anni e mezzo chiesti per 4 007 egiziani
In Entwicklung
ANSA Cronaca23.06.2026Crime3 dk okumaItaly

Giulio Regeni: ergastolo e 17 anni e mezzo chiesti per 4 007 egiziani

Auf einen Blick

  • La Procura di Roma ha chiesto un ergastolo e tre condanne a 17 anni e mezzo per quattro 007 egiziani accusati del sequestro, tortura e omicidio di Giulio Regeni nel 2016 al Cairo.
  • La requisitoria ha ricostruito anni di indagini, evidenziando depistaggi e prove nascoste dalle autorità egiziane.

KI-generierte Zusammenfassung

Warum es wichtig ist

Giulio Regeni, ricercatore italiano, fu sequestrato, torturato e ucciso al Cairo nel 2016. Le autorità egiziane sono accusate di aver ostacolato le indagini con depistaggi e falsità.

Schriftgröße

Gli abbiamo dato il colpo di grazia, lo abbiamo distrutto". E' iniziata così, citando una drammatica affermazione di uno degli imputati, la requisitoria della Procura di Roma con cui ha chiesto un ergastolo e tre condanne a 17 anni e mezzo di carcere per i quattro 007 egiziani accusati di avere sequestrato, torturato ed ucciso Giulio Regeni nel 2016 al Cairo.

Una lunga requisitoria, durata quasi 7 ore, in cui il procuratore aggiunto, Sergio Colaiocco - affiancato anche dal procuratore Francesco Lo Voi - ha ricostruito dieci anni di indagini, tra depistaggi e prove nascoste da parte delle autorità del Cairo.

Regeni "non è solo il nome di una vittima, è diventato il nome universale di domanda di giustizia", afferma l'accusa. "Questo processo non consegna una verità intuitiva o emotiva - è detto nelle conclusioni il rappresentante dell'accusa -. Consegna una verità processuale costruita attraverso prove documentali; prove dichiarative; prove tecnico-scientifiche; riscontri esterni; convergenze indipendenti; verifiche dibattimentali".

Un processo voluto con ostinazione dai pm di piazzale Clodio contro "il silenzio e le menzogne" dell'Egitto che "ha deciso di coprire e proteggere gli aguzzini" fornendo versioni di comodo o "veri e propri falsi" e comprendo prove. Nel prologo la Procura ha detto che "ciò che qui si giudica non è la semplice soppressione di una vita umana. Ciò che qui si giudica è l'esercizio metodico, freddo, organizzato della violenza su un uomo inerme. Ciò che qui si giudica è il sequestro di una persona sottratta ad ogni garanzia".

Colaiocco ha poi riavvolto il nastro di una vicenda tragica. Regeni "il 25 gennaio del 2016 entra, inconsapevole, in una zona d'ombra in cui il diritto cessa di esistere e al suo posto subentra soltanto la nuda forza. Da quel momento Giulio non è più una persona - afferma -. Diventa un corpo sequestrato. Diventa un soggetto da piegare, diventa un destinatario di violenza". Per l'accusa Regeni fu privato "non soltanto della libertà e della vita" ma fu "privato della sua stessa condizione di essere umano titolare di diritti. Fu collocato in uno spazio in cui non esistevano più legge, controllo, difesa, limite.

Uno spazio - secondo la Procura - in cui il potere aveva assunto la forma dell'arbitrio puro. A compiere tutto non furono criminali comuni, non furono uomini della malavita. Furono uomini dello Stato, appartenenti agli apparati di sicurezza". Si tratta di "pubblici ufficiali di altissimo grado — un generale, due colonnelli e un maggiore — dunque soggetti pienamente consapevoli dei propri doveri istituzionali, primo fra tutti quello di garantire la legalità e non di piegarla a fini illeciti". In particolare è stato sollecitato il carcere a vita per Magdi Ibrahim Abdelal Sharif - l'autore materiale dell'uccisione - e condanne a 17 anni e 6 mesi per Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi e Tareq Sabyr.

"Ciò che qui si giudica non è la semplice soppressione di una vita umana. Ciò che qui si giudica è l'esercizio metodico, freddo, organizzato della violenza su un uomo inerme. Ciò che qui si giudica è il sequestro di una persona sottratta ad ogni garanzia", ha detto Colaiocco davanti ai giudici della prima Corte d'Assise. Mostrate nell'aula bunker di Rebibbia anche le foto della Tac a cui il corpo del ricercatore friulano è stato sottoposto.

"Un corpo spezzato dal dolore", ha aggiunto affermando che si è trattata di "una metodica di annientamento. I medici legali egiziani avevano individuato una sola frattura, al braccio destro. La Tac eseguita in Italia ne rivelò venti. Cinque ai denti. Quindici alle strutture ossee". Quanto alla causa terminale della morte, l'autopsia italiana accerta "che Giulio non muore per la sommatoria delle lesioni, pur gravissime. Muore per un atto finale volontario", afferma. Per quanto riguarda il movente di tanta violenza la Procura parla di "una errata percezione di attività di intelligence ostile" ma Giulio - è stato ribadito in aula - "non era una spia".

Infine sull'ipotesi una possibile 'pista inglese', il rappresentante dell'accusa taglia corto. "Tutti gli elementi raccolti sono stati approfonditi, verificati, sviscerati in ogni possibile direzione. E deve dirsi oggi, con assoluta chiarezza, che da quel versante non è emerso alcun elemento utile alla ricostruzione del sequestro, delle torture e dell'omicidio di Giulio", ha concluso il rappresentante dell'accusa.

Offene Fragen

  • Quali saranno le conseguenze diplomatiche?
  • Ci saranno ulteriori sviluppi legali?
  • L'Egitto collaborerà in futuro?

Verwandte Themen

This article was originally published by ANSA Cronaca.

Ähnliche Meldungen

Mehr zu diesem ThemaGiulio Regeni