Identificazione dei militanti No Tav a Venaus dopo lo smontaggio del presidio
Auf einen Blick
- A Venaus, i militanti No Tav hanno smontato il loro 'non campeggio' e sono stati identificati dalla polizia lungo la provinciale 210.
- Circa 120 persone in una trentina di veicoli sono state controllate dopo il divieto prefettizio di campeggio a Susa e Venaus, seguito a precedenti attacchi ai cantieri Tav.
KI-generierte Zusammenfassung
Warum es wichtig ist
I militanti No Tav si erano spostati a Venaus dopo i divieti prefettizi di campeggio a Susa e Venaus. Questi divieti e la sorveglianza rafforzata seguono attacchi ai cantieri Tav che hanno ferito oltre 120 unità delle forze dell'ordine il 25 luglio scorso.
Si è conclusa in poco più di mezz'ora l'identificazione dei militanti No Tav che stamane hanno lasciato il presidio di Venaus, dove erano giunti giovedì scorso a seguito del divieto prefettizio di campeggio a Susa, dove era stata prevista la quattro giorni. La polizia ha filmato volti e documenti degli occupanti delle auto - una trentina -, ha dato una rapida occhiata negli abitacoli, poi ha lasciato passare. Le uscite della provinciale 210 verso Susa e Mompantero erano presidiate dal reparto mobile schierato, che ha fatto transitare solo le persone identificate, che sono circa centoventi.
Tra clacson, slogan e bandiere, fuori dal 'non campeggio' di Venaus è stata formata una carovana di auto e furgoni dei militanti No Tav.
La carovana di auto e furgoncini dei militanti No Tav partita dal presidio di Venaus è stata bloccata lungo la strada provinciale 210. All'altezza del bivio per Mompantero e poco dopo, sotto al cavalcavia dell'autostrada, in direzione Susa, dove si trovavano due schieramenti del reparto mobile della polizia, assieme alla Digos.
Smontato il 'non campeggio' a Venaus, controlli rafforzati
Smontato il 'non campeggio' installato da giovedì scorso da alcune decine di No Tav nello storico presidio di Venaus, nel terreno di un privato. I militanti stanno raccogliendo zaini, sacchi a pelo e amache per riporle nelle proprie auto e furgoni. L'area resta presidiata da reparti antisommossa e personale della Digos della polizia, con controlli rafforzati da parte delle forze dell'ordine nei punti di accesso a Venaus. Per stamane, ieri i militanti hanno annunciato una mobilitazione: "Vogliamo rompere l'assedio", "saremo in giro e chiamiamo un appuntamento la mattina alle 10 per uscire insieme dal presidio di Venaus" e "dobbiamo far girare loro la testa". Sul posto sono presenti giornalisti, fotografi e operatori video. "Smettetela di riprendere, non c'è consenso", le grida dal presidio, dove i militanti stamattina sono alcune decine. Il movimento, giovedì mattina, si era spostato a Venaus dopo le ordinanze del prefetto di Torino, che hanno vietato tra l'altro il campeggio libero a Susa previsto inizialmente, poi anche a Venaus. I divieti e la sorveglianza rafforzata sono giunti dopo gli attacchi ai cantieri Tav - con oltre 120 unità delle forze dell'ordine ferite - al termine del corteo del 25 luglio scorso.
Offene Fragen
- Quali saranno le prossime mosse dei militanti No Tav?
- Ci saranno ulteriori divieti o misure di sicurezza?







