Il turismo italiano soffre di 6 distorsioni: caro-prezzi, overtourism e criminalità tra i problemi
Auf einen Blick
- Il turismo italiano è afflitto da sei distorsioni principali: caro-prezzi, overtourism, marginalizzazione delle aree interne, affitti brevi, infiltrazione criminale e rendita delle piattaforme digitali.
- Queste problematiche causano una perdita economica e un potenziale turistico non espresso, con costi sociali e mancata crescita per i territori.
KI-generierte Zusammenfassung
Warum es wichtig ist
Il saggio di Rio individua sei distorsioni nel turismo italiano: caro-prezzi, overtourism, marginalizzazione aree interne, affitti brevi, infiltrazione criminale e rendita delle piattaforme digitali. Queste causano una perdita di potenziale turistico e impatti negativi sui territori.
Prima di tutto, le 6 principali distorsioni del turismo, individuate da Rio, sono: il caro-prezzi, l’overtourism, la marginalizzazione delle aree interne, gli affitti brevi, l’infiltrazione criminale e la rendita delle piattaforme digitali.
Secondo Rio, saggista e manager pubblico-privato, che è stato anche presidente dell'Istituto Demoskopika, alla perdita economica si affianca una misura del potenziale turistico non espresso: 15,2 milioni di arrivi e 44,3 milioni di presenze che il sistema turistico italiano avrebbe potuto intercettare, trattenere o distribuire meglio sui territori, ma che restano fuori dalla crescita effettiva perché scoraggiati, spiazzati o dispersi dalle principali distorsioni del comparto.
Per approfondire:
Turismo, il 70% dei lavoratori è sotto la soglia di povertà: lo studio di Filcams Cgil
Come spiegato dall'autore durante una presentazione alla Camera, a cui hanno partecipato Gianluca Caramanna, deputato e consigliere del ministro del Turismo, Roberta Garibaldi, esperta di turismo enogastronomico, già nel board di Enit ed Edoardo Colombo, presidente di Turismo.ai, il fenomeno del “toxic tourism” equivale a un costo potenziale di 477 euro per famiglia e 214 euro per residente l'anno, non come tassa diretta ma come mancata crescita stabile per i territori. Sul piano sociale pesa su 8,1 milioni di italiani esclusi dalle vacanze per il caro-prezzi, 304 mila residenti equivalenti sostituiti dagli affitti brevi e 3,3 miliardi sottratti all'economia legale.
Secondo Rio "il turismo non è una legge naturale ma il risultato di scelte politiche, economiche e culturali. E quando mancano visione e programmazione, il rischio è che il successo turistico finisca per consumare proprio ciò che rende attrattivi i territori". E aggiunge: "I turisti internazionali nel mondo nel 2025 sono stati un miliardo e mezzo, cioè un +4% in un solo anno, oltre 60 milioni in più. Una pressione che nessun territorio può oggettivamente assorbire passivamente. Il turismo non accade, si decide. E dove non si decide, decide il mercato, decide chi vince, ma decide anche chi viene spinto fuori".
Nel suo saggio l'autore analizza diversi fenomeni: i centri storici svuotati di residenti, i quartieri trasformati in dormitori turistici, i prezzi che espellono i più fragili, gli spazi pubblici piegati al consumo, gli algoritmi che orientano i flussi lontano dai territori. E, nelle zone d’ombra, la criminalità organizzata che fiuta l’affare.
Quando parliamo di overtourism, nello specifico, intendiamo quel fenomeno di sovraffollamento turistico, concentrato in alcuni periodi dell’anno in città e siti famosi. Questa circostanza è conosciuta da oltre 1 italiano su 2 (il 52%) e vissuta dal 56% come un crescente problema. Sono i più giovani a percepirlo maggiormente, soprattutto la Gen Z (57%), seguita dai Millennial al 55% e Gen X e Boomers al 48%, come spiegato lo scorso anno da una ricerca di Changes Unipol elaborata da Ipsos sulle opinioni degli italiani in merito alle opportunità e alle problematiche legate al turismo. Il 51% ritiene che il sovra-afflusso turistico nel nostro Paese caratterizzi soprattutto il periodo estivo, il 21% quello primaverile mentre per un 15% è un fenomeno costante nell’arco dell’anno.
Mentre per gli affitti brevi? Anche questo tema è molto sentito dagli italiani. Otre 1 italiano su 3 (35%) li percepisce come un problema mentre per il 19% rappresentano un’opportunità. A livello generazionale, Boomer e Gen Z sono in questo caso in sintonia, con percentuali di chi li considera una criticità più alte rispetto alle generazioni intermedie (rispettivamente al 38% e al 37%).
Per approfondire:
Case vacanza, 300mila euro per una settimana a Firenze: tutti i prezzi “pazzi” dell’estate
Offene Fragen
- Quali politiche specifiche verranno attuate per contrastare le distorsioni?
- Come si prevede di recuperare il potenziale turistico non espresso?
- Quali misure verranno adottate contro l'infiltrazione criminale nel settore?






