Imprenditore Valter Lavitola indagato per l'attentato a Sigfrido Ranucci
Auf einen Blick
- L'imprenditore Valter Lavitola è indagato come mandante dell'attentato dinamitardo contro Sigfrido Ranucci a Roma.
- Quattro persone sono state arrestate per l'esecuzione materiale.
- Lavitola è accusato di aver incaricato un intermediario di trovare gli esecutori.
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Warum es wichtig ist
L'imprenditore Valter Lavitola è indagato nel procedimento sull'attentato a Sigfrido Ranucci avvenuto nell'ottobre scorso a Roma. Lavitola è stato oggetto di una perquisizione da parte dei carabinieri.
L’imprenditore ed ex giornalista-editore Valter Lavitola è indagato nel procedimento sull’attentato a Sigfrido Ranucci avvenuto nell’ottobre scorso a Roma. Lavitola è stato oggetto di una perquisizione da parte dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati su mandato dei pm della Dda. Secondo gli elementi raccolti, l’imprenditore sarebbe il mandante dell’attentato.
Nel corso della perquisizione gli inquirenti hanno acquisito il cellulare e il pc. Sul movente è ancora in corso l’indagine. Martedì sono state arrestate quattro persone. Per il procuratore Francesco Lo Voi e i pm Carlo Villani (ora procuratore a Velletri) ed Edoardo De Santis la banda è autrice materiale dell’azione dinamitarda. A Lavitola e ai quattro è contestata in concorso la detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dal metodo mafioso.
La Procura di Roma contesta anche il reato di strage. È quanto emerge dal decreto di perquisizioni disposto il 4 luglio dai pm. Per i pm Lavitola è il mandante dell’azione. Il reato è contestato in concorso con componenti della banda arrestata la scorsa settimana e con Gomes Clesio Tavares, cittadino camerunense di 47 anni e ritenuto l’intermediario tra l’imprenditore e gli esecutori materiali.
Nell’atto si afferma che Lavitola avrebbe dato mandato a Clesio Tavares di «individuare soggetti in grado di reperire esplosivo e farlo esplodere davanti all’abitazione del giornalista» e sempre Lavitola il 16 settembre, un mese prima dell’attentato, avrebbe effettuato con il 47enne un sopralluogo «nei pressi dell’abitazione» del conduttore di Report.
Offene Fragen
- Qual è il movente esatto dell'attentato?
- Quali sono i legami tra Lavitola e la banda arrestata?
- Ci sono altri mandanti o complici?





