Iran USA, raid Idf in Libano: 16 morti. Fonti: colloqui Usa-Iran domenica o lunedì.
Auf einen Blick
- Colloqui USA-Iran sul nucleare previsti in Svizzera.
- Raid israeliani in Libano causano 16 morti, Teheran accusa gli USA.
- Media: Hezbollah ha lanciato 50 ordigni.
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Warum es wichtig ist
Colloqui USA-Iran sul nucleare sono stati rinviati a causa dei raid israeliani in Libano. Il Pakistan media per la ripresa dei negoziati.
Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
Iran USA, raid Idf in Libano: 16 morti. Fonti: colloqui Usa-Iran domenica o lunedì. LIVE
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L'inviato di Donald Trump sta andando in Svizzera dove dovrebbe tenersi il primo round di colloqui con l'Iran sul nucleare. I pesanti raid di Israele in Libano avevano rischiato di far saltare l'inizio dei negoziati tra Usa e Iran previsti a Lucerna dopo la firma digitale dell'accordo. Una pioggia di fuoco che, spiega l'Idf, “ha colpito 80 obiettivi ed eliminato terroristi” e causato la morte di 47 persone. Teheran condanna gli attacchi e punta il dito contro gli Usa
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Steve Witkoff, l'inviato di Donald Trump, sta andando in Svizzera, dove dovrebbe tenersi il primo round di colloqui con l'Iran sul nucleare. Lo riporta Axios citando un funzionario americano. I colloqui erano stati rinviati. I pesanti raid di Israele in Libano avevano rischiato di far saltare l'inizio dei negoziati tra Usa e Iran previsti a Lucerna dopo la firma digitale dell'accordo. Una pioggia di fuoco che, spiega l'Idf, “ha colpito 80 obiettivi ed eliminato terroristi” e causato la morte di 47 persone. Teheran condanna gli attacchi e punta il dito contro gli Usa “direttamente responsabili” della violazione del memorandum di pace. Dopo il fuoco incrociato arriva la tregua interrotta ancora da nuovi bombardamenti dell'Idf nel Libano meridionale.
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Il ministro degli Interni del Pakistan vedrà Araghchi a Teheran
Il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi ha in programma un incontro con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi durante la sua visita a Teheran. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iranino Esmaeil Baqaei citato dall'agenzia di stampa Isna. Baqaei ha aggiunto che la visita di Naqvi rientra nell'impegno di Islamabad di mediare i negoziati tra Iran e Stati Uniti.
Protezione Civile: "Almeno 16 morti in raid israeliani nel sud del Libano"
Almeno 16 persone sono morte negli attacchi israeliani nella regione meridionale di Nabatieh. Lo afferma la Protezione civile libanese.
Media: "Fonte Idf: Hezbollah ha lanciato 50 ordigni contro l'esercito nella notte"
Un funzionario militare israeliano ha dichiarato che Hezbollah ha lanciato più di 50 ordigni contro le forze israeliane nel Libano meridionale durante la notte, poche ore dopo che si presumeva fosse entrato in vigore il cessate il fuoco annunciato dagli Stati Uniti tra Israele e il gruppo sostenuto dall'Iran. Lo riferiscono i media israeliani. Il funzionario ha affermato che l'Idf ha risposto colpendo "obiettivi di Hezbollah" nel Libano meridionale, aggiungendo che la stabilità sia per il Libano che per Israele potrebbe essere raggiunta se Hezbollah smettesse di violare gli accordi di cessate il fuoco.
Hezbollah: "Abbiamo il pieno diritto di rispondere agli attacchi israeliani"
Hezbollah ha il diritto di rispondere agli attacchi israeliani poiché Israele ha continuato a bombardare il Libano nonostante il nuovo cessate il fuoco. Lo afferma il parlamentare del gruppo filo-iraniano, Hassan Fadlallah. "Si parla di cessate il fuoco. Per noi, ciò che ci preoccupa è che il nemico rispetti pienamente e in modo completo la tregua e non tenti di attaccare il nostro Paese e i nostri villaggi o di occupare nuove posizioni", ha affermato Fadlallah in una dichiarazione, aggiungendo che "la resistenza ha il pieno diritto di contrastare questo nemico quando ci attacca, poiché è l'aggressore e l'occupante".
Idf: "Stiamo colpendo Hezbollah in risposta ad attacchi"
L'esercito israeliano ha dichiarato di stare prendendo di mira in queste ore le posizioni di Hezbollah nel Libano meridionale in risposta agli attacchi del gruppo filo-iraniano contro i suoi soldati schierati nella regione, nonostante il cessate il fuoco annunciato il giorno precedente. "Durante la notte, l'organizzazione terroristica Hezbollah ha lanciato oltre 50 proiettili contro le forze israeliane nel Libano meridionale", si legge in un comunicato militare, "a seguito di questi attacchi, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) stanno colpendo obiettivi terroristici di Hezbollah nel sud del Paese".
Esercito libanese: "I continui raid brutali dell'Idf ostacolano la soluzione per la stabilità"
"La continuazione dei brutali attacchi di Israele mira a ostacolare qualsiasi soluzione che permetta il ripristino della stabilità in Libano". Lo ha dichiarato l'esercito libanese in un comunicato stampa postato su X, a condanna dei continui raid aerei israeliani sul sud del Libano nonostante ieri sia stato raggiunto un accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah. L'esercito libanese afferma inoltre che nel raid condotto oggi dalle Idf è stato ucciso "un ufficiale militare" sulla strada Kafr Reman-Nabatieh.
Hezbollah: "Abbiamo pieno diritto di reagire a Israele"
Il deputato di Hezbollah Hassan Fadlallah ha dichiarato che il suo gruppo ha il "pieno diritto" di rispondere agli attacchi di Israele, che continua a bombardare il Libano nonostante il nuovo cessate il fuoco annunciato il giorno precedente. "Si parla di cessate il fuoco. Ciò che ci preoccupa è che il nemico rispetti pienamente e in modo completo il cessate il fuoco e non tenti di attaccare il nostro Paese e i nostri villaggi o di occupare nuove posizioni", ha affermato Fadlallah in una dichiarazione. "La resistenza ha il pieno diritto di affrontare questo nemico quando ci attacca, poiché è l'aggressore e l'occupante", ha aggiunto l'esponente del movimento filoiraniano.
Media: "Amministrazione Usa crea contatti con l'opposizione in Israele"
Funzionari dell'amministrazione statunitense stanno creando contatti informali con l'opposizione in Israele: fino ad oggi, l'opposizione ha cercato di trovare un collegamento e ora l'amministrazione americana sta agendo di propria iniziativa. Lo riferisce un servizio di Channel 12. Gli Stati Uniti già da tempo hanno espresso preoccupazione per la presenza di elementi estremisti all'interno del governo di Netanyahu e stimano che vi sia una probabilità significativa di un cambio di governo in Israele. A cento giorni dalle elezioni in Israele e sullo sfondo della crisi tra l'amministrazione statunitense e il governo israeliano, l'amministrazione americana sta "creando alternative". Channel 12 ha riferito che per il momento Donald Trump non intende trasferire il suo sostegno a Netanyahu a qualcun altro, ma all'interno dell'amministrazione Usa si ritiene che sia necessario costruire nuovi sistemi informali di fiducia e di mediazione.
Media: "I pasdaran trarranno enormi vantaggi dalla revoca delle sanzioni Usa"
Per anni, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno prosperato all'ombra delle sanzioni, costruendo un vasto impero commerciale che spazia dal petrolio ai trasporti marittimi, le telecomunicazioni e i porti. Ora, mentre Teheran e Washington si preparano ai colloqui per un accordo che porrà fine alla guerra e che potrebbe sbloccare miliardi di dollari per l'Iran e riaprire la sua economia agli investimenti globali, questa forza d'élite è destinata a essere una delle maggiori beneficiarie: a scriverlo è Reuters online citando quattro fonti iraniane di alto livello secondo cui il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche si trova in una posizione privilegiata per accaparrarsi una grossa fetta dei benefici finanziari derivanti dall'allentamento delle sanzioni, dalla ripresa delle esportazioni di petrolio e dagli investimenti stranieri. Il loro ruolo centrale potrebbe tuttavia rivelarsi uno dei tanti ostacoli a un accordo: con le Guardie Rivoluzionarie così saldamente intrecciate con gli affari iraniani, la loro designazione come organizzazione terroristica potrebbe complicare notevolmente gli sforzi per liberare l'economia dalle sanzioni. Una delle fonti ha descritto le Guardie Rivoluzionarie come i veri vincitori della guerra, affermando che, avendo garantito la sopravvivenza del sistema islamico iraniano, erano nella posizione migliore per beneficiare di un'eventuale revoca delle sanzioni, avendo già gestito la maggior parte delle operazioni iraniane per eludere le sanzioni negli ultimi decenni. Le Guardie Rivoluzionarie non pubblicano dati finanziari, ma qualsiasi sforzo per rilanciare l'economia amplierà la loro considerevole influenza finanziaria, ha affermato una seconda fonte di alto livello. Dato che la legge iraniana sugli investimenti impone alle aziende straniere di collaborare con partner locali, l'elevato numero di società legate ai pasdaran fa sì che queste diventino un filtro per i potenziali investitori nei settori più redditizi dell'Iran: questa realtà implica che le aziende occidentali che rientrano nel mercato iraniano potrebbero trovarsi a operare a fianco, o attraverso, entità collegate alle Guardie, anche senza un coinvolgimento diretto, con il rischio di incorrere in eventuali sanzioni ancora in vigore.
Iran: "Israele può rovinare la pace. Gli Usa realizzino l'intesa"
L'Iran ha sollecitato gli Stati Uniti a dimostrare di poter davvero dare attuazione al memorandum d'intesa siglato dal presidente Donald Trump, anche a fronte della linea che terrà Israele. L'appello è arrivato dal viceministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh, intervistato da al Jazeera. "Bisogna far sì che nessuno metta in pericolo questo momento nella storia della regione e anche del mondo, mentre si cerca di creare una stabilità a lungo termine", ha detto. "Israele ha dimostrato di poter rovinare, sabotare e manipolare ogni processo che possa portare a una pace duratura", ha spiegato. "Per questo l'Iran chiede agli Stati Uniti di dimostrare non solo che ha la volontà, ma anche la capacità di realizzare ciò che ha firmato", ha insistito. "Inizieremo una tornata molto seria e intensa di negoziati intenso", ha ricordato, e "vogliamo essere sicuri che ciò che accadrà nelle prossime settimane porti a una stabilità duratura nella regione".
Media: "Entro 2 giorni colloqui tecnici con Usa in Svizzera"
Dovrebbero iniziare in Svizzera "tra un giorno o due" i colloqui a livello tecnico tra Stati Uniti e Iran. Lo hanno riferito fonti del governo pakistano all'agenzia di stampa turca Anadolu. "Il Pakistan, insieme ad altri mediatori, è in contatto con entrambe le parti, che dovrebbero incontrarsi in Svizzera tra un giorno o due per avviare la fase successiva del Memorandum d'intesa di Islamabad", ha dichiarato una fonte vicina al processo di mediazione.
Intanto oggi è atteso a Teheran il ministro dell'Interno pakistano Mohsin Naqvi, che ha in programma incontri con alti funzionari iraniani come riporta l'agenzia di stampa Irna. L'Iran aveva rinviato i colloqui a livello tecnico con gli Stati Uniti in segno di protesta per le "continue" violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele in Libano.
Inviato Usa Witkoff oggi in Svizzera per la ripresa dei negoziati
Sono attesi per oggi nuovi colloqui tra i funzionari americani e iraniani per la ripresa dei negoziati di pace che hanno messo fine al conflitto iniziato il 28 febbraio. Secondo quanto riporta Axios l’inviato americano Steve Witkoff è diretto in Svizzera per condurre colloqui con l’Iran, dopo il rinvio dei negoziati tra i due paesi. Il suo viaggio avviene mentre “Stati Uniti e Iran cercano di rimettere in carreggiata le discussioni tecniche” a seguito del protocollo d’intesa firmato mercoledì tra i due paesi, ha riportato la Cnn. L’inviato di Trump, Jared Kushner, è anch’egli atteso in Svizzera per colloqui, hanno indicato Axios e Cnn, citando entrambi funzionari americani.
Media: "Soldato ucciso in raid Idf nel sud del Libano"
Un soldato libanese è stato ucciso nel raid che l'esercito israeliano ha condotto stamattina nel sud del Libano, a Kafr Rumman nel governatorato di Nabatiye. Lo rende noto l'agenzia di stampa Nna, notando che i raid israeliani continunano nonostante l'accordo per il cessate il fuoco raggiunto ieri tra Israele e Hezbollah.
Media Iran: "Il ministro dell'Interno pakistano oggi a Teheran"
Il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi è atteso oggi a Teheran per colloqui con le autorità iraniane e per seguire gli ultimi sviluppi riguardanti il memorandum d'intesa firmato di recente tra Iran e Stati Uniti. Lo riferisce una fonte informata all'Irna. Naqvi, il cui Paese è il principale mediatore nei colloqui tra Iran e Stati Uniti, ha visitato l'Iran diverse volte, l'ultima delle quali il 7 giugno. I presidenti di Iran e Stati Uniti hanno firmato il memorandum d'intesa il 17 giugno, per porre fine alla guerra tra i due Paesi, iniziata il 28 febbraio.
Medvedev: "Lo Stretto Hormuz è l'atomica dell'Iran e la userà"
Lo Stretto di Hormuz è diventato la "bomba atomica persiana" e l'Iran la userà come tale. Lo ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, Dmitry Medvedev.
Attacco israeliano a Gaza, almeno quattro morti
Un attacco israeliano a un edificio residenziale a Città di Gaza ha causato quattro morti e diversi feriti. Lo riporta Al Jazeera.
Pezeshkian: "Risolvere problemi gente evita danni sociali"
Il presidente iraniano, Massoudd Pezeshkian, ha invitato il governo a prestare attenzione e risolvere i problemi dei cittadini, anche per evitare contraccolpi sociali. "Risolvere i problemi delle persone è la strategia più importante per prevenire i danni sociali", ha detto in occasione di una riunione di coordinamento tra agenzie della pubblica amministrazione su un modello di governance incentrato sui quartieri, a quanto riportano i media iraniani. "Nessun problema economico o sociale dovrebbe sfuggire all'attenzione dei dirigenti" pubblici, ha avvertito.
Iran: "I nostri beni congelati saranno sbloccati completamente e gradualmente"
"I beni iraniani congelati, per un valore complessivo di 25 miliardi di dollari, saranno sbloccati gradualmente e completamente, e saranno utilizzati per lo sviluppo delle infrastrutture, come corridoi, strade e aeroporti, e per la costruzione e il progresso del Paese". Lo ha dichiarato il vicepresidente iraniano per gli affari esecutivi Mohammad Jafar Ghaempanah. "Se l'ombra della guerra si allontana dall'Iran, alcune delle pressioni economiche sulla popolazione si ridurranno", ha aggiunto, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Irna.
New York Times, per intelligence Usa Israele continuerà raid contro Hezbollah
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Israele continuerà raid contro Hezbollah.
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- Quali saranno le conseguenze dei raid israeliani?
- I colloqui USA-Iran porteranno a un accordo?





