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Italia si costituisce parte civile nell'inchiesta svizzera sul rogo di Crans Montana
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ANSA Cronaca29.4.2026Welt2 Min. LesezeitItaly

Italia si costituisce parte civile nell'inchiesta svizzera sul rogo di Crans Montana

Il governo Meloni chiede risarcimento per il danno allo Stato causato dalla strage di Capodanno che ha ucciso 6 italiani

Auf einen Blick

  • L'Italia si è costituita parte civile nell'indagine svizzera sul rogo di Capodanno a Crans Montana, dove morirono 6 connazionali e 13 rimasero gra feriti.
  • Il governo sostiene che la strage abbia causato un danno diretto al patrimonio dello Stato per le risorse mobilitate dalla Protezione civile.
  • Undici gli indagati, incluso il sindaco Nicolas Féraud e i proprietari del locale.

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Voluta dalla premier Giorgia Meloni e promossa dall'Avvocatura generale dello Stato, l'attesa costituzione di parte civile dell'Italia nell'indagine svizzera sul rogo di Crans Montana è stata depositata mercoledì, negli uffici della procura di Sion, dall'avvocato ginevrino Romain Jordan. Il Governo italiano ritiene infatti che la strage di Capodanno, in cui sono morti 6 connazionali e 13 sono rimasti gravemente feriti, abbia causato un "danno diretto" al "patrimonio dello Stato a causa delle ingenti risorse mobilitate dal Servizio nazionale della Protezione civile per l'assistenza medica, psicologica e logistica ai connazionali coinvolti". Il documento, predisposto da Jordan, legale di molte famiglie coinvolte nella tragedia, in coordinamento con l'Avvocatura, evidenzia come "il coinvolgimento delle autorità locali nella genesi dell'evento sia considerato estremamente verosimile", giustificando così "la ferma richiesta di ristoro contro tutti i soggetti civilmente responsabili". Un responsabilità istituzionale, che, d'altronde, coinvolge, per ora, 11 indagati tra funzionari e amministratori comunali, tra cui il sindaco di Crans-Montana Nicolas Féraud. A cui vanno aggiunti Jacques e Jessica Moretti, proprietari del locale teatro della strage. Per tutti le ipotesi di reato sono di incendio, lesioni e omicidio colposi. Nella messa a punto della strategia italiana erano stati coinvolti anche i familiari delle vittime e dei feriti che avevano partecipato lo scorso 2 aprile in un incontro a Palazzo Chigi tra il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, l'avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli, i rappresentanti dei Ministeri degli Esteri, della Giustizia e della Protezione Civile. L'attesa iniziativa italiana arriva a pochi giorni dall'incontro a Roma, previsto il 5 maggio, tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente della confederazione Svizzera Guy Parmelin. Il giorno dopo Parmelin sarà in Vaticano da papa Leone mentre al momento non è previsto un incontro con la premier Giorgia Meloni. E arriva nel giorno in cui l'inchiesta degli inquirenti del Vallese si sdoppia: un nuovo filone di indagine si concentrerà ora sull'organizzazione dei soccorsi e sulle eventuali falle nella gestione dell'emergenza. Un ampliamento che era stato sollecitato con forza, già a febbraio, dall'avvocato milanese Fabrizio Ventimiglia e dal collega svizzero Pierluca Degni, legali della famiglia di Sofia Donadio, rimasta ferita nell'incendio. I suoi genitori, accorsi al Constellation pochi minuti dopo l'incendio, hanno cercato la figlia tra i tanti feriti stesi sul marciapiede, curati dai passanti con mezzi di fortuna. E hanno constatato la presenza di due ambulanze solamente, la carenza di bombole d'ossigeno e di coperte termiche, necessarie per proteggere i corpi esposti a una temperatura di -10 gradi. La loro testimonianza ha trovato riscontro in altre descrizioni di quei momenti. Per esempio quella di Jean-Marc Gabrielli, dipendente dei Moretti, che, nel vano tentativo di rianimare la sua fidanzata Cyanne Panine, deceduta poco dopo, non ha trovato un'ambulanza disponibile e nemmeno una bombola d'ossigeno. Le testimonianze e le immagini, messe a disposizione della polizia cantonale, "hanno sollevato rilevanti interrogativi sulla gestione delle prime fasi dell'emergenza", spiega l'avvocato Ventimiglia. "Qualora tali criticità trovassero conferma, - aggiunge - il loro rilievo causale rispetto all'aggravamento delle condizioni di salute di Sofia e degli altri ragazzi coinvolti sarebbe evidente".

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This article was originally published by ANSA Cronaca.

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