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Marine Le Pen: tra appello e presidenziali, il futuro del Rassemblement National
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ANSA Mondo5.7.2026Politik4 Min. LesezeitItaly

Marine Le Pen: tra appello e presidenziali, il futuro del Rassemblement National

Auf einen Blick

  • Marine Le Pen attende la sentenza d'appello che deciderà la sua candidatura alle presidenziali.
  • In caso di condanna, il suo delfino Jordan Bardella potrebbe correre al suo posto, con Le Pen come "primo ministro".
  • La tensione nel partito è alta.

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A 48 ore dalla sentenza della Corte d'Appello, Marine Le Pen ostenta tranquillità, "non ho paura", ripete. Se la condanna in primo grado nei suoi confronti sarà confermata, dovrà rinunciare a presentarsi alle presidenziali per la quarta volta. E proprio nell'occasione che tutti i sondaggi confermano come la più propizia per l'estrema destra.

Al suo posto, si presenterà Jordan Bardella, suo delfino, trentenne presidente del partito, con la popolarità in ascesa e risultati che si prevedono addirittura migliori di quelli della leader storica.

Se Marine Le Pen, invece, sarà assolta in appello, oppure la sua pena sarà sufficientemente alleviata, potrà decidere di candidarsi. In quel caso, Bardella sarà il suo primo ministro.

Ogni altra eventualità è esclusa: se Jordan Bardella diventerà presidente Marine Le Pen non farà la premier per lui, se sarà comunque condannata a indossare il braccialetto elettronico nei prossimi mesi, non farà campagna elettorale. "Se potrò essere la candidata - ha riassunto più volte la leader, che ha liquidato il Front National fondato dal padre Jean-Marie creando il RN e conducendo un tentativo di sdoganamento democratico che dura da anni - sarò candidata. Ma dovrò almeno poter fare la campagna elettorale. Quando ci si candida alle presidenziali, bisogna essere completamente liberi nei propri movimenti e non potrei esserlo se indossassi un braccialetto elettronico".

"Non dipende più da me", le sue parole di questi giorni, riportate da chi le sta vicino e rilanciate da Le Journal du Dimanche. "Un giorno va meglio, il giorno dopo pensa che tutto sia finito", trapela dal suo entourage citato dal settimanale.

Marine Le Pen e Jordan Bardella, che ieri in un comizio nei feudi di partito del Nord-Pas de Calais hanno messo in mostra sorrisi, fiducia e sostegno reciproco, sono in realtà una coppia che vuole apparire solida ma che sa di avere sotto i propri piedi un precipizio. E ogni tanto, dal comportamento soprattutto di Marine trapela il senso di vertigine di quello che potrà succedere se per la prima volta un Le Pen sarà costretto a non candidarsi all'Eliseo. E se, ulteriore beffa della storia, al vertice del potere sognato dalla famiglia Le Pen per 60 anni, ci finisse, sospinto dal partito "made in Le Pen", un ragazzotto di bella presenza, abilissimo su Tik Tok. E che si fa fotografare mentre passeggia mano nella mano con una rampolla della nobiltà come Maria Carolina di Borbone delle due Sicilie, che viene accreditata dai tabloid come sua fidanzata. Tanti sono gli interrogativi che si aprono su quello che sarà il reale comportamento di Marine Le Pen, che a 57 anni dovrà accantonare le sue ambizioni politiche, coltivate per una vita, e quali le reazioni in un partito che esprime un'evidente tensione.

"Qualunque cosa succeda - dicono nell'entourage di Le Pen - faranno le cose insieme. Il loro rapporto è unico". Non è sembrato esattamente così nelle ultime settimane, quando - ad esempio - Bardella ha di fatto messo da parte la politica tradizionale del partito sulle pensioni, mandando addirittura in soffitta il totem dei 62 anni di età minima. Il partito ha mal digerito questo tentativo di "riformare la riforma" per aprire ad una nuova concezione "bardelliana" in cui "non conta più l'età ma la durata dei contributi".

Per questo motivo, invece di farsi venire le vertigini scrutando l'avvenire, nel Rn si preferisce in queste ore studiare le ipotesi e lo sviluppo di ognuna di esse in vista dell'ora fatidica, le 13:30 di martedì 7 luglio. Se la condanna inflitta in primo grado a 4 anni di carcere, due dei quali senza condizionale, e a 5 anni di ineleggibilità nella vicenda degli eurodeputati del Rassemblement National remunerati con i fondi dell'Europarlamento, verrà cancellata da una sentenza di assoluzione, Marine Le Pen sarà candidata. Ma è un'eventualità alla quale credono in pochi. Qualsiasi condanna all'ineleggibilità oltre i 2 anni o una pena detentiva da scontare con il braccialetto elettronico escluderebbe anch'essa una candidatura. Il rebus si complica se nella sentenza entrassero in gioco delle riduzioni di pena che potrebbero consentire un rientro in campo di Marine Le Pen. Una riduzione a due anni, o meno, potrebbe consentire alla leader di candidarsi, dal momento che il periodo di ineleggibilità decorre dalla condanna in primo grado (marzo 2025). L'ipotesi di una pena ridotta, compatibile con la corsa all'Eliseo, è quella che salverebbe la compattezza del partito e le ambizioni di Marine Le Pen. E, nelle ultime ore, è quella che sta prendendo corpo.

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This article was originally published by ANSA Mondo.

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