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Netanyahu: niente ritiro da Gaza senza il disarmo di Hamas. L'Iran in stallo tra blocco navale e pressioni Usa
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Sky TG24gesternPolitik5 Min. LesezeitItaly

Netanyahu: niente ritiro da Gaza senza il disarmo di Hamas. L'Iran in stallo tra blocco navale e pressioni Usa

Il premier israeliano frena sul piano per Gaza e condiziona il ritiro dell'Idf. A Kharg oleodotti fermi per il blocco Usa, mentre l'Egitto e i gruppi palestinesi reagiscono.

Auf einen Blick

  • Il premier israeliano Netanyahu subordina il ritiro dell'Idf da Gaza al completo disarmo di Hamas, scontrandosi con le richieste di Egitto e fazioni palestinesi.
  • Intanto il blocco navale Usa paralizza l'esportazione di petrolio iraniano a Kharg.

KI-generierte Zusammenfassung

Warum es wichtig ist

Il premier israeliano pone condizioni rigide sul ritiro dell'Idf mentre l'Iran subisce pressioni economiche e blocchi navali.

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Il premier israeliano Netanyahu ha annunciato che non intende ritirare l'Idf dalla Striscia "finché Hamas non sarà completamente disarmato". La Casa Bianca minimizza: non siamo preoccupati dalle parole di Bibi. "Ci aspettiamo gli Stati Uniti facciano pressione su Netanyahu affinché rispetti la tabella di marcia e non ostacoli il processo per ragioni elettorali', la reazione di Hamas. Intanto in Iran l'oleodotto di Kharg sarebbe completamente fermo a causa del blocco navale Usa. Prosegue lo stallo nei negoziati su Hormuz.

"Tutte le parti" coinvolte nel conflitto a Gaza e in Cisgiordania "onorino i propri impegni e si astengano da misure che potrebbero ostacolare l'attuazione o minare i progressi già compiuti". Lo ha detto il ministro degli Esteri egiziano Badr Abelatty in un colloquio telefonico con l'Alto rappresentante per Gaza del Board of Peace Nikolay Mladenov, svolto dopo il rifiuto del premier israeliano Benjamin Netanyahu di andare avanti con il piano Trump finché Hamas non sarà totalmente disarmato. L'Egitto chiede che "tutte le parti rispettino gli impegni presi, tra cui garantire un accesso completo, sicuro e sostenibile agli aiuti umanitari e completare il ritiro israeliano da Gaza, aprendo la strada alla seconda fase del piano e sostenendo i primi sforzi di ripresa e ricostruzione". I colloqui con Mladenov hanno anche affrontato le disposizioni per la fase successiva, informa una nota del ministero egiziano. Abdelatty ha chiesto di "consentire al Comitato Nazionale per l'Amministrazione di Gaza di iniziare a svolgere le sue funzioni temporanee dall'interno del territorio, procedendo al contempo con le disposizioni per il dispiegamento della Forza Internazionale di Stabilizzazione per monitorare il cessate il fuoco e sostenere la sicurezza e la stabilità durante il periodo di transizione". Ha inoltre sottolineato che queste disposizioni "devono preservare l'unità territoriale dei territori palestinesi e, in ultima analisi, consentire all'Autorità Nazionale Palestinese di assumere le sue piene responsabilità a Gaza e in Cisgiordania".

"La nostra regione non ha bisogno di stranieri per garantire la propria instabilità. I Paesi della regione non dovrebbero fare affidamento sugli Stati Uniti né illudersi che gli Stati Uniti, che sono essi stessi fonte di instabilità e insicurezza, possano garantire la sicurezza regionale". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei durante la sua conferenza stampa settimanale. Senza gli Stati Uniti, ha detto, Israele "non sarebbe mai stato in grado di adottare le misure attuali e di continuare i suoi crimini, poiché Washington sostiene politicamente il regime e le fornisce le condizioni per condurre la guerra impunemente", ha osservato, esprimendo la speranza che gli Stati della regione "imparino dagli errori del passato e cooperino per rafforzare la sicurezza collettiva e porre fine all'attuale tensione".

La pressione economica da parte degli Stati Uniti costringerà l'Iran a fare concessioni. Lo dice l'ambasciatore statunitense presso le Nazioni Unite, Mike Waltz, secondo cui l'operazione economica del Segretario del Tesoro Scott Bessent "sta devastando l'economia iraniana". "Quando l'Iran si siede al tavolo con i nostri negoziatori, parla di soldi, soldi, soldi. Perché in questo modo assorbiranno i bombardamenti", ha affermato Waltz in un'intervista a Fox News. "Lo dico scherzando, ma anche seriamente: gli iraniani hanno più paura del Segretario Bessent che del Segretario alla Difesa Hegseth in questo momento". L'inviato statunitense ha affermato che i leader iraniani "non si preoccupano" delle loro forze armate o del popolo iraniano. Piuttosto, si preoccupano principalmente del fatto che "la loro valuta stia crollando" e che "l'inflazione sia al livello piu' alto degli ultimi 80 anni", ha concluso. "Chiedono continuamente di poter accedere al denaro contante, ai loro beni che abbiamo congelato, questa è la pressione. Questo, insieme al blocco, è ciò che alla fine costringerà gli iraniani a muoversi", ha concluso.

Hussam al-Astal, comandante di una milizia sostenuta da Israele che combatte Hamas nel sud della Striscia di Gaza, ha dichiarato al Times of Israel che Israele dovrebbe respingere l'attuazione dell'accordo di cessate il fuoco di seconda fase, perché Hamas non consegnerà mai le sue armi. "Non credo che l'accordo andrà in porto. Hamas non consegnerà le armi in suo possesso. Spero che si arrivi a un accordo di cessate il fuoco, ma senza Hamas. Hamas non lo accetterà", ha affermato al-Astal, aggiungendo: "Hamas sa che se consegnasse le sue armi, non sarebbe più al potere". La milizia di al-Astal opera con il supporto logistico e militare israeliano nell'area di Khan Younis. Nell'ultimo anno, nonostante il cessate il fuoco, la milizia ha continuato a combattere periodicamente contro Hamas.

Il movimento Jihad Islamico della Palestina ha condannato l'opposizione del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu al piano dei 15 punti per Gaza, definendola una chiara negazione dell'accordo di cessate il fuoco e una netta opposizione al piano americano. Lo scrive l'agenzia di stampa iraniana Irna, citando la rete Al Mayadeen. L'opposizione di Netanyahu è un'opposizione diretta e esplicita al piano americano, affermano, e il primo ministro israeliano, insieme ai membri del suo governo, sta cercando di manipolarne i contenuti. Il movimento Jihad Islamico ha inoltre affermato che il popolo palestinese ha il diritto di interrogarsi sull'efficacia del cosiddetto Board of Peace di Gaza e sul suo ruolo, soprattutto se questo Consiglio non è in grado di attuare un accordo.

Secondo Windward, l'oleodotto iraniano per l'esportazione di greggio sull'isola di Kharg rimane "completamente fermo" a causa del blocco navale imposto dall'esercito statunitense ai porti del Paese. Lo scrive Al-Jazeera citando in un post su X la società di intelligence marittima, che ha affermato che tutti e tre i terminal dell'isola sono attualmente vuoti e che 17 petroliere "oscure", con i transponder spenti, sono rimaste ferme intorno a essa. "Il quadro è coerente con un blocco delle esportazioni dovuto a un'interruzione delle esportazioni: nessun carico, nessuna partenza e una coda morta che non si muove", si legge nel rapporto. Situata a 15 miglia nautiche (circa 28 km) dalla terraferma iraniana, l'isola di Kharg è la spina dorsale economica dell'Iran e in genere gestisce circa il 90% delle esportazioni di petrolio greggio del paese.

Secondo alcune fonti il primo ministro Benyamin Netanyahu avrebbe detto la scorsa settimana a Jared Kushner di essere disposto a dare una possibilità al piano di disarmo di Hamas proposto da Trump, e le Forze di Difesa Israeliane (Idf) si stanno ritirando sulla Linea Gialla. Lo scrive su X il Jerusalem Post. La testata israeliana è tornata a ricordare la posizione pubblica presa invece ieri dal premier, sottolineando la posizione della Casa Bianca di "non preoccupazione" rispetto a tali dichiarazioni confermando "un graduale ritorno alla Linea Gialla a Gaza" e una interruzione degli attacchi contro la Striscia.

Worauf zu achten ist

KI-Ausblick — Möglichkeiten, keine Fakten

  • Continuazione della pressione economica statunitense sull'Iran tramite il blocco delle esportazioni

    Wahrscheinlich · Innerhalb von Wochen

Offene Fragen

  • Come risponderà Hamas alle richieste di disarmo?
  • Quali saranno le prossime mosse dell'amministrazione Usa?

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This article was originally published by Sky TG24.

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