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Papa Leone XIV alle Canarie: "La Chiesa non può ignorare queste acque"
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Sky TG2411.6.2026Welt5 Min. LesezeitItaly

Papa Leone XIV alle Canarie: "La Chiesa non può ignorare queste acque"

Auf einen Blick

  • Papa Leone XIV visita le Isole Canarie, ultima tappa del suo viaggio in Spagna, focalizzandosi sull'accoglienza dei migranti.
  • Ha incontrato migranti e operatori al porto di Arguineguín, commemorando le vittime e denunciando trafficanti e indifferenza.

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Ultimi giorni per Prevost in Spagna. Dopo Madrid e Barcellona, il Pontefice è oggi a Las Palmas de Gren Canaria e domani a Santa Cruz de Tenerife. Centrale il tema dell’accoglienza dei migranti ai confini atlantici dell’Europa: le Canarie sono uno dei territori continuamente in prima linea nella gestione dei flussi di chi arriva dall’Africa

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Dopo Madrid e Barcellona, Papa Leone XIV è arrivato oggi, 11 giugno, alle Isole Canarie, ultima tappa del suo viaggio apostolico in Spagna. Alla base aerea di Gando è stato accolto dal premier Pedro Sanchez e dalle autorità civili, ecclesiastiche e militari. Due le città al centro della visita: prima Las Palmas de Gran Canaria, poi Santa Cruz de Tenerife, dove arriverà domani. Al centro della visita c’è il tema dell’accoglienza dei migranti ai confini atlantici dell’Europa: le Canarie sono state scelte proprio perché sono uno dei territori continuamente in prima linea nella gestione dei flussi dei migranti.

"La Chiesa non può ignorare queste acque"

Nel primo appuntamento della giornata, il Papa è arrivato al porto di Arguineguín, uno dei principali punti di ingresso in Europa per chi arriva via mare dall’Africa, per incontrare le realtà che si occupano di accoglienza dei migranti. Il porto è stato ribattezzato il muelle de la vergüenza - il molo della vergogna - da quando, nel 2020, in una sola settimana arrivarono più di 3mila migranti, lasciati in condizioni precarie. Dopo aver ascoltato le testimonianze dei migranti sopravvissuti, Papa Leone si è avvicinato al bordo del molo e, dopo una brevissima sosta in preghiera, ha gettato in mare una corona di fiori per commemorare le vittime dei naufragi, morte nella rotta atlantica dall'Africa all'Europa, in un gesto che ricorda quello dell'8 luglio 2013 di papa Francesco a Lampedusa. Poi Leone si è recato presso l'edicola della Vergine del Carmelo per la benedizione di una croce realizzata con il legno di un'imbarcazione di migranti. "Quest’isola, piccola per estensione, ma grande in umanità, ha visto arrivare migliaia di persone strappate dalla loro terra e affidate alla fragilità di un cayuco. Vi sono persone soccorse in mare e corpi senza vita recuperati dalle acque. Per questo il Successore di Pietro non può disinteressarsi di questi approdi, ha detto il Papa incontrando le realtà di accoglienza per i migranti. "La Chiesa - ha aggiunto Prevost - non può ignorare queste acque, né alcun luogo dove la fame, la sete, la violenza, la paura o l’esilio continuano a ferire la dignità umana. I discepoli di Gesù non possono considerare estraneo il clamore di chi grida dalla notte".

"Esistono mostri che trafficano nella disperazione"

"Anche oggi esistono mostri che si aggirano in questi mari: mafie che trafficano nella disperazione, trafficantiche riducono in schiavitù donne e bambini e l’indifferenza di molti che permette i poveri sianoinghiottiti dallo sfruttamento o dall’oblio - ha detto ancora il Pontefice - Ma la fede non rimane paralizzata di fronte alla potenza del mare. Crediamo in un Dio che soggioga il caos, pone un limite al male e apre una via quando sembra prevalere la morte". "La dignità umana non ha passaporto, né perde valore quando attraversa una frontiera". Lo dice il Papa dal porto di Arguineguin, approdo dei migranti della rotta atlantica. "La dignità umana esige vie legali e sicure, soccorso e assistenza, cooperazione reale contro i trafficanti, protezione effettiva delle vittime, processi seri di accoglienza e integrazione - ha aggiunto Prevost - Se esiste il diritto di cercare rifugio, esiste anche il diritto di non dover migrare: di rimanere nella propria casa senza fame, senza guerra, senza persecuzioni, senza che la corruzione rubi il pane ai poveri e le armi distruggano il futuro dei bambini".

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Il Papa alle donne vittime di tratta: "Non c'è prezzo per il vostro corpo"

"Ogni vita umana è una benedizione. Nessuno può comprarla, venderla, usarla o scartarla", ha proseguito ancora il Papa dopo aver ascoltato la testimonianza di una donna vittima di tratta che ha parlato in rappresentanza di tutte le donne vittime: "Se altri hanno dato un prezzo al tuo corpo - ha detto Leone dal molo dei migranti -, Dio non ha mai smesso di guardarti come una persona di valore inestimabile. Se ti hanno trattata come una cosa, la Chiesa vuole dirti oggi: sei figlia e sorella, la tua vita non appartiene a chi ti ha fatto del male, il tuo corpo non appartiene a chi si è approfittato di te", e "ha una dignità che nessuno può strapparti".

"Sui migranti l'Europa si faccia un esame di coscienza"

"Il vostro dramma deve diventare un esame di coscienza: per le nazioni di origine; per le nazioni di transito, chiamate a proteggere e a non lasciare i deboli nelle mani di reti criminali; per l'Europa, che non può proclamare la dignità umana e abituarsi a che il Mediterraneo e l'Atlantico siano cimiteri senza lapidi; per la comunità internazionale, chiamata a una cooperazione efficace e perseverante", ha detto ancora il Papa dal porto di Arguineguín. "Non basta gestire gli arrivi, distribuire cifre, rafforzare le frontiere o lamentare le morti quando sono già avvenute - sferza il Pontefice - Ogni barca che arriva non porta solo migranti; porta con sé una domanda: che mondo abbiamo costruito, se tanti fratelli devono rischiare la morte per cercare la vita?" "Cari migranti - ha proseguito Prevost -: prima di dirvi qualsiasi altra parola, voglio inchinarmi davanti alla vostra dignità. Non siete numeri, né fascicoli! Siete persone con una famiglia e una casa che vi siete lasciata alle spalle, con sogni che nessuno ha il diritto di disprezzare. Ma voglio anche dirvi che la vostra vita deve essere protetta. Non consegnate la vostra esistenza a chi la mercanteggia. Non credete a chi promette paradisi facili, in cambio del vostro corpo, del denaro, del silenzio o della vostra libertà. Quelle false promesse sono 'canti delle sirene', sono industrie di morte".

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Papa Leone XIV a Las Palmas de Gran Canaria

Dopo la tappa al porto di Arguineguín, il Pontefice nel primo pomeriggio si è recato nella Cattedrale di Sant’Anna per incontrare i vescovi, i sacerdoti, i diaconi, i religiosi, le religiose, i seminaristi e gli operatori pastorali. Chiude l’agenda odierna la Santa messa nello Stadio di Gran Canaria alle 19.30.

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Il viaggio del Papa in Spagna termina a Santa Cruz de Tenerife

Domani, il Papa partirà alla volta di Santa Cruz de Tenerife, dove dovrebbe atterrare poco dopo le 10 (ora italiana). Anche qui, il tema dei migranti è il fulcro della visita: alle 10:30 incontrerà gli ospiti del centro Las Raíces, una delle principali strutture di accoglienza temporanea della Spagna. Poco dopo, alle 11:10, è in calendario l’incontro con le realtà di integrazione dei migranti in Plaza del Cristo de La Laguna. Segue la celebrazione della Santa messa al porto della città e la cerimonia di congedo presso l’aeroporto internazionale di Tenerife Norte-Los Rodeos. Alle 16 si decolla per tornare in Vaticano, con l’arrivo a Fiumicino previsto per le 21:10.

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