Pil e inflazione in Italia: il Trentino-Alto Adige e Bolzano in testa alla crescita
Uno studio Cer per Confesercenti evidenzia i forti divari territoriali nella crescita del Pil e nell'inflazione tra le regioni e i capoluoghi italiani.
Auf einen Blick
- Secondo uno studio Cer per Confesercenti, il Trentino-Alto Adige guida la crescita del Pil regionale, mentre Bolzano è il primo capoluogo.
- Forti divari territoriali anche per l'inflazione, con Reggio Calabria in testa ai rincari dei prezzi.
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Warum es wichtig ist
Studio di Cer per Confesercenti sulle stime del Pil e sull'inflazione nelle regioni e nei capoluoghi italiani.
Per stima del Pil, il Trentino-Alto Adige, primo fra le regioni, è "davanti a Lazio e Toscana (+1,2%) e a Emilia-Romagna, Basilicata e Liguria (+1,1%)", rileva lo studio. In coda la Valle d'Aosta, dopo "la Calabria, quasi ferma (+0,1%). Poco sopra il Molise (+0,5%). Tra la prima e l'ultima regione lo scarto di crescita è di 1,6 punti".
"Il quadro dei capoluoghi restituisce distanze territoriali anche maggiori, spesso all'interno della stessa area amministrativa", sottolinea il report di Cer per Confesercenti. Bolzano "è la maglia rosa della crescita" davanti a Roma e Milano, "appaiate al secondo posto con un +1,6%". Il primato di Bolzano "va letto insieme al peso economico: è un capoluogo di dimensioni contenute rispetto a Roma e Milano, che insieme pesano per oltre il 20% del Pil nazionale". Chiude la classifica Reggio di Calabria: "tra il primo e l'ultimo capoluogo lo scarto è di 1,8 punti pieni".
"Il turismo, da solo - rileva poi Confesercenti -, non spiega la crescita: Venezia cresce meno della media nazionale (+0,7%), come Torino, e Firenze si ferma appena sopra (+1,1%), in linea con Bologna, Genova e Trieste, nonostante la vocazione turistica delle prime due". Sul piano delle circoscrizioni "il passo più veloce è del Nord-est (+1,1%), seguito dal Centro (+1,0%); Nord-ovest, Sud e Isole restano appaiate, tutte a +0,8%".
Le stime Cer per Confesercenti registrano poi che "il divario territoriale è forte anche sul fronte dell'inflazione, particolarmente al Sud. Reggio Calabria registra l'aumento dei prezzi più alto d'Italia (+4,3%), quasi un punto sopra Napoli (+3,5%). Seguono Bolzano e Roma, appaiate al +3,4%, e poi Bari e Palermo, entrambe al +3,2%. Sul fronte opposto, Campobasso è la città con l'aumento più contenuto (+1,7%), meglio di Potenza (+1,9%) e di Firenze (+2,0%). Tra la città più cara e quella più economica lo scarto è di 2,6 punti", il più ampio di tutta la classifica.
"In un periodo in cui l'unica certezza sembra essere il caldo tropicale che ci accompagnerà per tutto agosto, i numeri danno qualche soddisfazione: le previsioni sul Pil migliorano e l'inflazione resta, nella media nazionale, sotto la soglia del 3%", commenta il presidente di Confesercenti, Nico Gronchi. "È presto per dire quanto il caldo torrido peserà sull'andamento dell'economia e sulle scelte di spesa delle famiglie: qualche effetto ci sarà - aggiunge - L'auspicio è che le stime indicate vengano confermate, se non migliorate. Resta il fatto che i territori viaggiano a velocità molto diverse tra loro, anche all'interno delle stesse aree amministrative. Metà della crescita attesa per il 2026 si concentra in cinque città: le economie urbane sono ormai un motore autonomo dello sviluppo nazionale, e bisogna partire da qui. Le politiche per lo sviluppo urbano devono essere considerate a tutti gli effetti come uno dei pilastri della strategia di crescita del nostro Paese".
Offene Fragen
- Quale sarà l'impatto reale del caldo estivo sull'economia?






