Strage di Amendolara, il procuratore: "Caporalato una delle piste"
Auf einen Blick
- Quattro braccianti agricoli sono stati uccisi e bruciati vivi ad Amendolara, Calabria.
- Due pachistani sono stati fermati.
- Il procuratore indaga sul caporalato come possibile movente, mentre la premier Meloni condanna la violenza.
KI-generierte Zusammenfassung
Warum es wichtig ist
Quattro braccianti agricoli, tutti con regolare permesso di soggiorno e incensurati, sono stati uccisi e bruciati vivi ad Amendolara, in Calabria. Due pachistani sono stati fermati in relazione all'omicidio. Il procuratore di Castrovillari sta indagando sul caporalato come una delle possibili piste.
"Il caporalato è una delle piste, ma non l'unica". Così il procuratore di Castrovillari Alessandro D'Alessio ha risposto durante la conferenza stampa ai cronisti che gli chiedevano se tra le ipotesi della strage dei braccianti ad Amendolara ci possa essere uno scontro tra gruppi per il controllo del lavoro nei campi. "Sul contesto stiamo ancora indagando" ha aggiunto. "In questo monento il quadro indiziario è stato mirato all'identificazione degli autori" dell'omicidio "e lo sottoponiamo così al giudice. Ovviamente ogni azione ha sempre un inquadramento e un contesto e anche su quello stiamo lavorando". Le vittime, ha spiegato poi il procuratore, erano tutti in Italia con regolare permesso di soggiorno ed erano incensurati e presenti in Italia da anni.
"L'orribile omicidio dei quattro braccianti in Calabria ha sconvolto tutti noi. La notizia dei primi fermi, resi possibili anche grazie agli elementi prontamente raccolti dagli investigatori attraverso il sistema di videosorveglianza dell'area in cui si sono svolti i fatti, rappresenta un passo importante verso l'accertamento della verità e delle responsabilità. Il mio pensiero va alle vittime e ai loro familiari. L'Italia non arretra davanti alla violenza e alla barbarie: è fondamentale fare piena luce su questo terribile crimine e assicurare tutti i responsabili alla giustizia". Lo scrive su X la premier Giorgia Meloni in merito all'omicidio dei braccianti di Amendolara.
Erano transitati dalla Sardegna, prima di arrivare in Calabria, i quattro braccianti uccisi bruciati vivi ad Amendolara lunedì scorso. Le vittime sono un pachistano Waseem Khan, di 29 anni, e gli afghani pashtun Amin Fazal Khogjani (28), Ullah Ismat Qiemi (19) e Safi Iayjad (27).
Alla loro identificazione, visto lo stato dei corpi, gli investigatori sono giunti grazie ai documenti trovati nell'appartamento in cui vivevano a Villapiana insieme ad altri migranti, tra i quali Mohammad Taj Alamyar, afghano di 35 anni, unico sopravvissuto alla strage per essere sfuggito alle fiamme rompendo un finestrino. Le due persone sottoposte a fermo sono i pachistani Safeer Ahmed e Ali Raza, entrambi di 31 anni.
"Abbiamo messo sotto protezione questa persona (il superstite della strage di Amendolara, ndr) e l'altro collega che per motivi di salute non era andato a lavorare l'altro ieri. Gli cambieremo il domicilio e dopo che stamattina sarà ascoltato nuovamente dal giudice li porteremo in un luogo sicuro". Lo ha detto Giovanni Mininni, segretario generale della Flai-Cgil, ai microfoni di Radio 24.
Mininni ha ricordato la necessità di allontanare i braccianti dal territorio, perché ancora pericoloso: "Un caporale non è ancora stato arrestato, ma c'è una rete di caporali che agisce sul territorio e portava queste persone a lavorare a Scanzano, verso il metapontino, quotidianamente". Si tratterebbe, secondo il rappresentante sindacale, di un meccanismo "organizzato e centralizzato": "Esiste un sistema, in Calabria soprattutto, che ha dietro dei mandanti che non sono i caporali pakistani. Oltre a organizzare i trasporti e la logistica, hanno anche delle finte aziende agricole a loro servizio e oltretutto organizzano una rete di caporali organizzando il lavoro agricolo".
I vicini: 'Bravissimi ragazzi'
Due giorni dopo la strage di Amendolara c'è silenzio in via Gramsci, a Villapiana, fuori dall'appartamento in cui al primo piano abitavano i quattro migranti uccisi. Gli altri due non si trovano più a casa. "Bravissimi ragazzi che uscivano la mattina e tornavano la sera. Quando erano a casa era come se non si sentissero. Molto rispettosi ed educati", raccontano i vicini. I ragazzi vivevano nell'appartamento da meno di due mesi. Uno dei quattro migranti uccisi "era solito, al rientro da lavoro, portare della frutta in dono al vicinato, soprattutto ai bambini", racconta un vicino.
Sabato manifestazione della Cgil con Landini
Sabato si terrà una manifestazione della Cgil partendo dalla stazione di servizio dove sono stati uccisi i quattro braccianti proseguendo con un corteo fino ad arrivare in piazza ad Amendolara, nel Cosentino. Lo rende noto all'ANSA la segretaria generale Flai Cgil Pollino-Sibaritide Federica Pietramala spiegando che non è ancora stato confermato l'orario ma, con ogni probabilità, si terrà nel pomeriggio. Alla manifestazione parteciperà anche il segretario generale Maurizio Landini
La Regione Calabria si costituirà parte civile nel processo
La Regione Calabria si costituirà parte civile nel processo ai due pakistani sottoposti a fermo per l'omicidio dei quattro braccianti ad Amendolara. Lo ha annunciato l'assessore regionale all'Agricoltura in un post su facebook. "Man mano che il quadro investigativo va chiarendosi - scrive l'assessore - emerge con sempre maggiore drammaticità la portata della strage avvenuta ad Amendolara, nella quale hanno perso la vita quattro braccianti agricoli. Di fronte a fatti di questa gravità, pur nell'attesa che le attività giudiziarie in corso trovino il loro pieno epilogo, si impone una riflessione profonda su ciò che è accaduto e su ciò che ancora accade nei contesti di sfruttamento lavorativo. Fin da subito posso annunciare che, di concerto anche con il Presidente della Giunta regionale, nel processo che scaturirà da questi fatti, la Regione si costituirà parte civile contro gli autori degli stessi, a tutela della garanzia della legalità e per un segnale forte, sul campo anche della prevenzione, oltre che a testimonianza di una netta scelta di campo". "La Regione - prosegue - da sempre impegnata nel contrasto al caporalato, in stretto raccordo con le organizzazioni sindacali, continuerà a rafforzare ogni azione di prevenzione e controllo. Siamo di fronte a forme di schiavitù moderna che non possono trovare alcuna tolleranza. Contro i nuovi schiavisti dell'era contemporanea deve esserci una risposta netta, costante e determinata". "Quando si arriva a questo punto - conclude Gallo - perdiamo tutti. Perde la nostra comunità, perde il nostro Paese, perde ciò che ci rende umani".
Worauf zu achten ist
KI-Ausblick — Möglichkeiten, keine Fakten
La Regione Calabria si costituirà parte civile nel processo.
Sehr wahrscheinlich · Mittelfristig
Ci saranno ulteriori indagini sulla rete di caporalato.
Wahrscheinlich · Mittelfristig
La manifestazione della Cgil porterà a nuove richieste di intervento contro lo sfruttamento lavorativo.
Wahrscheinlich · Kurzfristig
Offene Fragen
- Qual è il movente esatto della strage?
- La rete di caporalato è stata completamente smantellata?
- Ci sono altri mandanti oltre ai caporali fermati?
- Quali misure verranno adottate per prevenire futuri episodi di sfruttamento lavorativo?






