Trump attacca Meloni al vertice Nato: "Non c'è stata per noi"
Auf einen Blick
- Il presidente USA Donald Trump, presente al vertice Nato ad Ankara, critica la premier italiana Giorgia Meloni definendola "una brava persona ma non c'è stata per noi".
- Nonostante la vicinanza a tavola, permane freddezza tra i due.
- Il summit si apre con accordi sulla difesa per 50 miliardi.
KI-generierte Zusammenfassung
Warum es wichtig ist
Il vertice Nato si svolge in una fase di profonda trasformazione dell'Alleanza, chiamata ad adattarsi ai nuovi equilibri strategici e al progressivo riequilibrio delle responsabilità tra Stati Uniti ed Europa. Il messaggio che gli alleati intendono rilanciare è "A stronger Europe in a stronger Nato".
Il presidente Usa Donald Trump, ad Ankara per il vertice Nato, attacca ancora gli alleati e insiste contro Meloni: "Una brava persona ma non c'è stata per noi". La premier arriva in ritardo alla cena, siede allo stesso tavolo di Trump e dei leader europei ma resta la freddezza. Il summit si è aperto con accordi e commesse per 50 miliardi sulla difesa. Oggi bilaterale tra Trump e Zelensky.
"La Groenlandia non è in vendita, questo va rispettato" e noi "siamo pronti a difendere ogni centimetro della Nato e ovviamente il Regno di Danimarca". Lo ha dichiarato la premiere danese, Mette Frederiksen, al suo arrivo al summit rispondendo a una domanda sulle ultime affermazioni del presidente americano, Donald Trump, in merito all'isola autonoma danese. "La Groenlandia, ovviamente, non è in vendita. Ci auguriamo che tutti, compresi tutti gli alleati, rispettino il diritto all'autodeterminazione del popolo groenlandese. Siamo uno stato sovrano e abbiamo bisogno che tutti rispettino la nostra integrità territoriale e la nostra sovranita'", ha spiegato la premier. "Siamo pronti a difendere ogni centimetro della Nato, compreso il nostro territorio, ma uno dei motivi per cui abbiamo creato la Nato molti anni fa è che se dovesse succedere qualcosa a uno di noi, allora tutti dovrebbero sostenersi a vicenda. Voglio dire, l'articolo 5 è la nostra assicurazione. Vale per il fianco orientale, in questo momento con la guerra ibrida proveniente dalla Russia. Vale per gli Stati Uniti quando sono stati attaccati, l'11 settembre, e lo stesso vale per la Groenlandia", ha aggiunto.
Dopo la cena di gala ospitata ieri sera dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il vertice della Nato entra oggi nella sua fase decisiva con l'unica sessione di lavoro dei capi di Stato e di governo dell'Alleanza. La giornata si aprirà con le dichiarazioni del segretario generale Mark Rutte e dei leader all'arrivo, seguite dalla cerimonia ufficiale di benvenuto, dalla tradizionale foto di famiglia e, alle 11.15 locali (le 10.25 in Italia), dalla riunione del Consiglio Atlantico. A chiudere il summit sarà la conferenza stampa finale di Rutte nel pomeriggio. Si terranno poi le conferenze stampa dei leader, quella del presidente americano, Donald Trump, è prevista alle 16.05. Il vertice si svolge in una fase di profonda trasformazione dell'Alleanza, chiamata ad adattarsi ai nuovi equilibri strategici e al progressivo riequilibrio delle responsabilità tra Stati Uniti ed Europa. Il messaggio che gli alleati intendono rilanciare e' quello sintetizzato nella formula "A stronger Europe in a stronger Nato": un pilastro europeo più forte per preservare il carattere transatlantico dell'Alleanza e rafforzarne deterrenza e coesione. Secondo l'impostazione delineata dal segretario generale, i leader discuteranno in particolare di tre dossier: la verifica dei progressi verso l'obiettivo di destinare il 5% del Pil alla difesa e alla sicurezza entro il 2035, il rilancio dell'industria della difesa affinchè i maggiori investimenti si traducano in nuove capacità militari, e il mantenimento di un sostegno "equo, prevedibile e sostenibile" all'Ucraina nel lungo periodo. Sul tavolo anche i più recenti sviluppi in Medio Oriente e la sicurezza dello Stretto di Hormuz, temi che riportano al centro il fianco sud dell'Alleanza. Tra i risultati attesi figura una dichiarazione finale volutamente sintetica, che dovrebbe ribadire la solidarieta' transatlantica e l'impegno alla difesa collettiva, confermare il percorso di crescita delle spese militari, rilanciare il concetto di "stronger Europe in a stronger Nato" e rinnovare il sostegno all'Ucraina, oltre a richiamare l'attenzione sulle sfide provenienti dal fianco meridionale dell'Alleanza. Nell'agenda di Trump ci sono anche due bilaterali, con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e quello siriano, Ahmed al-Sharaa.
Worauf zu achten ist
KI-Ausblick — Möglichkeiten, keine Fakten
Trump e Zelensky avranno un bilaterale con esiti incerti.
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