Ue, allarme Ieefa: "Sussidi Uk da 23 mld per centrale a gas Ccs sono un rischio"
L'Istituto di analisi finanziaria critica il progetto Net Zero Teesside e invita i Paesi Ue a non seguire l'esempio britannico, warnendo che la tecnologia è immatura e costosa
Auf einen Blick
- Un report dell'Ieefa critica i 23 miliardi di sterline di sussidi britannici per Net Zero Teesside, la prima centrale a gas al mondo con cattura della CO2.
- Il progetto contribuirebbe per meno del 3% all'obiettivo Ccs Uk al 2050, ma peserebbe sui consumatori elettrici.
- L'analisi invita i Paesi Ue a riconsiderare i piani di decarbonizzazione tramite Ccs, definendoli ad alto rischio.
KI-generierte Zusammenfassung
Warum es wichtig ist
Il Regno Unito ha destinato 23 miliardi di sterline al progetto Net Zero Teesside, che mira a diventare la prima centrale a gas al mondo con cattura e stoccaggio della CO2. La maggior parte degli incentivi sarà a carico dei consumatori elettrici britannici.
I massicci sussidi previsti nel Regno Unito per una centrale elettrica a gas dotata di cattura e stoccaggio della CO2 (Ccs) dovrebbero rappresentare un campanello d'allarme per i Paesi Ue che stanno valutando progetti simili. È quanto emerge da una nuova analisi dell'Institute for Energy Economics and Financial Analysis (Ieefa), che mette in discussione le ambizioni britanniche.
Londra ha destinato 23 miliardi di sterline al progetto Net Zero Teesside, che punta a diventare la prima centrale a gas al mondo con Ccs. La maggior parte di questi incentivi sarà a carico dei consumatori elettrici britannici. Considerato che questo singolo progetto contribuirebbe per meno del 3% all'obiettivo Ccs del Regno Unito al 2050, il report invita gli Stati membri dell'Ue a riconsiderare eventuali piani di decarbonizzazione delle centrali a gas tramite Ccs.
La Commissione europea ha lanciato a febbraio 2024 la strategia Ue per la gestione industriale del carbonio, che dà priorità alla Ccs per i settori industriali. Tuttavia, la strategia non esclude esplicitamente l'uso della Ccs nella generazione elettrica, lasciando potenzialmente aperta la possibilità di applicarla anche alle centrali a gas.
"Gli elevati fabbisogni di sussidi e le prestazioni inferiori alle attese dei progetti pilota rendono la Ccs applicata alla generazione a gas una strategia ad alto rischio per i Paesi Ue", ha dichiarato Andrew Reid, analista di finanza energetica di Ieefa e autore del report. "Gli Stati membri dovrebbero adottare un approccio prudente, poiché questa tecnologia potrebbe deviare risorse da soluzioni rinnovabili più economiche e già mature".
Il report evidenzia le principali criticità dell'uso della Ccs nelle centrali a gas: Assenza di precedenti: in Europa non esistono progetti Ccs di successo applicati a impianti a gas. Costi elevati: senza sussidi o altri strumenti di supporto, gli operatori hanno scarsi incentivi economici ad adottare la tecnologia. Tassi di cattura: i progetti più avanzati mostrano prestazioni inferiori alle attese, evidenziando problemi tecnici e il rischio di ulteriori aumenti dei costi. Tempi lunghi: lo sviluppo richiede 10-15 anni tra autorizzazioni, infrastrutture e accordi transfrontalieri. Gap infrastrutturali: nell'Ue non esiste una rete operativa di trasporto della CO2. Stoccaggio: permangono incertezze sul potenziale di stoccaggio a lungo termine e sulla sicurezza dei siti offshore.
Worauf zu achten ist
KI-Ausblick — Möglichkeiten, keine Fakten
I Paesi Ue potrebbero riconsiderare i piani di Ccs per le centrali a gas dopo il report Ieefa
Wahrscheinlich · Innerhalb von Monaten
La Commissione europea potrebbe chiarire la sua posizione sull'uso della Ccs nella generazione elettrica
Möglich · Innerhalb von Monaten
Offene Fragen
- Quali saranno le prestazioni effettive della centrale rispetto alle previsioni?
- Come evolverà il quadro normativo Ue sulla Ccs nelle centrali a gas?
- Esisteranno alternative più economiche per la decarbonizzazione?






