Achille Lauro, debutto trionfale all'Olimpico: Roma è il suo palcoscenico
En resumen
- Achille Lauro ha celebrato il suo debutto allo Stadio Olimpico di Roma con "Comuni Immortali", un concerto che ha visto 60mila spettatori.
- L'artista ha presentato uno show maturo, con meno provocazione e più scrittura, omaggiando la sua città e collaborando con Antonello Venditti.
Resumen generado por IA
Por qué importa
Achille Lauro, whose real name is Lauro De Marinis, has evolved from a provocative artist to a more mature singer-songwriter. His "Comuni Immortali" project marks a significant step in his career, with a focus on his connection to Rome.
Se Rimini aveva acceso la miccia, Roma ha fatto esplodere tutto. Il 10 giugno Lauro De Marinis, in arte Achille Lauro, ha debuttato per la prima volta allo Stadio Olimpico e lo ha fatto nel modo più naturale possibile: trasformando la sua città nel palcoscenico perfetto di Comuni Immortali, il progetto che segna la maturità di un artista capace di reinventarsi ancora una volta.
Dopo i 25 mila spettatori lo scorso 7 giugno allo Stadio Romeo Neri di Rimini, l'appuntamento romano ha avuto il sapore della consacrazione davanti a un pubblico di 60mila. Non solo perché giocava "in casa", ma perché proprio Roma continua a essere il filo rosso della sua poetica, il luogo da cui tutto parte e a cui tutto ritorna. Dai live a Piazza di Spagna alla performance alla Fontana di Trevi, fino all'approdo nello stadio simbolo della Capitale: un percorso che sembra scritto per immagini prima ancora che per canzoni.
E proprio le canzoni sono il cuore dello spettacolo.
Meno provocazione, meno eccessi, più scrittura e racconto. Comuni Immortali lascia da parte la necessità di stupire a ogni costo per costruire uno show elegante, dove la musica torna protagonista senza rinunciare a una forte identità visiva.
ph. Giulia Parmigiani
Achille Lauro racconta l'emozione del suo debutto allo Stadio Olimpico, il primo della carriera nella sua Roma, dopo l'anteprima di Rimini. Un traguardo costruito passo dopo passo, attraverso tredici anni di musica, sperimentazione e continua evoluzione artistica, che oggi lo porta sul palco più importante della sua città.
Poco prima di salire sul palco, Lauro sceglie ancora una volta di parlare al plurale, condividendo questo momento con il gruppo di lavoro che lo accompagna da sempre. Ripensa agli inizi, quando affittava i locali pur di poter suonare, e rivendica la sincerità come filo conduttore del suo percorso: "La mia fortuna è stata crescere tra la gente. Tutto nasce dalla sincerità con cui scrivo le mie canzoni". Una crescita che trova conferma anche nei numeri: lo Stadio Olimpico del 30 giugno 2027 è già sold out con oltre un anno di anticipo e, proprio per questo, è stata aggiunta una seconda data il 1° luglio.
ph. Giulia Parmigiani
Tra i momenti più emozionanti della serata c'è stato l'arrivo sul palco di Antonello Venditti, un ospite che Achille Lauro ha fortemente voluto. "Essendo romano sono cresciuto con Venditti, come tutta l'Italia. È un simbolo di Roma e della nostra adolescenza", ha raccontato il cantautore, spiegando di essersi voluto fare un regalo speciale proprio nel giorno del suo debutto all'Olimpico.
Insieme hanno eseguito per la prima volta dal vivo Che tesoro che sei, il brano che uscirà venerdì, prima di regalare al pubblico una suggestiva versione di Notte prima degli esami, con Venditti al pianoforte. "Sono stato io a chiedergli di suonarla insieme", ha confessato Lauro, sottolineando quanto quel momento avesse per lui un valore personale prima ancora che artistico.
Alla domanda su un possibile passaggio di testimone tra due generazioni della musica romana, Lauro preferisce non sbilanciarsi: "Lo lascio decidere agli altri. Di sicuro sarebbe bellissimo riuscire a costruire una carriera come la sua". Un omaggio sincero a uno degli artisti che più hanno segnato il suo immaginario, in una serata che ha celebrato il legame tra Roma, la musica e le emozioni condivise.
Chi si aspettava il Lauro istrionico degli esordi si trova davanti un artista profondamente diverso: più essenziale, più consapevole, sempre più vicino alla scrittura del cantautore che all’icona della provocazione. Eppure il carisma non solo resta intatto, ma sembra persino ampliarsi. Ogni ingresso in scena, ogni cambio d’abito, ogni gesto è parte di una costruzione narrativa precisa, mai lasciata al caso.
Comuni Immortali prende forma come un percorso quasi visionario, in cui i suoi mondi artistici vengono evocati e poi “catapultati” sulla terra, fino al palco dello Stadio Olimpico di Roma. “È il filo narrativo che tiene insieme lo spettacolo, sorretto dalle canzoni”, racconta Lauro nel backstage. “Ho avuto la fortuna di costruire negli anni brani che sono diventati parte della mia storia e della vita delle persone. Io sono cresciuto fra la gente, io sono la gente”.
Lo show, ideato dallo stesso artista, dalla De Marinis Group, e prodotto da Friends & Partners, si sviluppa come un’opera in più atti, con una struttura a capitoli che guida il pubblico dentro le diverse identità artistiche dell’artista. Ad accompagnare visivamente il progetto, anche la presenza scenica di Celeste Dalla Porta, tra l'altro, protagonista del film Parthenope (2024) di Paolo Sorrentino.
Il rapporto con la moda è ormai una componente strutturale del suo immaginario artistico. Dopo anni di collaborazioni con brand di lusso e realtà di eccellenza, la nomina a direttore creativo di Dondup ha segnato un passaggio ulteriore, trasformando lo stile in un vero e proprio strumento narrativo. Non si tratta più solo di estetica, ma di un linguaggio che accompagna e amplifica la musica: gli abiti diventano parte integrante dello spettacolo, pensati e disegnati come estensione del racconto sul palco.
In questa prospettiva, anche il live negli stadi assume una dimensione ancora più ibrida, dove performance e visione si intrecciano. A San Siro, in particolare, la componente moda sarà integrata direttamente nello show, fino a diventare parte della drammaturgia del concerto. Un dialogo continuo tra palco e passerella che riflette una precisa idea di spettacolo contemporaneo, costruita su identità visiva e contaminazione tra linguaggi.
ph. Giulia Parmigiani
Dopo l’esperienza a X Factor, il rapporto con la televisione resta aperto ma senza progetti confermati. "Sono stati due anni bellissimi, sempre in contatto con i ragazzi", ha detto Lauro in conferenza stampa, ricordando la sua esperienza come giudice e passando in rassegna tutti i "suoi" ragazzi da eroCaddeo ai Patagarri, senza dimenticare nessuno. L’idea è quella di entrare in nuovi contesti solo quando c’è la possibilità di portarvi una visione autoriale forte, costruita su uno spettacolo scritto con cura e su un’impronta creativa riconoscibile. Per ora, però, il focus resta sugli stadi e su una fase di ricerca musicale intensa, che lo porterà anche a lavorare lontano dall’Italia per costruire nuove sonorità e un nuovo impianto live.
Tra le ipotesi future resta anche Sanremo, con la possibilità di un ruolo da direttore artistico che l’artista non esclude a priori. Una suggestione che si inserisce in un percorso in cui ogni nuova esperienza viene valutata come occasione per reinterpretare i linguaggi dello spettacolo. Ma, per il momento, tutto resta sospeso tra idee e visioni ancora in fase di definizione, con un principio chiaro: ogni progetto deve avere una forte identità e una precisa direzione autoriale.
2246594616 - ©IPA/Fotogramma
Se esiste una formula per costruire un grande live pop nel 2026, Achille Lauro sembra averla trovata. Il primo ingrediente è un repertorio che negli anni è diventato patrimonio del pubblico: Amore Disperato, Amor, Me ne frego, Incoscienti Giovani vengono accolte come inni collettivi e dimostrano quanto il suo catalogo sia ormai solido.
Lauro ha una visione chiara della scena. Ogni dettaglio della produzione è pensato per accompagnare il racconto senza appesantirlo: luci, scenografia, costumi e movimenti dialogano tra loro con equilibrio, trasformando il concerto in un'esperienza immersiva, ma mai eccessiva.
Come mattatore del palco, Achille Lauro oggi domina tempi, silenzi e dinamiche con una sicurezza sorprendente, lascia spazio alla band e mantiene un dialogo continuo con il pubblico, quello che ai tempi di X Factor chiamava provocatoriamente e con ironia "Senato". È proprio la gente, in fondo, a decretare davvero il destino di un artista, con un ideale pollice verso o pollice in su. E a giudicare dall'entusiasmo dell'Olimpico, quel verdetto sembra ormai scritto.
ph. Giulia Parmigiani
Qué observar
Perspectiva de IA — posibilidades, no hechos
Achille Lauro will continue to integrate fashion as a core narrative element in his live performances, especially at San Siro.
Muy probable · Corto plazo
Achille Lauro may take on an artistic director role at Sanremo.
Posible · Medio plazo
Achille Lauro will focus on stadium shows and intense musical research, potentially working abroad for new sounds.
Muy probable · Medio plazo
Preguntas abiertas
- What are the specific musical directions Achille Lauro will explore in his upcoming international work?
- Will Achille Lauro take on an artistic director role at Sanremo, and what would his vision entail?
- How will the integration of fashion into his live shows evolve, particularly at San Siro?
- What are the concrete plans for Achille Lauro's television appearances, beyond a general openness to new contexts?






