Aperta a Milano la camera ardente di don Antonio Mazzi, fondatore di Exodus
En resumen
- A Milano è stata aperta la camera ardente di don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus, scomparso a 96 anni.
- Allestita nella mensa del Parco Lambro, accoglie oggetti a lui cari e testimonianze di autorità e collaboratori, che ne ricordano l'energia e l'impegno per i giovani, proiettando la comunità verso un futuro policentrico.
Resumen generado por IA
Por qué importa
Don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus, è morto all'età di 96 anni. La sua camera ardente è stata allestita nella sede della comunità al Parco Lambro di Milano, dove pranzava quotidianamente con i ragazzi.
È stata aperta nella sede della comunità Exodus al Parco Lambro di Milano la camera ardente di don Antonio Mazzi, il fondatore della comunità morto ieri all'età di 96 anni.
La camera ardente è stata allestita nella mensa della struttura, lo stesso luogo dove il sacerdote pranzava ogni giorno insieme ai ragazzi accolti dalla comunità. Accanto al feretro sono stati deposti alcuni oggetti a lui cari, tra cui i sandali, simbolo del cammino, e una Bibbia, dono di un caro amico, aperta sul passo della Pentecoste. All'apertura della camera ardente erano presente l'assessore alle Opere pubbliche del Comune di Milano, Marco Granelli e il vicepresidente di Exodus Franco Taverna. Tra i fiori già arrivati, quelli inviati dal cantante Albano Carrisi e dalla Nazionale Italiana Magistrati, da anni vicina alla Fondazione Exodus.
"Per tutte le istituzioni è un momento triste di perdita di un uomo che ha fatto tantissime cose, che ha cambiato e ha avuto un'energia enorme", ha detto l'assessore milanese alle Opere pubbliche Marco Granelli. Ricordando le ultime parole dell'ultimo libro di don Mazzi, "speranza e sfide", ha aggiunto che "queste due parole dicono bene la sua storia e ci lasciano un grande messaggio per l'oggi e per il futuro". "È stato un uomo che ha fatto grande Milano, che ha saputo rispondere ai giovani di questa città e alle sue sfide. Ci saranno tutti i modi per ricordarlo - ha assicurato - e per fare in modo che il suo nome e la sua storia aiutino a orientare le scelte di ogni giorno". "Il dopo don Mazzi è una scommessa. D'altra parte era già una scommessa all'inizio", ha osservato il vicepresidente della Fondazione Exodus, Franco Taverna, spiegando che dopo la modifica dello statuto "il futuro di Exodus sarà una realtà multipla, policentrica, con lo stesso spirito". "Eravamo abbastanza preparati. Nelle ultime settimane sia come educatori sia come ragazzi nelle comunità ci siamo riuniti per imparare a fare pace con la sua assenza", ha raccontato Luigi Maccaro, responsabile della Fondazione Exodus di Cassina. "Siamo convinti che don Antonio continuerà a camminare con noi. La certezza che ci lascia è che ogni ragazzo può cambiare, anche chi ha combinato le cose peggiori".
Preguntas abiertas
- Come si evolverà la struttura policentrica di Exodus?
- Quali iniziative specifiche verranno intraprese per ricordarlo?
- Come verrà mantenuto lo spirito originario di Don Mazzi?







