Crollo produzione orafa italiana: -27,5% nel primo bimestre 2026, export -18,1%
Confartigianato Orafi chiede interventi urgenti al Mimit per salvare 8mila imprese e 14mila addetti
En resumen
- La produzione orafa italiana crolla del 27,5% nel primo bimestre 2026, con l'export sceso del 18,1% nell'ultimo anno (-2,9 miliardi di euro).
- Il settore, concentrato nel quadrilatero Arezzo, Vicenza, Alessandria e Milano (82,6% dell'export), è penalizzato dai prezzi record dell'oro, dai dazi Usa e dalla paralisi dei mercati mediorientali.
- Confartigianato Orafi chiede un tavolo con Abi e Banca d'Italia.
Resumen generado por IA
Por qué importa
Il settore orafo italiano rappresenta una tradizione produttiva storica, con il quadrilatero Arezzo, Vicenza, Alessandria e Milano che concentra l'82,6% dell'export nazionale. La crisi attuale è paragonabile solo alla pandemia Covid del 2020 e alla crisi finanziaria del 2009.
Un crollo del 27,5% per la produzione orafa italiana nel primo bimestre del 2026, con l'export che nell'ultimo anno è sceso del 18,1% perdendo 2,9 miliardi di euro: una contrazione simile si era osservata soltanto durante la pandemia del 2020 e la crisi del 2009. Sono questi i dati presentati presentati da Luca Parrini, presidente di Confartigianato Orafi, in un confronto col ministero delle Imprese e del Made in Italy. "Il settore - ha sottolineato Parrini - si trova stretto nella morsa dell'impennata del prezzo dell'oro, dei dazi sul mercato statunitense che hanno fatto diminuire del 5% le nostre esportazioni di oreficeria negli Usa nel 2025, e della paralisi dei mercati mediorientali". Colpito soprattutto il "quadrilatero" dell'oro - Arezzo, Vicenza, Alessandria e Milano - in cui si concentra l'82,6% dell'export orafo italiano. Nel 2025, Arezzo ha registrato un calo del 40,9% e Milano del 36%. Cresciute invece Alessandria (+27,3%) e Vicenza (+6,4%). Parrini ha perciò chiesto interventi immediati per salvaguardare le 8mila imprese del settore e i loro 14mila addetti. Riguardo ai costi finanziari legati al prestito d'uso dell'oro, la richiesta è un confronto con l'Abi e la Banca d'Italia per contenere i costi di approvvigionamento delle materie prime. Il Mimit ha risposto positivamente e ha accolto la proposta di istituire un tavolo allargato anche al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, coinvolgendo le rappresentanze datoriali e sindacali.
Qué observar
Perspectiva de IA — posibilidades, no hechos
Istituzione del tavolo interministeriale con Abi, Banca d'Italia, ministero del Lavoro e rappresentanze di categoria
Muy probable · En semanas
Possibili interventi sui costi finanziari del prestito d'uso dell'oro
Probable · En meses
Preguntas abiertas
- Quali misure specifiche verranno discusse al tavolo interministeriale?
- Come verranno contenuti i costi del prestito d'uso dell'oro?
- Ci saranno incentivi fiscali per le imprese orafe?






