Famiglia nel bosco, perizia: isolamento sociale dei minori e competenze genitoriali inadeguate
La psichiatra Ceccoli deposita relazione per il tribunale dei minorenni dell'Aquila. Critiche dalla difesa: "Errori metodologici"
En resumen
- La perizia della psichiatra Simona Ceccoli per il tribunale dei minorenni dell'Aquila evidenzia condizioni di isolamento sociale dei minori della 'famiglia nel bosco', con limitate possibilità di integrazione.
- Le competenze genitoriali di Catherine e Nathan sono giudicate inadeguate rispetto ai bisogni evolutivi dei bambini, ma suscettibili di recupero.
- La difesa contesta il lavoro peritale.
Resumen generado por IA
Por qué importa
Il caso della 'famiglia nel bosco' è oggetto di una procedura di valutazione della capacità genitoriale da parte del tribunale per i minorenni dell'Aquila. La coppia vive in condizioni di isolamento con i propri figli, rifiutando il confronto con l'esterno.
Una condizione di isolamento sociale dei minori, con limitate possibilità di integrazione e relazione con l'esterno, e competenze genitoriali giudicate non adeguate rispetto ai bisogni evolutivi dei bambini: è quanto emerge dalla relazione depositata dalla psichiatra Simona Ceccoli, perita nominata dal tribunale per i minorenni dell'Aquila nell'ambito della consulenza tecnica d'ufficio (Ctu) sulla capacità genitoriale dei coniugi della 'famiglia nel bosco'. Si tratta di una bozza: le parti avranno 30 giorni per presentare osservazioni, mentre la relazione definitiva è attesa entro un mese.
Nel documento viene descritto un contesto caratterizzato da una forte chiusura dei minori rispetto all'ambiente esterno, con una significativa riduzione delle occasioni di socializzazione e confronto, elemento ritenuto centrale nella valutazione del percorso di crescita. La mamma Catherine viene indicata come una figura rigida, con tendenza allo schematismo e un marcato bisogno di controllo, oltre a una difficoltà a rivedere le proprie convinzioni anche quando risultano penalizzanti per i figli. Il padre Nathan, descritto come dipendente nelle decisioni legate alla cura dei figli rispetto alla madre, condivide un'impostazione familiare orientata all'isolamento, legata al rifiuto del confronto con l'esterno e con persone ritenute portatrici di idee considerate pericolose.
La relazione segnala inoltre condizioni abitative precarie, prive dei requisiti essenziali di salubrità, e la mancanza di un adeguato accesso all'assistenza sanitaria, in contrasto con il diritto alla salute. Nelle conclusioni, la Ctu considera le competenze genitoriali di entrambi attualmente inadeguate rispetto ai bisogni evolutivi dei minori, pur ritenendole suscettibili di recupero. Centrale la necessità di garantire pienamente i diritti dei bambini, in particolare istruzione, salute e socializzazione.
Il dibattito resta acceso anche sul piano tecnico e scientifico: lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente di parte della coppia, definisce il lavoro peritale "inconsistente e caratterizzato da errori metodologici", sostenendo che l'unica valutazione completa sui minori sarebbe quella della Neuropsichiatria della Asl Lanciano Vasto Chieti. Critico anche l'avvocato ed esperto Giorgio Vaccaro, che richiama la riforma Cartabia e l'articolo 473 bis.25, sottolineando come le valutazioni debbano basarsi su metodologie scientificamente riconosciute e come i disegni - citati nella relazione della Ctu - non possano avere valore diagnostico.
Qué observar
Perspectiva de IA — posibilidades, no hechos
Il tribunale deciderà sulla permanenza dei minori nella famiglia o sull'affidamento dopo la relazione definitiva
Probable · En semanas
La difesa presenterà osservazioni critiche entro i 30 giorni previsti
Muy probable · En días
Preguntas abiertas
- Quali sono le condizioni abitative specifiche riscontrate dalla perizia?
- Quanti sono i minori coinvolti?
- Quali interventi di recupero delle competenze genitoriali potrebbero essere attuati?






