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Garante Privacy multa Poste Italiane e PostePay per oltre 12,5 milioni di euro
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ANSA Economia20.04.2026Law2 dk okumaItaly

Garante Privacy multa Poste Italiane e PostePay per oltre 12,5 milioni di euro

L'authority accoglie reclami sulle app BancoPosta e PostePay, accusate di monitoraggio eccessivamente invasivo dei dati degli utenti. La società contesta e farà ricorso

En resumen

  • Il Garante per la Privacy ha inflitto una sanzione di oltre 12,5 milioni di euro a Poste Italiane (6,624 mln) e alla controllata PostePay (5,877 mln) per il trattamento illecito dei dati personali degli utenti delle app BancoPosta e PostePay.
  • L'istruttoria, avviata dopo reclami da aprile 2024, ha accertato che le app richiedevano autorizzazioni invasive per monitorare applicazioni installate e in esecuzione sui dispositivi mobili, giudicate un'ingerenza eccessiva nella sfera privata.
  • Poste contesta la decisione e annuncia ricorso al Tar.

Resumen generado por IA

Por qué importa

Il caso riguarda le modalità di funzionamento delle app BancoPosta e PostePay, in particolare le autorizzazioni richieste agli utenti per il monitoraggio dei dispositivi mobili finalizzate all'individuazione di software malevoli. La pratica è stata giustificata da Poste come necessaria per conformarsi alla direttiva europea PSD2 sui servizi di pagamento.

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Il Garante per la Privacy sanziona Poste per oltre 12,5 milioni accogliendo una serie di reclami sul funzionamento delle app BancoPosta e PostePay. Ma la società contesta la decisione, si dice 'sorpresa' e farà un ricorso per chiedere l'annullamento della decisione. Ricorda tra l'altro che questo è già accaduto in passato, quando il Tar le ha dato ragione su un altro analogo provvedimento della stessa authority.

La multa, accompagnata dalla richiesta di cessare i comportamenti contestati, è motivata con l'accusa di aver trattato illecitamente i dati personali di milioni di utenti ed è divisa quasi equamente tra i 6.624.000 euro di Poste Italiane e i 5.877.000 euro della sua controllata PostePay.

L'istruttoria - spiega l'autorità - è stata avviata a partire da numerose segnalazioni e reclami ricevuti a partire da aprile 2024 e ha riguardato "le modalità di funzionamento delle app BancoPosta e PostePay". Come condizione obbligatoria per usare i servizi delle applicazioni - ricostruisce il Garante - si richiedeva agli utenti un'autorizzazione al monitoraggio di una serie di dati contenuti nei dispositivi mobili. La sorveglianza avrebbe incluso le applicazioni installate e quelle in esecuzione, al fine di individuare eventuali software malevoli.

Le modalità adottate sono state considerate "un'ingerenza eccessivamente invasiva nella sfera privata degli utenti" e questo anche se la società ha giustificato i trattamenti come "necessari per garantire la sicurezza delle operazioni e conformarsi alla normativa in materia di servizi di pagamento".

Violazioni sarebbero emerse anche sulla normativa in materia di protezione dei dati personali, sotto forma di carenze informative agli utenti e l'assenza di adeguata protezione e sicurezza dei dati.

Decisa la risposta di Poste Italiane che ha annunciato il ricorso per annullare la decisione dell'Antitrust, considerata viziata nel merito e sotto il profilo procedimentale: sarebbe stato adottato in ritardo rispetto ai termini previsti dalla legge.

Nel comunicato Poste esprime anche "stupore" per la scelta del Garante e ricorda come il 2 febbraio 2026 il Tar del Lazio abbia già annullato un provvedimento per una presunta pratica commerciale scorretta, relativa al medesimo dispositivo antifrode oggetto delle odierne censure del Garante. In quel caso, il Tar aveva riconosciuto la piena legittimità e l'assenza di intento commerciale.

"Come riconosciuto anche da Banca d'Italia - dichiara Poste - il Gruppo ha utilizzato legittimamente e in conformità con la normativa in materia di servizi di pagamento l'accesso ai dati tecnici dei dispositivi dei clienti, finalizzati esclusivamente all'attivazione di presidi antifrode e antimalaware, come richiesto dalla normativa europea (Direttiva Psd2), per una piena tutela della sicurezza degli utenti".

Qué observar

Perspectiva de IA — posibilidades, no hechos

  • Poste Italiane presenterà ricorso al Tar del Lazio contro la sanzione

    Muy probable · En semanas

  • Il Tar potrebbe ridurre o annullare la sanzione come già avvenuto nel febbraio 2026

    Probable · En meses

  • Poste modificherà le autorizzazioni richieste dalle app per renderle meno invasive

    Posible · En meses

Preguntas abiertas

  • Il Garante adotterà provvedimenti analoghi per altre banche o istituti di pagamento?
  • Quali modifiche richiederà il Garante alle app di Poste?
  • Come evolverà il contenzioso amministrativo?

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This article was originally published by ANSA Economia.

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