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Iran, colloqui indiretti tra Usa e Teheran in Qatar. Trump: "Sto vincendo la guerra"
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Sky TG241/7/2026Mundo10 min de lecturaItaly

Iran, colloqui indiretti tra Usa e Teheran in Qatar. Trump: "Sto vincendo la guerra"

En resumen

  • In Qatar ripartono i colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran.
  • "In ogni caso non avranno l'arma nucleare", dice Vance.
  • Per Teheran il transito a Hormuz gratuito solo per 60 giorni.

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Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran

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Trump: "Sto portando avanti una guerra con l'Iran e la sto vincendo facilmente". LIVE

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In Qatar ripartono i colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran. "In ogni caso non avranno l'arma nucleare", dice Vance. Per Teheran il transito a Hormuz gratuito solo per 60 giorni L'Oman ha elaborato una proposta per una nuova gestione dello Stretto di Hormuz insieme con l'Iran. Lo riporta il New York Times, specificando che, secondo il piano, le navi pagherebbero un pedaggio su base volontaria, finalizzato a pagare servizi di navigazione, sicurezza e ambientali

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In Qatar ripartono i colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran. "In ogni caso non avranno l'arma nucleare ", dice Vance. Per Teheran il transito a Hormuz gratuito solo per 60 giorni L'Oman ha elaborato una proposta per una nuova gestione dello Stretto di Hormuz insieme con l'Iran. Lo riporta il New York Times, specificando che, secondo il piano, le navi pagherebbero un pedaggio su base volontaria, finalizzato a pagare servizi di navigazione, sicurezza e ambientali.

Il rappresentante speciale dell'Ue per il Golfo, Luigi Di Maio, ha incontrato Al Thani a Doha. L'obiettivo è "sostenere gli sforzi di mediazione del Qatar tra Usa e Iran".

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha parlato di un "incontro a Doha sulla situazione in Iran", senza fornire ulteriori dettagli. Ma Teheran ha smentito.

Hezbollah ha denunciato nuove violazioni del cessate il fuoco in Libano e rimarcato: “Ci riserviamo il diritto di difendere la patria”. L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito tre quartier generali di Hezbollah nel sud del Libano.

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Il ‘modello Dardanelli’ per lo Stretto di Hormuz? Come funziona e cosa vuole l’Iran

L’Iran starebbe prendendo in considerazione l’imposizione di tasse sui servizi alla sicurezza e la tutela ambientale dello Stretto di Hormuz, allo scopo di generare fino a 40 miliardi di dollari l'anno di entrate. A rivelarlo è stato il Wall Street Journal, secondo cui Teheran starebbe lavorando sulla base dei modelli adottati in altre parti del mondo: tra questi a spiccare è quello dei Dardanelli, in Turchia. L’Iran, scrive ancora il quotidiano americano, starebbe promuovendo la sua iniziativa con altri Paesi in Medio Oriente e anche con la Cina.

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Trump: "I Paesi Nato non si sono comportati bene"

"I Paesi della Nato hanno detto che non vogliono aiutare, non si sono comportanti bene". Così Donald Trump, nel discorso nel discorso all'inaugurazione della Theodore Roosevelt presidential library in North Dakota, è tornato a criticare gli alleati della Nato per quello che considera il mancato aiuto agli Stati Uniti nel conflitto con l'Iran.

Inflazione, quanto è costata la guerra in Iran alle famiglie italiane

L'Istat ha certificato che l'inflazione a maggio è salita al 3,2%. "È un record che non si aveva dal settembre 2023", ha dichiarato il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona. E, secondo i calcoli dell'Unc, da febbraio a maggio, i prezzi sono saliti del 2%, cioè di 505 euro su base annua, per famiglia media (con 734 euro per coppia con due figli e 660 euro per coppia con un figlio).

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Trump: sto vincendo la guerra con l'Iran molto facilmente

"Sto portando avanti una guerra e la sto vincendo molto facilmente". Lo ha detto Donald Trump in North Dakota a proposito del conflitto con l'Iran.

Commissione Onu: 'A Gaza genocidio, bambini palestinesi presi di mira'

Il team investigativo ha stabilito "l'intento genocida delle autorità e delle forze di sicurezza israeliane di distruggere la comunità", non solo nella Striscia, ma anche in Cisgiordania.

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Energia, quali alternative per dipendere meno dallo Stretto di Hormuz?

La firma del memorandum tra Stati Uniti e Iran, ha prospettato una riapertura per lo Stretto di Hormuz, uno scenario auspicato dall’economia globale. In queste settimane però non è mancata anche la ricerca di alternative che permettano ai vari Paesi di dipendere meno dalle sorti dello Stretto: di questo si è parlato in una puntata di "Numeri", approfondimento di Sky TG24.

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Netanyahu può mettere a rischio la tregua tra Usa e Iran?

Dietro il negoziato tra Washington e Teheran si nasconde uno dei dossier più sensibili per il governo israeliano. Il premier vede messa in discussione una strategia fondata su isolamento iraniano e pressione militare indiretta e ora, in vista del voto, deve anche gestire una coalizione fragile, in particolare a causa della destra religiosa. Così ogni concessione rischia di avere un costo interno.

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Vance: programma nucleare retrocesso di 30 anni

Secondo l'intelligence degli Stati Uniti il programma nucleare iraniano è stato retrocesso di almeno 20-30 anni. L ha dichiarato il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance. "Lo so perché guardo le valutazioni dell'intelligence. Se guardate cosa dice la nostra intelligence sul loro programma nucleare, sono piu' lontani dallo sviluppo di una bomba atomica di quanto non lo siano mai stati negli ultimi 20 o 30 anni, e questo grazie a voi e al vostro duro lavoro", ha affermato il numero due della Casa Bianca.

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Tajani: Italia non mai preso parte a guerra

'Italia non ha mai partecipato ad azioni militari o messo le sue basi a disposizione per bombardamenti in Iran". Lo ha ribadito il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante il question time alla Camera.

Trump: "La denuclearizzazione dell'Iran sta procedendo"

"La denuclearizzazione dell'Iran sta procendo". Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti prima di partire per il North Dakota. Il presidente ha anche sottolineato che il prezzo del petrolio è piu' basso oggi di quando "ho attaccato l'Iran per non fargli avere l'arma nucleare".

Araghchi: "Risponderemo a qualsiasi minaccia contro la Guida Suprema"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha messo in guardia Israele dal minacciare la guida suprema Mojtaba Khamenei, dopo che il ministro della Difesa israeliano Israel Katz aveva affermato che Khamenei era "nel mirino", dichiarando: "Qualsiasi minaccia contro il nostro popolo e la nostra leadership riceverà una risposta immediata e decisa". "Il Presidente degli Stati Uniti ha impegnato gli Stati Uniti a mettere a tacere i suoi animali domestici a Tel Aviv. Se ignorano il loro padrone, l'Iran darà loro una lezione", ha scritto Araghchi su X. Nel frattempo, Araghchi ha affermato che i termini del Memorandum d'intesa tra Teheran e Washington sono "chiarissimi e accessibili a tu

Media: "Nave usa rotta non autorizzata a Hormuz e si arena"

Una nave che non aveva utilizzato la rotta stabilita dall'Iran per attraversare lo stretto di Hormuz si è arenata. Lo ha riferito la televisione pubblica iraniana Irib. Secondo quanto riferito, "l'imbarcazione è finita in secca nello Stretto di Hormuz dopo aver percorso una via diversa da quella ufficialmente designata per la navigazione".

Araghchi: "Usa tengano a bada loro cagnolini in Israele"

L'Iran ha respinto al mittente le nuove minacce del ministro degli Esteri israeliano Israel Katz. "I termini del Memorandum d'intesa di Islamabad sono cristallini e pubblici, tutti li possono vedere e pubblici per tutti da vedere", ha scritto su X a commento di dichiarazioni con cui Katz lasciava intendere di avere nel mirino la guida suprema Mojtaba Khamenei. Il presidente Donald Trump "ha impegnato gli Stati Uniti a mettere la museruola ai suoi cagnolini a Tel Aviv. Se ignorano il loro padrone, l'Iran li metterà al loro posto", ha ammonito Araghchi. "Qualsiasi minaccia contro il nostro popolo e la nostra leadership riceverà una risposta immediata e potente", ha assicurato.

Araghchi: "Trump tenga buoni i suoi cagnolini a Tel Aviv o risposta potente"

"I termini del memorandum d'intesa di Islamabad sono chiarissimi e di dominio pubblico. Il presidente degli Stati Uniti si è impegnato a tenere a bada i suoi 'cagnolini' a Tel Aviv. Se dovessero ignorare il loro padrone, l'Iran darà loro una lezione. Qualsiasi minaccia contro il nostro popolo o la nostra leadership riceverà una risposta immediata e potente". Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, commentando una dichiarazione del ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, che ha definito un "condannato a morte" l'attuale Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei.

Katz: "Potremmo attaccare per la terza volta"

Israele ha attaccato due volte l'Iran e non esiterà a farlo ancora. Ad assicurarlo è stato il ministro della Difesa, Israel Katz, durante una cerimonia per i soldati caduti in Libano nella guerra del 2006, a quanto riportano i media della regione. "Abbiamo colpito l'Iran due volte con attacchi preventivi e proattivi e, se necessario, colpiremo anche una terza volta", ha assicurato.

Pezeshkian: "Funerale Khamenei sia simbolo unità nazionale"

I funerali solenni di Ali Khamenei, guida suprema dell'Iran ucciso il 28 febbraio nei raid di Stati Uniti e Israele, devono diventare simbolo di unità e coesione nazionale. A chiederlo è stato il presidente Massoudd Pezeshkian, a quanto riferito dall'agenzia Isna, in una riunione sull'organizzazione delle esequie che inizieranno il 4 luglio. "Oggi più che mai è necessario che tutte le correnti e i settori della società ribadiscano i valori nazionali e islamici comuni e si astengano da qualsiasi azione che possa minare l'unità nazionale", ha detto, "ciò che deve emergere in questo momento storico è l'unità, la solidarietà, la coesione e l'armonia nazionale". Coesione che andrà rafforzata anche dalle scelte del governo. "Abbiamo deciso di perseguire con maggiore serietà programmi di sostegno e politiche relative al benessere della popolazione", ha annunciato.

Wall Street Journal: "Disputa su Hormuz crea profonda frattura in rapporto Usa-Arabia Saudita

Una disputa sulla gestione e l'apertura dello Stretto di Hormuz ha creato una frattura nei rapporti tra gli Stati Uniti e l'Arabia Saudita. Lo scrive in esclusiva il 'Wall Street Journal', ricordando che l'Arabia Saudita ha negato l'accesso al suo spazio aereo a cento velivoli americani pronti a decollare per partecipare al 'Project Freedom', un'operazione volta ad aprire lo Stretto di Hormuz. Secondo funzionari statunitensi ben informati, la reazione saudita ha costretto gli Stati Uniti a fermare l'operazione militare, varata dal presidente americano Donald Trump poche ore prima e finalizzata a garantire il passaggio sicuro delle navi. Indignata, la Casa Bianca ha minacciato di bloccare la consegna degli intercettori che servono all'Arabia Saudita per abbattere missili e droni iraniani, se Riad non avesse cambiato idea, come spiegano al Wsj funzionari statunitensi e arabi informati. L'Arabia Saudita alla fine ha fatto marcia indietro, dopo che i funzionari Usa hanno minacciato di non includere il regno nella lista prioritaria per la ricezione di armi difensive, hanno affermato i funzionari arabi. Ma secondo funzionari statunitensi il danno non è facile da riparare.

Come conseguenza, riferiscono funzionari americani citati dal Wsj, gli Stati Uniti stanno valutando la possibilità di ridurre la propria presenza militare in Arabia Saudita, concentrando le forze su paesi che si sono mostrati più solidali come Israele e Giordania. Le stesse fonti hanno precisato che la pianificazione è ancora in una fase iniziale e che non è stata ancora presa alcuna decisione definitiva. Quella tra Riad e Washington, finora inedita, è la più grande frattura degli ultimi anni in un rapporto che per decenni ha costituito la base degli accordi di sicurezza nel Golfo.

La scorsa settimana il Segretario di Stato Usa Marco Rubio si è recato nel Golfo per incontri con alti funzionari della regione e ha visitato gli Emirati Arabi Uniti, il Kuwait e il Bahrein, ma non l'Arabia Saudita. Secondo fonti vicine a Riad citate dal Wsj, i funzionari sauditi si sono mostrati contrariati e hanno interpretato la decisione di Rubio di non visitare Riad come un affronto. Funzionari dell'amministrazione Trump hanno negato che questa fosse l'intenzione e hanno affermato che Rubio ha avuto colloqui positivi con il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan a margine di una riunione del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg) in Bahrein.

Katz: "Idf in Libano, Siria e Gaza a tempo indeterminato"

Le forze israeliane rimarranno nelle cosiddette zone di sicurezza istituite in Libano, Siria e Gaza 'ad libitum'. A ribadirlo è stato il ministro della Difesa, Israel Katz. Le Idf rimarranno a tempo indeterminato nelle zone di sicurezza in Libano, Siria e Gaza per proteggere i nostri residenti e le nostre comunità dagli elementi jihadisti", ha detto.

Wall Street Journal: "Duro scontro Usa-Riad. Pentagono valuta ridurre basi"

La guerra in Iran ha avuto un impatto pesante sulle relazioni tra Arabia Saudita e Stati Uniti, molto più di quanto fosse finora trapelato: Washington sta valutando di ridurre la sua presenza militare nel regno del 'grande amico' Mohammed bin Salman. A rivelarlo è il Wall Strert Journal. Che Riad fosse contraria all'attacco non è un mistero, Insieme ad altre monarchie del Golfo aveva fatto pressione sull'amministrazione affinche' si trovasse una soluzione diplomatica, mettendo in guardia sul rischio che Teheran chiudesse lo stretto di Hormuz, vi fossero ripercussioni sul mercato mondiale del greggio e fosse messa in pericolo la stabilità loro e della regione. E molti avevano detto pubblicamente che non avrebbero permesso che le loro basi o lo spazio aereo fossero usati per attaccare l'Iran. Ma Donald Trump è andato avanti lo stesso. E il solco si è approfondito. Quando il presidente americano ha lanciato l'operazione Epic Freedom per tentare di bloccare le navi iraniane e far passare lib

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This article was originally published by Sky TG24.

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