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Italian Taekwondo Renews Humanitarian Commitment for Refugees
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Il Sole 24 Ore4/6/2026Mundo3 min de lecturaItaly

Italian Taekwondo Renews Humanitarian Commitment for Refugees

En resumen

  • Seven Syrian girls from the Azraq refugee camp in Jordan will participate in the Kim and Liù youth taekwondo tournament in Rome, Italy, alongside the World Taekwondo Roma Grand Prix.
  • The initiative, supported by the Italian Taekwondo Federation (Fita) and World Taekwondo, aims to offer support and showcase the talent of children fleeing conflict.

Resumen generado por IA

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Il taekwondo italiano rinnova il suo impegno umanitario per chi fugge da guerre e persecuzioni. La Federazione italiana taekwondo (Fita) è già da tempo impegnata in iniziative a supporto di persone che vivono in contesti di forte disagio ma quest’anno fa un ulteriore passo avanti: al torneo Kim e Liù - la gara dedicata ai giovani tra i 6 e gli 11 anni che si disputerà in contemporanea con il World Taekwondo Roma Grand Prix 2026 - parteciperanno sette bambine siriane provenienti dal campo profughi di Azraq, in Giordania. Le atlete sono state ricevute da papa Leone XIV e hanno preso parte alla conferenza stampa di presentazione dell’evento, che si è tenuta il 3 giugno al museo dell’Ara Pacis.

L’iniziativa

Le bimbe hanno lasciato per la prima volta nella loro vita il campo di Azraq e tra il 5 e il 7 giugno gareggeranno al Foro Italico. Avranno l’occasione di misurarsi con atleti provenienti da tutta Europa, uscendo dalla struttura che le ha accolte dalla nascita o dai primi anni di vita e mettendo in mostra il loro talento proprio negli stessi giorni in cui i campioni mondiali si contenderanno il titolo del Grand Prix e i punti per le Olimpiadi di Los Angeles del 2028.

Le atlete siriane fanno parte del progetto del Centro umanitario di Taekwondo del campo di Azraq, gestito dalla Taekwondo humanitarian foundation (Thf) con il sostegno di World taekwondo. Il campo da cui provengono è stato aperto dall’agenzia dell’Onu per i rifugiati ad aprile 2014 e accoglie circa 60mila persone. La struttura - nata per ospitare chi fuggiva dalla guerra civile siriana - si trova nel nord della Giordania, in una zona desertica situata a circa 60 chilometri di distanza dal più noto campo di Za’atari.

I valori olimpici

Angelo Cito, presidente Fita e fondatore di Thf Italia, ha affermato che «la cooperazione internazionale è un caposaldo della Federazione italiana taekwondo. Le nostre porte sono aperte a tutti gli atleti che scappano da zone di guerra. Sono gesti che una federazione può fare e che valgono più di un milione di parole: sono i fatti». Secondo Cito, infatti, «la decisione di portare Thf in Italia è nata dalla volontà di mettere il taekwondo al servizio delle persone e soprattutto dei bambini in difficoltà. Il taekwondo è una disciplina universale e per tutti».

Il presidente della Federazione ha poi sottolineato che l’iniziativa che ha portato le bambine siriane a Roma «è una cosa bellissima dal punto di vista dei valori dello sport. Oggi i valori olimpici non bisogna predicarli, ma praticarli», aggiungendo che «come fondazione umanitaria abbiamo la missione di supportare i bambini in tanti campi profughi a livello mondiale. Queste bambine staranno qui una settimana e sapranno che c’è gente che vuole aiutarle, che non sono da sole. Questo è il messaggio: le persone che hanno bisogno non devono sentirsi da sole».

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This article was originally published by Il Sole 24 Ore.

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