Mafia trial opens for 1990 double murder of Catania steel mill entrepreneurs
Aldo Ercolano, nephew of boss Benedetto Santapaola, faces trial for murders of Alessandro Rovetta and Francesco Vecchio killed for refusing to pay protection money
En resumen
- The trial begins July 7 in Catania for Aldo Ercolano, nephew of mafia boss Benedetto Santapaola, accused of the 1990 double murder of entrepreneurs Alessandro Rovetta and Francesco Vecchio at Acciaierie Megara.
- The victims were killed for refusing to pay 'pizzo'.
- Ercolano, already serving life for mafia crimes including journalist Pippo Fava's murder, is accused of being the 'ideator and organizer'.
Resumen generado por IA
Por qué importa
Il duplice omicidio del 1990 alle Acciaierie Megara rappresenta uno dei casi più gravi di violenza mafiosa contro imprenditori nel Catanese. L'estorsione sistematica ha portato alla cessione di un miliardo di lire alle famiglie mafiose di Catania, Caltanissetta e Palermo.
Si terrà il 7 luglio davanti alla quarta sezione penale della Corte d'assise di Catania la prima udienza del processo ad Aldo Ercolano, nipote dello storico boss mafioso Benedetto Santapaola, per il duplice omicidio degli imprenditori Alessandro Rovetta e Francesco Vecchio, uccisi dalla mafia il 31 ottobre 1990 nel sito dell'Acciaierie Megara di Catania per il rifiuto di cedere alle richieste di 'pizzo'. Lo ha disposto il gup Carla Aurora Valenti che, accogliendo la richiesta della Procura generale, avanzata dai sostituti Nicolò Marino e Giovannella Scaminaci, ha disposto il suo rinvio a giudizio e di altri quattro imputati accusati di estorsione aggravata dall'avere favorito Cosa nostra, reati contestati anche ad Aldo Ercolano. Sono Vincenzo Vinciullo, Antonio Alfio Motta, Francesco Tusa e Leonardo Greco. L'ergastolano, detenuto per mafia e diversi delitti, compreso quello del giornalista Pippo Fava, è ritenuto "l'ideatore e l'organizzatore", in concorso con ignoti, dell'agguato. A Ercolano si contesta di avere agito "con premeditazione" e anche "le aggravanti dei motivi abbietti e futili, per garantire il predomino nel territorio catanese e i vantaggi economici alla famiglia catanese di Cosa Nostra, ma anche di assicurarsi il profitto dell'estorsione alle Acciaiere Megara che poi è partita da gennaio 1991". La Procura generale ha delineato anche i ruolo che ciascun imputato avrebbe avuto: Aldo Ercolano, con il padre, il capomafia defunto 'Pippo', avrebbe avuto il ruolo di mandante della tangente mafiosa, Greco, invece, di organizzatore, Tusa e Motta di 'riscossori' e Vinciullo di 'negoziatore'. Secondo l'accusa l'estorsione sarebbe stata commessa in concorso con esponenti di spicco di Cosa nostra, tutti deceduti: Bernardo Provenzano, Pippo Ercolano, Nicolò Greco, Lucio Tusa e Luigi Ilardo. Tra le minacce, oltre alle telefonate minatorie, anche il posizionamento di proiettili sul sedile di un dirigente e nel giardino della moglie di Rovetta. Secondo la ricostruzione della Procura generale i vertici di Alfa Acciai di Brescia, indicati come parti offese nell'inchiesta, sarebbero stati costretti a versare dal 1991 in più tranche la somma di un miliardo delle vecchie lire da corrispondere a 'famiglie' di Cosa nostra di Catania, Caltanissetta e Palermo.
Qué observar
Perspectiva de IA — posibilidades, no hechos
Il processo proseguirà con ulteriori udienze nei prossimi mesi
Muy probable · En meses
Possibile coinvolgimento di altri indagati in futuro
Posible · En meses
Preguntas abiertas
- Quali具体的 prove collegano Ercolano all'omicidio?
- Chi sono gli ignoti concorrenti menzionati?
- Come sono stati identificati i ruoli specifici di ciascun imputato?





