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Meloni: "No alla patrimoniale, sì al taglio Irpef. Lotta alle aperture e chiusure"
Política
ANSA Politica10.06.2026Política5 dk okumaItaly

Meloni: "No alla patrimoniale, sì al taglio Irpef. Lotta alle aperture e chiusure"

En resumen

  • Giorgia Meloni rejects wealth tax, prioritizes middle-class tax cuts (Irpef).
  • She also vows to combat 'open-close' businesses, often run by non-EU citizens, that evade taxes.
  • The government aims to lower Irpef rates further, while the UPB notes concerns about tax equity.

Resumen generado por IA

Por qué importa

The Italian government, led by Giorgia Meloni, is outlining its fiscal policy, focusing on tax cuts for the middle class and rejecting wealth taxes. This comes amidst discussions on tax compliance, public debt, and economic challenges.

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No alla patrimoniale, sì alla riduzione delle tasse sul ceto medio. Giorgia Meloni sintetizza così la politica fiscale del suo governo, respingendo l'ipotesi avanzata (e poi subito rimangiata) da Elly Schlein di una tassa sui patrimoni e rilanciando invece sul taglio dell'Irpef.

"Non intendiamo fermarci, vogliamo fare di più. Altri parlano di tassare il patrimonio, noi lavoriamo perché gli italiani possano ambire ad avere patrimonio dopo decenni di sacrifici", ha scandito Meloni all'assemblea di Confcommercio, la prima dopo dieci anni a vedere la partecipazione di un presidente del consiglio.

L'INTERVENTO DI MELONI:

Ad evidenziarlo è la stessa premier che proprio davanti alla platea dell'associazione torna anche a ribadire un altro dei suoi cavalli di battaglia per il settore del commercio e dei servizi, ovvero la lotta contro "il fenomeno odioso" delle attività apri e chiudi, ovvero "quelle attività molto spesso gestite da extracomunitari che eludono il fisco aprendo e chiudendo in breve tempo, non pagando le tasse".

"Questa non è la repubblica delle banane, - ha assicurato la premier - qui si rispettano le regole". Sul fronte fiscale, l'obiettivo mai nascosto dal governo, ribadito più volte anche dal viceministro delle Finanze Maurizio Leo, è quello di allargare la platea dei beneficiari del taglio dell'Irpef, portando cioè dal 35% al 33% i redditi fino a 60.000 euro. Il governo è riuscito finora a ridurre il carico fiscale per la fascia fino a 50.000 euro, ma il nuovo taglio - risorse permettendo - potrebbe tornare tra le priorità ed essere uno dei piatti forti della prossima manovra.

La richiesta è arrivata non a caso proprio dal presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, che vede nella riduzione dell'aliquota "un giusto riconoscimento al ceto medio".

A guardare alla riforma dell'Irpef portata avanti in questi anni è anche l'Upb nel suo Rapporto sulla politica di bilancio. L'Ufficio parlamentare di bilancio valuta il capitolo fiscale nella sua interezza, comprensivo di tutti gli interventi. Ed è così che appare qualche criticità. Secondo la presidente Lilia Cavallari, l'accresciuta progressività dell'imposta sulle persone fisiche, unita all'ampliamento della flat tax ha infatti "accentuato le disparità di trattamento tra le varie tipologie di reddito e allontanato l'obiettivo di graduale perseguimento dell'equità orizzontale previsto dalla delega per la riforma fiscale".

Il tutto in un Paese che resta ai minimi Ue per fedeltà al fisco e in cui "permangono livelli elevati di evasione dell'Irpef da lavoro autonomo". L'Upb riconosce comunque lo sforzo sul fronte dei conti pubblici e i risultati ottenuti anche nei giudizi delle agenzie di rating grazie all'approccio prudente del governo. Una linea che va mantenuta, guardando soprattutto alla necessità di ridurre il debito pubblico. Lo shock energetico potrebbe rappresentare un rischio in questo senso, così come il piano di privatizzazioni previsto nel Dfp, che valo lo 0,8% del Pil e dal quale dipende gran parte della discesa del rapporto debito-Pil nel 2027.

Due variabili di cui il Mef è consapevole: il direttore generale del Tesoro, Riccardo Barbieri Hermitte, assicura che il calo del debito "è deve restare la stella polare" della politica di bilancio. L'attivazione della clausola Ue sull'energia, che il governo sta valutando ma che sarà collegata anche all'eventuale revisione del deficit (e che quindi non arriverà prima della fine di settembre), spiega, permetterà infatti "sia di rispondere alla crisi energetica in corso sia di non pregiudicare la riduzione del rapporto debito-Pil".

L'intervento di Sangalli: 'L'Italia ce la può fare ma resta l'incertezza'

In Italia "in generale, c'è incertezza, ma anche una sensazione di potercela fare", ha detto Sangalli all'assemblea, precisando che "sappiamo bene che la crescita di lungo termine dell'Italia è insufficiente, eppure, nonostante tutto, i fondamentali dell'economia italiana restano confortanti".

Secondo Sangalli, ci sono segnali positivi, "ma non mancano elementi di debolezza, come la crisi di fiducia dei giovani" e la bassa partecipazione femminile al mondo del lavoro. Secondo Sangalli "l'energia rimane in generale una priorità anche per il nostro settore, con un'attenzione particolare al tema del nucleare che resta un passaggio decisivo".

"In tema di reti - ha aggiunto - pensiamo all'estrema difficoltà delle nostre imprese dei trasporti sui valichi alpini, sulla riforma del sistema portuale e sui costi degli Ets così penalizzanti per le autostrade del mare. Solo nella prospettiva europea, è possibile affrontare l'accelerazione delle grandi transizioni. Quella ambientale con il cambiamento climatico".

Le città italiane "sono in continua trasformazione, talvolta senza un disegno organico, e con rischi "contrapposti" ha indicato il presidente nel suo intervento all'assemblea di Confcommercio precisando che "da un lato, basti pensare alla desertificazione imprenditoriale, con la drammatica chiusura di oltre 156mila esercizi commerciali negli ultimi 13 anni".

Dall'altro lato, inoltre, "emergono fenomeni di sfruttamento intensivo delle città come l'affitto breve indiscriminato che penalizza le imprese dell'accoglienza e l'equilibrio dei tempi e dei luoghi delle comunità". "Per reagire - ha suggerito il presidente di Confcommercio - è fondamentale livellare il campo da gioco: regole chiare, stabili, eque".

Il messaggio di Mattarella: 'Le parti sociali contribuiscano alla coesione sociale'

L'Italia si trova in una "realtà internazionale sempre più difficile e sfidante che richiede il coraggio di compiere scelte non facili". Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio inviato all'assemblea di Confcommercio, sottolineando come "il tessuto produttivo-imprenditoriale italiano è di fronte a complessità che richiedono autentico dialogo tra istituzioni e società, per promuovere un modello di sviluppo coerente con criteri di sostenibilità sociale e ambientale".

"Responsabilità particolari - secondo il capo dello Stato - interpellano le parti sociali, alle quali compete in primis, nel dialogo contrattuale, la regolazione del mercato del lavoro, per contribuire, aderendo al dettato costituzionale, all'affermazione della coesione sociale, con la eliminazione di quelle distorsioni e pratiche che si traducono in arretramenti degli standard di tutela per i lavoratori".

Qué observar

Perspectiva de IA — posibilidades, no hechos

  • Further reduction of Irpef rates to 33% for incomes up to €60,000.

    Posible · Medio plazo

  • Increased enforcement against 'open-close' businesses evading taxes.

    Muy probable · Corto plazo

  • Activation of the EU energy clause and potential revision of the deficit.

    Posible · Corto plazo

Preguntas abiertas

  • What specific resources will be allocated for the further reduction of Irpef rates?
  • How will the government effectively combat tax evasion from 'open-close' businesses?
  • What are the detailed plans and timelines for the proposed privatizations?
  • What is the government's concrete strategy to address the crisis of trust among young people and low female labor participation?

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This article was originally published by ANSA Politica.

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