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Modena, Gip confirms arrest of El Koudri: "Concrete danger of further crimes"
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Sky TG2419.05.2026Crime9 dk okumaItaly

Modena, Gip confirms arrest of El Koudri: "Concrete danger of further crimes"

En resumen

  • The judge confirmed the arrest of Salim El Koudri, 31, who injured eight people by driving into a crowd in Modena.
  • The judge cited a "concrete danger" of further crimes and noted that while El Koudri has a diagnosed personality disorder, it's unclear if it directly caused the act.
  • He remains in custody.

Resumen generado por IA

Por qué importa

Salim El Koudri, a 31-year-old man, drove his car into a crowd in Modena, injuring eight people. He was subsequently arrested. The judicial process is ongoing to determine his mental state and responsibility.

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Auto su folla Modena, Gip: El Koudri non ha agito in conseguenza di disturbi psichici

©Ansa

"Sussiste in maniera concreta il pericolo che possa commettere altri delitti della stessa specie". È quanto sostiene la Gip nell'ordinanza con cui ha convalidato l'arresto del 31enne che sabato ha ferito otto persone gettandosi a tutta velocità sulla folla a bordo della sua auto in centro a Modena. L'accusa è di strage con l'aggravante delle lesioni gravissime. Non sono state chieste dalla procura le aggravanti di premeditazione e terrorismo. L'uomo ha parlato dal carcere: "Sapevo che quel giorno sarei morto, ho bisogno che qualcuno mi capisca". In ospedale restano quattro feriti

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Salim El Koudri sabato pomeriggio a Modena "voleva colpire più persone possibile" e "sussiste in maniera concreta il pericolo che possa commettere altri delitti della stessa specie". È quanto sostiene la Gip del Tribunale di Modena nell'ordinanza con cui ha convalidato l'arresto del 31enne che sabato ha ferito otto persone gettandosi a tutta velocità sulla folla a bordo della sua auto in centro a Modena. Secondo la gip al momento "non ci sono elementi per ritenere che il gesto compiuto sabato pomeriggio sia una conseguenza della patologia - disturbo schizoide di personalità - per il quale Salim El Koudri era stato in cura al Centro per la salute mentale di Castelfranco Emilia".

Confermata la custodia cautelare in carcere. La decisione è arrivata dopo alcune ore dall'udienza preliminare, svoltasi nel carcere di Modena, durante la quale l'avvocato di El Koudri, Fausto Gianelli, non si era opposto alla richiesta della Procura. L'accusa è di strage con l'aggravante delle lesioni gravissime. Non sono state chieste dalla procura le aggravanti di premeditazione e terrorismo.

La giudice per le indagini preliminari nel convalidare l'arresto di Salim El Koudri ha disposto anche che l'Amministrazione penitenziaria "sottoponga a un periodo di osservazione le condizioni psichiche dell'indagato, con l'eventuale trasferimento" in reparti specializzati.

Intanto il 31enne ha parlato dal carcere. L'uomo ha riferito frasi confuse: "Sapevo che quel giorno sarei morto, ho bisogno che qualcuno mi capisca", ha detto al suo avvocato. Spuntano delle mail di 5 anni fa. Frasi rabbiose e ingiuriose verso l'ateneo di Modena che non gli dava un impiego: "Cristiani bastardi, brucio Gesù". Poi si rammaricava "per la maleducazione". Ora ha chiesto "un prete e una Bibbia".

In ospedale restano ancora quattro feriti: migliora la donna di 69 anni con le gambe amputate, ora è cosciente.

Approfondimenti:

Chi è l’investitore

Il video dell’attacco e della fuga

Il racconto dell’uomo che ha fermato il conducente. VIDEO

Le immagini dei soccorsi

Le reazioni della politica

La voce dei modenesi alla veglia per i feriti. VIDEO

Vicino di casa dell'assalitore: "Religione non c'entra". VIDEO

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Auto sulla folla a Modena, convalidato arresto di El Koudri

Convalidato il fermo per Salim El Koudri, il 31enne che sabato ha ferito otto persone gettandosi a tutta velocità sulla folla a bordo della sua auto in centro a Modena. L'accusa è di strage con l'aggravante delle lesioni gravissime. Non sono state chieste dalla procura le aggravanti di premeditazione e terrorismo. L'uomo ha parlato dal carcere: "Sapevo che quel giorno sarei morto, ho bisogno che qualcuno mi capisca". In ospedale restano quattro feriti.

Auto sulla folla a Modena, convalidato arresto di El Koudri

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Auto su folla a Modena, Mattarella e Meloni in visita. Le reazioni

Diversi esponenti politici hanno commentato quanto accaduto ieri a Modena, dove un uomo di 31 anni ha investito in auto numerose persone nel centro cittadino. Per Vannacci “non può essere derubricato a semplice episodio di cronaca o a follia di uno squilibrato”, mentre la Lega promette una "stretta su permessi soggiorno e più espulsioni". Contrario Tajani: "L'uomo non ha un permesso di soggiorno, è cittadino italiano". Calenda: “Tanti sciacalli a due zampe strumentalizzano a fini elettorali”.

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Auto sulla folla a Modena, chi è l’investitore Salim El Koudri

Nato nel 1995 in provincia di Bergamo, ma residente a Ravarino, non ha precedenti giudiziari. Era però già stato in cura nei centri di salute mentale: anche dalla perquisizione degli inquirenti a casa sua sarebbero emersi "forti segni di instabilità". Ecco cosa sappiamo su di lui.

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Auto su folla a Modena, in migliaia per il presidio in Piazza Grande

I cittadini di Modena si sono riuniti in Piazza Grande per dimostrare il loro sostegno e la loro vicinanza alle sette persone rimaste ferite sabato 16 maggio dall'auto guidata da Sali el Koudri. Mezzetti: "Generalizzare che tutti gli stranieri sono da mandare a casa è una castroneria degna di sciacalli".

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Gip: "Gesto di particolare allarme sociale, El Koudri potrebbe colpire in altre città"

Un reato "efferato e di particolare allarme sociale" poiché "compiuto in pieno giorno, lungo una delle vie cittadine più frequentate" e l'azione può essere "facilmente replicabile in qualsiasi altro contesto urbano, senza peraltro necessità di alcuna preparazione o strumentazione specifica". Un comportamento, quello messo in atto sabato 16 maggio da Salim El Koudri, che a dire della giudice per le indagini preliminari di Modena Donatella Pianezzi è idoneo a configurare il reato di strage. Il 31enne, nato a Bergamo e di origini marocchine, "ha percorso ad altissima velocità una via del centro cittadino, di solito percorsa da numerosi pedoni e ciclisti, in un soleggiato sabato pomeriggio di maggio, in un orario in cui erano dunque presenti tanti cittadini, turisti ed avventori degli esercizi commerciali che venivano da lui raggiunti in maniera del tutto indiscriminata e indeterminata". Una volontà di mettere in pericolo la vita e l'incolumità fisica della collettività che può essere desunta, si legge nel provvedimento di convalida del fermo e della custodia cautelare in carcere, dal mezzo utilizzato, "ossia un'autovettura lanciata a forte velocità che ha poi preso la traiettoria del marciapiede e che, dunque, si è rivelata un'arma assolutamente potente ed estremamente efficace". Salim El Koudri a bordo della propria auto, "si è scagliato ad elevata velocità contro ignari passanti intenti ad affollare le vie centrali del centro storico della città, di sabato pomeriggio, ponendo cosi in essere una condotta idonea a ledere un numero indeterminato di soggetti, come desumibile anche dalla traiettoria seguita dall'autovettura che è andata anche sopra i marciapiedi". Una corsa che ha lasciato sull'asfalto sette feriti, di cui quattro ancora gravi tra cui una donna a cui hanno amputato le gambe. Un tragitto terminato contro la vetrina di un negozio. El Koudri si è dato alla fuga "tentando prima di rimettere in moto l'autovettura e dopo, allontanandosi a piedi impugnando un coltello, arma con cui ha colpito anche uno dei cittadini che, in maniera coraggiosa, hanno tentato di fermarlo". Per la la giudice "è evidente che, se lasciato in libertà, l'indagato potrebbe reiterare condotte violente nei confronti di un numero indeterminato e indeterminabile di soggetti, anche in contesti diversi dalla città di Modena".

Gip: "El Koudri violento e privo di autocontrollo, resta oscuro il movente"

Un gesto che denota "una specifica capacità criminale, una completa assenza di autocontrollo dei propri impulsi e delle proprie azioni nonché un'efferatezza nell'esecuzione del proposito criminale maturato". E' uno dei passaggi del provvedimento con cui la giudice per le indagini preliminari di Modena Donatella Pianezzi ha convalidato il fermo per Salim El Koudri e confermato il carcere per l'uomo che con la sua auto ha investito e ferito sette pedoni in pieno centro a Modena. "Anche la condotta violenta e aggressiva posta in essere dopo aver abbandonato l'auto, nel momento in cui si dava alla fuga armato di un coltello che brandiva e utilizzava nei confronti dei suoi inseguitori, è un evidente indice del pericolo di reiterazione del reato" scrive la gip che riconosce il pericolo di fuga e il rischio di reiterazione del reato come esigenze che rendono il carcere l'unica misura possibile di custodia. "Va infatti considerato anche che - allo stato - non è stato ancora possibile accertare le ragioni e il movente dell'azione criminosa e che ciò, in questa fase, rende ancora più preganti le esigenze cautelari" sottolinea la giudice Pianezzi.

Gip: "El Koudri ha disturbo schizoide ma da valutare se gesto è legato a patologia"

"Non vi sono, allo stato, elementi concreti e conclusivi per ritenere che i fatti siano stati compiuti in presenza di una causa di non punibilità o che sussista allo stato una causa di estinzione del reato". E' uno dei passaggi del provvedimento con cui la giudice per le indagini preliminari di Modena Donatella Pianezzi ha convalidato il fermo per Salim El Koudri e confermato il carcere per l'uomo che con la sua auto ha investito e ferito sette pedoni in pieno centro a Modena. "D'altronde se è vero che dalla documentazione sanitaria in atti emerge che El Koudri sarebbe affetto da un disturbo schizoide di personalità e che sia stato in cura presso il dicentro di salute mentale Castelfranco Emilia, tuttavia non vi sono alla stato elementi per ritenere che il gesto da lui compiuto sia conseguenza di tale patologia né che lo stesso fosse incapace di intendere e di volere al momento della commissione del fatto". Ma, proprio alla luce della documentazione agli atti, la giudice ritiene sia comunque, "quanto meno opportuno, disporre un periodo di osservazione psichiatrica", una vigilanza demandata all'amministrazione penitenziaria.

Modena, chi è Luca Signorelli: l'uomo che ha bloccato l'aggressore

Signorelli è stato il primo a fermare il 31enne che a bordo della sua auto ha travolto e ferito otto persone, di cui quattro gravi. Dopo Signorelli, ferito alla testa con un coltello dall'aggressore, anche altri passanti sono intervenuti per fermarlo. Tutti hanno ricevuto il plauso delle istituzioni, dal presidente Mattarella - che ha ringraziato "quei cittadini che con coraggio hanno bloccato il colpevole" - alla premier Meloni, che ha lodato il gesto anche con un post sui social.

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Tajani: "L'integrazione non si costruisce con le paure ma riconoscendo il bene"

"L'integrazione si costruisce anche così: non con gli slogan, non con le paure, non con il lassismo, non con le generalizzazioni, ma con il riconoscimento pubblico di chi sceglie da che parte stare. A Modena alcuni uomini hanno scelto la parte giusta: meritano un riconoscimento e decideremo quale. L'Italia deve saperlo dire". Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani in una lettera al Foglio tornando a chiedere un riconoscimento per chi, a Modena, è prontamente intervenuto per bloccare Salim El Koudri dopo che con l'auto aveva falciano una decina di persone. "Ho letto - afferma Tajani - il vostro editoriale sulla 'vera cittadinanza' di cui parlare a Modena e desidero dire, con semplicità, che ne condivido lo spirito e la direzione. Davanti a un episodio tragico, brutale, inaccettabile, il primo dovere dello Stato è garantire giustizia, sicurezza, fermezza. Chi ha colpito deve rispondere fino in fondo delle proprie responsabilità. Ma il secondo dovere di una comunità nazionale è saper riconoscere, senza esitazioni, chi in quel momento ha difeso la vita degli altri, la legalità, la convivenza civile". Per questo "ho scritto al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, ringraziandolo per la prontezza con cui il Ministero dell'Interno e le Forze dell'ordine sono intervenuti dopo il gravissimo episodio di Modena e chiedendogli di valutare la proposta al Capo dello Stato della concessione di un riconoscimento a Luca Signorelli e a tutti coloro che sono prontamente intervenuti per bloccare l'aggressore, mettendo a rischio la propria incolumità per impedire conseguenze ancora più gravi". "Non basta punire il male. Bisogna anche saper premiare il bene - afferma il vicepremier - Non basta dire che chi aggredisce, chi uccide, chi semina terrore deve essere perseguito con il massimo rigore. Bisogna anche dire che chi si oppone alla violenza, chi protegge gli altri, chi sceglie il coraggio al posto dell'indifferenza merita il riconoscimento dello Stato". "La cittadinanza, in questo senso, non è - conclude Tajani - solo un documento. È un patto. È appartenenza a una comunità di diritti e di doveri. Quando cittadini italiani o stranieri violano le leggi e il patto di questa comunità vanno sanzionati. Ma quando cittadini italiani, o cittadini che amano l'Italia e ne rispettano le regole, difendono concretamente la sicurezza degli altri, mostrano il volto migliore della nostra nazione".

Modena, avvocato di El Koudri: 'Totale confusione mentale'

“Gli ho raccontato cosa è successo e lui non sa spiegare perché è uscito, come è uscito, perché ha preso quel coltello dalla cucina”, ha detto a Sky TG24 Fausto Giannelli, l’avvocato del 31 accusato di strage e lesioni aggravate. “Quando gli ho descritto i particolari è rimasto colpito dall'orrore di questa cosa, ma come se non l'avesse compiuta lui”, ha aggiunto il legale che ha chiesto una perizia psichiatrica per il suo assistito.

Modena, avvocato di El Koudri: 'Totale confusione mentale'

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Ambasciatore egiziano a Roma: "A Modena connazionali un esempio"

Gli egiziani coinvolti nell'attentato di Modena hanno dato "un onorevole esempio, rispecchiando il coraggio del popolo egiziano": lo ha detto l'ambasciatore d'Egitto in Italia, Bassam Radi, esprimendo la sua gratitudine al cittadino egiziano Osama Mohamed Abdullah Shalaby e a suo figlio Mohamed, residenti a Modena, che hanno contribuito all'arresto dell'autore dell'attentato nella città del nord Italia. "Hanno dato un onorevole esempio di coraggio e valori, rispecchiando i principi del popolo egiziano anche all'estero - ha detto all'agenzia Mena -, rischiando la propria vita per catturare l'autore del terribile attentato con auto e coltello che ha ferito 12 italiani a Modena". Lo stesso Shalaby ha rilasciato una dichiarazione alla Mena: "è stata semplicemente una reazione normale che avrebbe avuto qualsiasi egiziano in una situazione simile, ma ciò che è accaduto ha significato molto per gli italiani e ha dato un'immagine positiva degli egiziani all'estero".

Auto sulla folla a Modena, convalidato arresto di El Koudri

Convalidato il fermo per Salim El Koudri, il

Preguntas abiertas

  • What was the precise motive behind El Koudri's actions?
  • Will El Koudri be found criminally responsible given his diagnosed personality disorder?
  • What will be the outcome of the psychiatric observation ordered by the judge?
  • How will the political reactions to the event shape public discourse on immigration and security?

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This article was originally published by Sky TG24.

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