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ANSA Cronaca29.04.2026Crime2 dk okumaItaly

Ragazzo ebreo spara con pistola softair a due attivisti ANPI nel Ghetto di Roma

La comunità ebraica esprime sdegno e vicinanza ai feriti. Sgomento nel quartiere per l'incidente nel giorno dei funerali del rabbino Di Castro

En resumen

  • Un giovane ebreo, Eitan Bondì, ha sparato colpi di pistola softair contro due attivisti dell'ANPI nel quartiere ebraico di Roma.
  • La comunità ebraica ha espresso «sgomento e indignazione» e vicinanza ai feriti.
  • L'incidente è avvenuto nel giorno dei funerali del rabbino Enzo Di Castro, generando preoccupazione per possibili strumentalizzazioni anti-ebraiche.

Resumen generado por IA

Por qué importa

L'incidente è avvenuto nel quartiere ebraico di Roma, il Ghetto, in una data simbolica come il 25 aprile, Giornata della Liberazione d'Italia dal fascismo. L'ANPI è l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, organizzazione legata alla Resistenza anti-fascista.

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Sono silenzio e sconcerto a prevalere nel quartiere ebraico di Roma il giorno in cui si scopre che il ragazzo che ha sparato dei colpi di pistola softair contro due attivisti dell'Anpi, Eitan Bondì, appartiene alla comunità ebraica. In pochissimi, tra lavoratori e abitanti del Ghetto, hanno voglia di commentare la notizia, la maggior parte giura di non sapere nemmeno di cosa si stia parlando. Meglio evitare di parlare, è la percezione comune, per non mettere nei guai nessuno né esporsi a strumentalizzazioni. Eppure già di prima mattina la comunità si riunisce fuori la sinagoga per celebrare i funerali del rabbino Enzo Di Castro, veterano della comunità, e lì le voci iniziano a circolare. "Perché ha dovuto fare un gesto così?", dice un uomo con la kippah alla moglie. "Non sa che qui se dai una spinta dicono che hai sputato, se hai sputato dicono che hai ammazzato qualcuno", sottolinea un altro, sottendendo il rischio che quegli spari possano trasformarsi in un pretesto per alimentare l'odio contro gli ebrei. Una donna lo dice chiaro e tondo: "Tutto questo ci ritornerà contro". Al funerale partecipano anche le figure istituzionali della comunità, dal presidente della Comunità Ebraica di Roma, Victor Fadlun, al suo vice Ruben Della Rocca. È ancora troppo presto, dicono, per divulgare una posizione ufficiale. Che arriverà poco più tardi con una nota che esprime "sgomento e indignazione" oltre che "piena vicinanza" ai feriti. Per un attimo si ferma a parlare anche il rabbino Riccardo Di Segni, ma subito preferisce andar via. A funerale concluso, il quartiere torna a vivere la vita di ogni giorno, con il servizio d'ordine più folto del solito e i consueti turisti che affollano la zona, soprattutto verso ora di pranzo. "Non può che essere stato il gesto di un malato mentale, il 25 aprile non c'entra niente", dichiara un volontario di Chabad, movimento che divulga i valori dell'ebraismo. "È vero che il clima di tensione è aumentato, ma perché un ebreo dovrebbe prendersela coi partigiani?", è il commento sulla stessa lunghezza d'onda di una signora che gestisce lo storico forno a via del portico di Ottavia. Poi il quartiere si spopola, i cronisti vanno via e il Ghetto diventa ancora più silenzioso. Regna sovrana una precauzione massima, per cui è meglio tacere. "Ma la presa di posizione di estrema condanna della comunità è stata netta", sottolinea in serata Ruben Della Rocca. Quanto basta, è l'auspicio, per spegnere sul nascere qualsiasi miccia che possa far divampare ancora di più la tensione.

Preguntas abiertas

  • Qual è l'esatta motivazione dell'autore degli spari?
  • Come stanno i due attivisti ANPI feriti?
  • Esistono precedenti simili nel quartiere?

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This article was originally published by ANSA Cronaca.

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