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Russia claims advances on all fronts in Ukraine, but remains open to peace talks
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Russia claims advances on all fronts in Ukraine, but remains open to peace talks

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Le truppe russe "avanzano lungo tutto il fronte" in Ucraina, ma la Russia rimane pronta a raggiungere una soluzione "attraverso mezzi pacifici" sulla base di quanto concordato nel vertice del Ferragosto 2025 in Alaska con Donald Trump. Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin in un incontro con i capi di diverse agenzie internazionali.

Non si fermano gli attacchi reciproci tra Mosca e Kiev. Droni russi hanno colpito nella notte Kherson, facendo 2 vittime e nove feriti. L'esercito ucraino attacca in Crimea: 3 morti e sette feriti a Simferopol. Cinque persone sono rimaste uccise e altre undici ferite a seguito dei bombardamenti russi nella regione di Donetsk. Intanto secondo Bloomberg un gruppo di alleati europei chiave dell'Ucraina - Germania, Francia e Regno Unito - sta collaborando con Kiev per elaborare piani che consentano di avviare colloqui con la Russia per porre fine alla guerra. È il momento giusto perché "le forze ucraine stanno ottenendo maggiori successi nell'effettuare attacchi con droni in profondità nel territorio russo, e si registrano anche alcuni segnali di resistenza alla guerra di Putin ai più alti livelli a Mosca". La presidenza Ue ha annunciato "l'avvio dell'iter per l'apertura del primo capitolo sull'adesione di Kiev". La commissaria Ue all'Allargamento, Marta Kos, ha dichiarato che "Ucraina e Moldavia rispettano già i requisiti sullo stato di diritto".

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"Oggi ho ricevuto una telefonata dal presidente dell'Estonia, Alar Karis, in seguito all'incidente del drone russo che ha colpito un edificio a Galai. Apprezzo profondamente la solidarietà mostrata dal nostro alleato Estonia". A riferire della telefonata sui social è il presidente della Romania, Nicosur Dan. "Il presidente Karis ha anche espresso la sua gratitudine per l'abbattimento recente, in Estonia, di un drone da parte di un pilota rumeno. Poiché entrambi i nostri Paesi sono direttamente esposti alle minacce generate dalla guerra della Russia contro l'Ucraina, abbiamo concordato di lavorare srettamente insieme su progetti di difesa contro i droni, inclusi i quadri dell'Ue e della Nato", scrive Dan. "Abbiamo anche discusso del processo di allargamento dell'Ue, che entrambi consideriamo strategicamente importante. La Romania continuera' a rafforzare le sue capacità militari per garantire una postura di difesa e deterrenza robusta sul Fianco Orientale".

Secondo quanto riportato da Bloomberg, Francia, Gran Bretagna e Germania starebbero elaborando un piano per coinvolgere la Russia in colloqui di pace con l'Ucraina. Stando a fonti dell'agenzia, i funzionari europei stanno discutendo di questa idea con le loro controparti ucraine. Con i colloqui guidati dagli Stati Uniti in una fase di stallo e la Russia che subisce pesanti perdite al fronte senza compiere progressi significativi, Francia, Germania e Regno Unito ritengono che sia giunto il momento di tentare di costringere Mosca al tavolo delle trattative. In questo modo, sperano di evitare un altro inverno difficile per l'Ucraina, durante il quale i frequenti attacchi russi al settore energetico del Paese fiaccano anche moralmente gli ucraini. Nel frattempo, sempre secondo Bloomberg, la decisione finale sull'opportunita' di negoziare con la Russia spettera' al presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Gli europei non faranno pressioni sul leader di Kiev affinche' adotti una strategia con cui potrebbe non essere d'accordo. Nei prossimi giorni, scrive l'agenzia, il primo ministro britannico Keir Starmer prevede di discutere di possibili negoziati con il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron. Per ora non ci sono commenti ufficiali alla notizia. Ieri, Zelensky ha annunciato sui suoi social media di aver parlato al telefono con Starmer. "Ci stiamo preparando per negoziati e incontri, che riguardano sia le armi per la nostra difesa sia la nostra diplomazia, la nostra diplomazia comune con l'Europa, per porre fine alla guerra", ha scritto il presidente ucraino. "L'Europa ha assolutamente bisogno di una propria voce, di una propria posizione, di un proprio contributo a tutti gli sforzi diplomatici che si possano compiere per porre fine alla guerra. Abbiamo coordinato le modalita' per raggiungere questo obiettivo", ha aggiunto.

L'incontro tra i vertici di Gazprom e i rappresentanti del partito di estrema destra Afd dimostra l'"apertura della Russia al dialogo con le forze pragmatiche in Germania". Lo ha dichiarato Kirill Dmitriev, rappresentante speciale del presidente russo per gli investimenti e la cooperazione economica con i paesi stranieri. "E' molto importante che un rappresentante di Alfd abbia incontrato ieri l'amministratore delegato di Gazprom, Aleksei Miller. Credo che questo sia un incontro molto importante. E' un segno dell'apertura della Russia al dialogo con le forze pragmatiche in Germania", ha detto Dmitriev ai giornalisti a margine del Forum economico di San Pietroburgo in corso nella ex capitale degli zar. A suo avviso, la maggior parte dei tedeschi comprende la necessita' di un impegno economico con la Russia. "Cio' e' evidente dal rapido aumento dei consensi del partito Afd. Tuttavia, l'attuale governo tedesco e' estremamente conservatore riguardo a qualsiasi tentativo di cooperazione. Ma vedremo. Credo che la realta' economica sia tale da non lasciare loro altra scelta", ha affermato Dmitriev. Ieri, Miller ha incontrato proprio allo Spief Markus Frohnmaier, membro del Bundestag tedesco e vicepresidente del gruppo parlamentare di Afd, ha riferito la holding russa del gas, sottolineando che l'incontro era stato richiesto dalla controparte tedesca. "Le parti hanno discusso dell'attuale situazione del mercato energetico europeo. Particolare attenzione e' stata dedicata alla Germania. E' stato rilevato che il livello di riserve degli impianti di stoccaggio tedeschi e' il piu' basso degli ultimi cinque anni. Date le attuali condizioni di mercato, cio' rende estremamente difficile il rifornimento delle riserve per il prossimo inverno", si legge nel comunicato. Miller ha ricordato che Gazprom e la Germania avevano gia' instaurato una proficua cooperazione nel settore energetico e che le affidabili forniture di gas russo avevano contribuito in modo significativo allo sviluppo dell'economia e dell'industria tedesca per decenni. Frohnmaier, a sua volta, ha osservato che "la Germania sta attraversando una profonda crisi economica e gli alti prezzi dell'energia ne sono una delle cause principali". "La Russia e' da tempo un importante fornitore di gas e petrolio. Pertanto, oggi e' necessario riesaminare tutte le opzioni possibili, compresa la ripresa del Nord Stream e il ripristino delle relazioni commerciali ed economiche con la Russia. Il nostro compito e' quello di anteporre in modo coerente e senza compromessi gli interessi nazionali della Germania", ha affermato.

"Ho parlato con il primo ministro Nikol Pashinyan delle recenti restrizioni imposte dalla Russia nei confronti dell'Armenia. Si tratta a tutti gli effetti di una forma di coercizione economica, ed è inaccettabile. Estendendo le restrizioni alle esportazioni dei prodotti armeni, Mosca sta strumentalizzando le relazioni economiche per esercitare pressioni politiche. Conosciamo fin troppo bene questo copione. Ecco perché l'Europa è fermamente al fianco dell'Armenia. Stiamo preparando un pacchetto di sostegno dell'UE". Lo fa sapere la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. "Il pacchetto prevede un aiuto finanziario immediato, per un valore di oltre 50 milioni di euro. E altri aiuti seguiranno. Sono previste misure volte a facilitare il commercio di alcuni prodotti armeni, in particolare quelli agroalimentari. È previsto inoltre un sostegno concreto ai settori colpiti, come quello dei fiori armeni, dato che la Russia ha recentemente limitato le importazioni di fiori dall'Armenia sulla base di accuse discutibili. È previsto che domani arrivi in Lettonia una spedizione di 10.000 fiori. Ne seguiranno altre", precisa von der Leyen. "Continueremo inoltre a mettere in contatto le nostre imprese, dando seguito agli impegni assunti in occasione del nostro recente vertice a Yerevan. Il sostegno dell'Ue dal 2024 nell'ambito del piano per la resilienza e la crescita ha già aiutato 7.000 imprese e contribuito alla creazione di oltre 20.000 posti di lavoro. L'Armenia è il luogo in cui talento, innovazione e opportunità si fondono. Per le imprese europee, è un luogo fondamentale in cui essere presenti" "A più lungo termine, ho espresso l'impegno dell'Europa a dare seguito all'ambizioso partenariato per la connettività concluso al vertice. La recente riapertura delle rotte commerciali con la Turchia, compreso il collegamento ferroviario attraverso la Georgia e la Turchia, rappresenta un eccellente passo avanti. L'Armenia ha il potenziale per diventare un hub strategico che collega l'Europa, il Caucaso meridionale e l'Asia centrale. Siamo pronti a sostenere le infrastrutture e i valichi di frontiera man mano che si riaprono i collegamenti regionali". "Continueremo a portare avanti queste priorità insieme in occasione della riunione ministeriale della Piattaforma per la connettività del 23 giugno. Per garantire un coordinamento efficace su tutti questi fronti, abbiamo concordato di istituire una task force congiunta Ue-Armenia. Questa supervisionerà l'attuazione di tutte queste iniziative e di eventuali ulteriori misure in futuro".

L'Aiea è stata informata dalla centrale nucleare di Zaporizhzhia che la vicina centrale termoelettrica della città, la cui sottostazione elettrica contribuisce a rifornire la centrale nucleare, è stata pesantemente attaccata questa mattina. Lo riporta l'agenzia Onu su X. "Il team dell'Aiea presente alla centrale nucleare ha notato del fumo leggero proveniente dalla direzione da quella elettrica e ha udito rumori di attività militare" spiega. L'incidente "desta seria preoccupazione per l'unica linea elettrica rimasta alla centrale nucleare, che nelle ultime settimane è stata disconnessa più volte, lasciando l'impianto completamente dipendente dai generatori diesel di emergenza per l'energia elettrica necessaria al raffreddamento dei suoi sei reattori e per scongiurare il rischio di un incidente nucleare". Al momento, la linea elettrica è ancora attiva e, secondo le informazioni disponibili, il personale della centrale elettrica si è rifugiato in un luogo sicuro a causa dell'attacco. Il direttore generale dell'Aiea, Rafael Grossi, ha espresso "profonda preoccupazione per l'attacco segnalato", affermando che l'attacco deve cessare immediatamente, per evitare il pericolo di una prolungata interruzione di corrente.

"L'aggressione russa e gli attacchi contro l'Ucraina e le sue infrastrutture civili continuano. Per questo riteniamo giustificata una proroga del regime di protezione temporanea" per i rifugiati ucraini "e attendiamo la proposta della Commissione per estenderlo fino a marzo 2028". Lo ha affermato il ministro degli Interni estone, Igor Taro, all'arrivo al Consiglio Ue Interni a Lussemburgo, raffreddando le ipotesi di una stretta sugli ucraini in età di leva. Pur riconoscendo le preoccupazioni dei Paesi che, come l'Estonia, accolgono un numero elevato di rifugiati in rapporto alla popolazione, Taro ha invitato alla prudenza. "Qualsiasi misura aggiuntiva va valutata con estrema attenzione, sia per la sua efficacia sia per le possibili conseguenze", ha sottolineato, chiedendo "un'analisi più approfondita" delle opzioni. "Pensiamo che la soluzione più ragionevole sia estendere la protezione temporanea così com'è oggi. È l'opzione più coerente con il principio secondo cui sosteniamo l'Ucraina e resteremo al suo fianco per tutto il tempo necessario", ha spiegato il ministro, aggiungendo che "qualsiasi cambiamento dovrebbe essere prima discusso con Kiev".

"Ritengo che sull'esclusione degli uomini in età di leva" dal regime europeo di protezione per i rifugiati ucraini "possa emergere una certa convergenza". Lo ha detto il commissario Ue per la Migrazione, Magnus Brunner, all'arrivo al Consiglio Ue Interni a Lussemburgo. "Una delle ipotesi è escludere gli uomini soggetti alla leva militare, tra i 23 e i 60 anni. Ne discuteremo oggi e, sulla base di questo confronto, la Commissione presenterà una proposta, auspicabilmente in tempi rapidi", ha riferito, evidenziando tuttavia la necessità di "ascoltare le opinioni degli Stati più coinvolti, in particolare quelli confinanti con Russia e Bielorussia e quelli che ospitano il maggior numero di rifugiati, come i Baltici, la Polonia, la Germania, la Repubblica Ceca e l'Austria". Sul tavolo, ha confermato, c'è anche "l'ipotesi di escludere dalla protezione le persone provenienti da regioni considerate sicure dell'Ucraina".

L'ipotesi di limitare la protezione temporanea concessa ai rifugiati ucraini o di escluderne alcune categorie, come gli uomini in età da combattimento, approda sul tavolo dei ministri dell'Interno dell'Ue. "Ci sono diverse idee in circolazione", ha spiegato il viceministro dell'Interno cipriota, Nicholas Ionnides, all'arrivo al Consiglio Interni di Lussemburgo. "Non abbiamo preso alcuna decisione ed è proprio per questo che siamo qui oggi: per discutere le varie posizioni. Gli Stati membri esprimeranno i loro punti di vista e vedremo come evolverà il dibattito". Tra le opzioni che alcuni Paesi stanno valutando figura anche una possibile differenziazione geografica dei beneficiari della protezione temporanea, sul modello adottato dalla Svizzera, che concede lo status soltanto agli ucraini provenienti da determinate aree del Paese. "Potrebbe essere una delle idee sul tavolo", ha riconosciuto Ionnides, sottolineando che la questione è stata inserita all'ordine del giorno proprio per raccogliere le posizioni dei governi e fornire orientamenti alla Commissione europea in vista del documento che sta preparando sul futuro del regime di protezione che scadrà il 4 marzo 2027.

La Russia ha acquisito un vantaggio nella guerra con i droni rispetto ai paesi della Nato e potrebbe cercare di sfruttare una "finestra di opportunità" entro la fine del 2028 per invadere gli stati baltici. Lo ha detto il generale Kaspars Pudāns, comandante delle forze armate lettoni, al Financial Times. A suo avviso il vantaggio di Mosca non risiede in una tecnologia superiore, bensì nella sua capacità di produrre droni su larga scala e di adattarli rapidamente in tempo di gu

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