Sette italiani morti nello schianto aereo in Perù: due famiglie distrutte
En resumen
- Sette cittadini italiani, membri delle famiglie Gianturco di Monza e Angelucci di Seregno, sono morti in un incidente aereo in Perù, vicino alle linee di Nazca.
- Il piccolo Cessna è precipitato con 13 persone a bordo, inclusi turisti tedeschi e spagnoli e piloti peruviani, a causa di possibili condizioni meteorologiche avverse.
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Por qué importa
Sette cittadini italiani, membri di due famiglie amiche di Monza e Seregno, sono deceduti in un incidente aereo in Perù, mentre si recavano a sorvolare le Linee di Nazca, un sito archeologico UNESCO.
Erano partiti insieme, come tante altre volte, spinti dalla stessa passione per i viaggi e per la scoperta di popoli e culture lontane. Due famiglie di amici, legate da anni e unite anche nell'ultima vacanza, quella in Perù. A riportarle a casa, ora, saranno sette bare. I Gianturco di Monza e gli Angelucci di Seregno sono le sette vittime italiane dello schianto aereo avvenuto nella tarda serata di sabato 1 agosto sopra le linee di Nazca, nel sud del Paese sudamericano. Con loro, sul piccolo Cessna della compagnia Aerodiana, hanno perso la vita altre sei persone: due turisti tedeschi, due spagnoli e i due piloti peruviani. Nessuno dei tredici a bordo è sopravvissuto.
Il velivolo era decollato da pochi minuti dall'aeroporto Maria Reiche di Pisco, diretto al celebre sito archeologico, quando ha perso i contatti con la torre di controllo. Tra le ipotesi al vaglio della Procura peruviana, che ha aperto un fascicolo, c'è quella del maltempo: nelle ore precedenti forti raffiche di vento avevano interessato la regione. L'impatto è stato violentissimo e l'incendio che ha avvolto la carcassa dell'aereo non ha lasciato ai soccorritori alcuna possibilità di intervento.
I Gianturco, la famiglia di Monza
Il nucleo monzese era composto da Paolo Gianturco, 59 anni, dalla moglie Cristina Maria Bianco, 57, e dai due figli, Matteo, 24 anni, e Pietro, il più giovane delle sette vittime, appena 18.
Paolo Gianturco era una figura di primo piano nel mondo della consulenza. Senior partner di Deloitte, con quasi trent'anni di esperienza nel settore bancario e strategico, ricopriva il ruolo di Financial Services Industry & FS Tech Leader per l'area Central Mediterranean del gruppo. Alla professione affiancava un'intensa attività accademica, come relatore in atenei quali la Sda Bocconi e la Bologna Business School.
Alla notizia della sua scomparsa, il mondo della consulenza si è stretto attorno alla sua memoria. "È una tragedia immensa che sconvolge tutta la nostra comunità professionale e la nostra grande famiglia", ha dichiarato l'amministratore delegato di Deloitte, Fabio Pompei. "Paolo è stato un grande innovatore e, soprattutto, una persona che ha saputo ispirare e accompagnare tante colleghe e tanti colleghi, anche giovanissimi, con la sua visione, la sua generosità e la sua umanità". Gli ha fatto eco Alessandro Mercuri, ceo di Deloitte Consulting, che lo ha definito "un pioniere dell'innovazione applicata ai servizi finanziari" e "un punto di riferimento per decine di giovani", ricordando anche la moglie come "una donna estremamente brillante, dotata di un umorismo contagioso".
Cristina Maria Bianco aveva alle spalle una carriera di rilievo nel campo della ricerca e selezione del personale. Managing director di Andersen Consulting in Italia, aveva in precedenza fondato Aegis, società di executive search di cui è stata amministratrice delegata per oltre vent'anni.
Gli Angelucci, la famiglia di Seregno
L'altra famiglia era di Seregno: Massimo Angelucci, 58 anni, la moglie Elena Sala, coetanea, e il figlio Lorenzo, 24 anni.
Massimo Angelucci era un imprenditore noto e stimato nel territorio, titolare della Icma Tecno, azienda di Lissone specializzata nella produzione di componenti meccaniche, in particolare mandrini ed elettromandrini. Al suo fianco, nella gestione quotidiana dell'attività, lavorava la moglie Elena. Il dolore più grande, nella comunità, è per il giovane Lorenzo, che si era laureato da pochissimo al Politecnico di Milano e che con i genitori condivideva la passione per i viaggi.
"L'intera città è sconvolta da questa vicenda e ci siamo già messi a totale disposizione dei familiari per qualunque necessità", ha dichiarato il sindaco di Seregno, Alberto Rossi.
Commozione anche a Monza, dove il sindaco Paolo Pilotto ha espresso a nome dell'amministrazione la vicinanza ai familiari delle vittime. "Erano ragazzi con la sete di conoscere posti nuovi, con il gusto di scoprire insieme popoli e civiltà diverse", ha detto, con un pensiero rivolto in particolare ai più giovani coinvolti nella tragedia.
La nota della Farnesina
Nella giornata di ieri si è verificato un incidente aereo nell'area di Nazca, in Perù, nel quale hanno perso la vita tredici persone, tra cui sette cittadini italiani, conferma la Farnesina in una nota. Il velivolo, un Cessna Grand Caravan della compagnia peruviana Aerodiana, era partito da Pisco ed era diretto al sorvolo delle Linee di Nazca, sito archeologico riconosciuto dall'Unesco. L'aereo si è schiantato nei pressi dell'aerodromo Maria Reiche, nell'area di Pueblo Viejo, dopo aver incontrato condizioni meteorologiche avverse. L’Ambasciata d’Italia a Lima si è attivata con le autorità peruviane dalle quali ha ricevuto conferme sul decesso dei passeggeri. Le famiglie dei connazionali sono state avvertite in Italia. Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani è rimasto in contatto con l'Ambasciatore a Lima, che ha inviato personale sul luogo dell’incidente. I Ministeri dei Trasporti, del Turismo e degli Esteri peruviani stanno coordinando le attività con le Ambasciate dei Paesi coinvolti. Le autorità peruviane hanno avviato le indagini per accertare le cause dell'incidente, si conclude.
Preguntas abiertas
- Quali sono le cause esatte dell'incidente?
- Quando verranno rimpatriate le salme?
- Quali saranno i risultati dell'indagine peruviana?





