Stato di emergenza incendi esteso a tutto il Piemonte, ondate di calore e siccità record in Italia e Europa
Il Piemonte estende lo stato d'arresto incendi a tutto il territorio. Ondate di calore senza precedenti in Italia e Regno Unito, mentre uno studio rivela i costi ingenti della siccità sul PIL europeo.
En resumen
- Esteso a tutto il Piemonte lo stato di emergenza per gli incendi boschivi, mentre l'Italia e il Regno Unito affrontano ondate di calore estremo e prolungate siccità.
- Nuovi studi quantificano in miliardi i danni economici futuri.
Resumen generado por IA
Por qué importa
L'emergenza incendi in Piemonte è iniziata il 3 agosto e si è estesa a giugno. Ondate di calore persistenti colpiscono l'Europa.
E' stato esteso all'intero territorio del Piemonte lo stato di emergenza per gli incendi boschivi dichiarato lo scorso 3 agosto scorso, quando erano coinvolti solo i territori delle province di Torino, Vercelli e Verbano Cusio Ossola. Lo ha stabilito oggi una delibera approvata dalla giunta regionale.
Il provvedimento si è reso necessario - fa sapere l'amministrazione regionale in una nota - alla luce dell'evoluzione del fenomeno che, a partire dal mese di giugno, ha interessato progressivamente tutte le province piemontesi, richiedendo un impegno diffuso e continuativo del sistema regionale di Protezione civile, del Corpo volontari Aib Piemonte, dei vigili del fuoco e delle altre componenti operative impegnate nelle attività di spegnimento, assistenza alla popolazione e messa in sicurezza del territorio.
La delibera aggiorna quindi il perimetro territoriale della dichiarazione di emergenza già in vigore, adeguandolo all'estensione effettiva del fenomeno e consentendo di ricomprendere all'interno dello stesso quadro emergenziale tutti gli incendi boschivi riconducibili alle eccezionali condizioni meteoclimatiche che stanno interessando il Piemonte.
"Con questa decisione garantiamo che tutti i territori piemontesi colpiti dagli incendi possano essere trattati all'interno dello stesso quadro emergenziale e con le stesse opportunità di intervento e sostegno", dichiarano il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e l'assessore alla Protezione civile, Marco Gabusi.
La quarta ondata di calore dell'estate 2026 ha già battuto i record di durata rispetto alle precedenti e sembra destinata a proseguire almeno fino al 17 agosto, raggiungendo così ben 20 giorni consecutivi di caldo torrido. A dirlo all'ANSA Lorenzo Giovannini, fisico dell'atmosfera dell'Università di Trento.
La prima ondata di calore dell'estate 2026 è durata tra 8 e 9 giorni, dal 23-24 al 31 maggio, e dopo 18 giorni di temperature nella norma è stata seguita dalla seconda ondata, che si è protratta per 12-13 giorni, dal 18 al 30 giugno. Quindi un nuovo periodo di tregua, ma questa volta di circa una settimana, e il 7-8 luglio è iniziata la terza ondata, con caldo persistente per 13-14 giorni, fino al 20 luglio. Il 29 luglio è iniziata la quarta ondata, tuttora in corso e secondo i modelli meteorologici destinata a durare almeno fino al 17 agosto.
"E' allora che si prevede una pausa dalle temperature elevate, ma è davvero presto per dire se sarà una pausa temporanea o meno". Al momento, quindi, la durata di periodi con temperature superiori alla media sta aumentando e gli intervalli fra l'uno e l'altro sono molto brevi.
Il caldo continua a non dare tregua in Italia. Anche questa settimana le massime si manterranno diffusamente sopra i 37 gradi, con picchi di 39-40°C nelle zone interne: si tratta di almeno 7-8 gradi sopra la media di metà agosto.
Secondo le previsioni di Lorenzo Tedici, meteorologo de 'iLMeteo.it', la quarta ondata di calore potrebbe concludersi tra lunedì 17 e martedì 18. Le prime indicazioni, infatti, sono per un abbassamento delle temperature in quelle date. Questo probabile scenario, secondo l'esperto, è spiegato analizzando i modelli meteorologici d'oltreoceano, precisamente le mappe della pressione tra Usa e Canada.
"In questo momento - nota Tedici - una forte instabilità sta colpendo la zona dei Grandi Laghi americani e si sta spingendo verso l'Oceano Atlantico. È molto probabile che questa perturbazione abbandoni gli States nei prossimi giorni per intraprendere un lungo viaggio: sfilerà sotto la Groenlandia, colpirà l'Islanda, attraverserà la Francia e, infine, si tufferà sull'Italia".
In attesa del fresco, il caldo non mollerà la presa sull'Italia anche di notte: "Raggiungeremo un probabile apice del caldo notturno nella giornata di giovedì, con afa a Milano, sul Lago di Garda e lungo le coste venete, romagnole, liguri, toscane, laziali e di quasi tutto il Sud".
Nel dettaglio: Martedì 11. Al Nord: soleggiato e caldo, temporali di calore sulle Alpi e possibili fino in pianura sul Triveneto. Al Centro: sole e caldo, locali temporali in Appennino. Al Sud: soleggiato e caldo. Mercoledì 12. Al Nord: sole e caldo, temporali pomeridiani sui rilievi. Al Centro: sole e caldo, temporali sugli Appennini. Al Sud: qualche temporale in Calabria. Giovedì 13. Al Nord: sole e caldo, meno temporali sulle Alpi. Al Centro: sole e caldo. Al Sud: sole e caldo, temporali sugli Appennini. Tendenza: probabile fine della quarta ondata di caldo africano tra lunedì 17 e martedì 18.
Si allarga di ora in ora l'allerta siccità nel Regno Unito, sullo sfondo della quinta ondata di caldo estremo da maggio (la terza da luglio) nell'isola: alle prese - come altri Paesi d'Europa - con fenomeni protratti di carenza di piogge e temperature sopra quota 30 gradi pressoché inediti per durata e intensità a queste latitudini.
Stando a un ultimo aggiornamento, l'emergenza è tornata a coinvolgere oltre i due terzi dell'Inghilterra, nazione in cui vive circa l'80% della popolazione totale del Regno, oltre all'intero Galles. In entrambi i territori si segnalano inoltre nuovi incendi alimentati dal clima secco: il più grave delle ultime ore è dilagato nella riserva naturale di New Forest, nella contea inglese meridionale dell'Hampshire, dove le fiamme hanno già investito decine e decine di ettari bosco e dove circa 100 vigili del fuoco sono al lavoro per cercare di circoscriverle.
La siccità europea del periodo 2015-18 è già costata circa 439 miliardi di euro, ma con un clima più caldo le cose possono peggiorare. Un paper guidato da ricercatori della Fondazione Cmcc e Politecnico di Milano quantifica l’impatto della siccità prolungata sull’economia europea e avverte che i costi cresceranno rapidamente con il riscaldamento del pianeta.
Lo studio ricorda che le stime ufficiali dei danni da eventi estremi (738 miliardi di euro nel periodo 1980/2023, con 208 miliardi solo nel quadriennio 2021-24) sottostimano in modo sostanziale il costo economico reale della siccità se non prendono in considerazione anche gli anni successivi all’evento meteoclimatico.
Per quanto riguarda l’Italia, l’evento siccitoso del 2015-2018 è associato a una perdita di 1,45 punti percentuali di crescita del Pil per abitante (circa 24,3 miliardi di euro) e a 330.000 posti di lavoro in meno. In un mondo con 2 °C di riscaldamento le perdite salirebbero a 3,99 punti percentuali (circa 74 miliardi di euro) e a circa 960.000 posti di lavoro.
Concentrandosi sull’analisi di eventi siccitosi, la ricerca analizza per la prima volta l’impatto economico complessivo della siccità ed evidenzia le ripercussioni economiche sul medio e lungo periodo per diversi settori portando alla luce dati e informazioni finora inediti.
Un singolo evento siccitoso influisce immediatamente sul PIL pro capite, ma le perdite maggiori si accumulano nei sei anni successivi, arrivando a circa 1 punto percentuale di crescita cumulata perduta: una cifra assai maggiore dell’impatto del primo anno.
La siccità del 2015–2018 è già costata all’Europa una cifra stimata intorno ai 439 miliardi di euro. Si è trattato di un evento pluriennale, tra i più severi degli ultimi secoli, che ha ridotto la crescita del PIL per abitante di 2,72 punti percentuali in Ue-27 e Regno Unito, ha prodotto un calo degli investimenti di oltre il 12% ed è associato a circa 5,8 milioni di posti di lavoro in meno.
La stessa siccità costerebbe quasi il doppio in un mondo più caldo: 5,21 punti percentuali di Pil, circa 760 miliardi di euro e circa 10,8 milioni di posti di lavoro coinvolti. Queste le stime di un evento simile a quello 2015-2018 in uno scenario che prefigura la temperatura media del pianeta a +2°C rispetto alla fine dell’Ottocento.
Qué observar
Perspectiva de IA — posibilidades, no hechos
La quarta ondata di calore dovrebbe concludersi tra lunedì 17 e martedì 18 agosto.
Probable · En días
Preguntas abiertas
- Quali saranno i danni definitivi stimati per la stagione estiva 2026?
- Le misure di contenimento argineranno i roghi a New Forest?






