Terremoto in Venezuela: bilancio sale a 920 morti, 50mila dispersi. Tre italo-venezuelani tra le vittime.
En resumen
- Il Venezuela è devastato da terremoti che hanno causato 920 morti e 50mila dispersi.
- Tre cittadini italiani sono tra le vittime.
- Nuove scosse e difficoltà nei soccorsi, con ospedali al collasso e mancanza di attrezzature.
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Por qué importa
Il Venezuela è stato colpito da devastanti terremoti che hanno causato un elevato numero di vittime e dispersi. La situazione degli ospedali è critica e mancano attrezzature per i soccorsi.
La misura dell'apocalisse venezuelana è nei numeri destinati tragicamente a salire: 920 morti, oltre 50mila dispersi. Tra le vittime anche tre italo-venezuelani. Trovato il corpo senza vita della donna di origini siciliane dispersa. Nuova scossa di magnitudo 4.9 nel centro del Paese, è stata avvertita anche a Caracas. Intanto si scava a mani nude tra i resti dei palazzi crollati, mancano le attrezzature e gli ospedali sono al collasso. Dalle macerie arrivano piccole storie di speranza, come quella di una donna estratta viva dopo 36 ore, il neonato superstite nel disastro di La Guaira, la zona più colpita. Prosegue la gara di solidarietà internazionali. Circa 100 soccorritori coordinati dalla Protezione civile italiana sono diretti a Caracas.
Numeri di emergenza:
Unità di Crisi: +39 0636225
Ambasciata italiana in Venezuela: +58 (0) 414 272
Consolato italiano in Venezuela: +58 (0) 414 210 1699
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È morta anche Francesca Mannina, la seconda siciliana che risultava dispersa dopo il terribile terremoto in Venezuela. La donna era originaria di Balestrate, in provincia di Palermo. Il compagno della donna era stato ritrovato vivo ieri. A dare la notizia lo zio Davide Emma sui social. "Addio, nipotina dal cuore immenso", scrive su Fb, "sempre pronta a incoraggiare, a donare speranza e augurare il bene. Ora il terremoto ti ha portata via e il dolore che hai lasciato è indescrivibile. Grazie di cuore a tutti coloro che ci sono stati vicini e che fino all'ultimo si sono uniti alla nostra speranza di poterti ritrovare indenne".
In Venezuela il quadro della situazione post-terremoto resta "tremendo", e per quanto riguarda il bilancio di vittime con cittadinanza italiana "abbiamo la conferma che sono tre deceduti", quattro feriti e circa 42 dispersi: lo ha detto a Uno Mattina , in collegamento da Dubrovnik, il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Con una comunità composta da 150mila persone più quelli non registrati all'aereo, temiamo che possano esserci altri problemi per i nostri connazionali", ha ribadito in aggiunta Tajani. La scorsa notte, ha aggiunto, è arrivata una prima squadra di soccorritori italiani. "Il primo aereo è atterrato in un aeroporto vicino a Caracas e sono già all'opera, sono già al lavoro i nostri vigili del fuoco, l'Unità di crisi, la protezione civile. Un secondo aereo con altro personale esperto in recupero di feriti, esperto in aree colpite da terremoto arriverà oggi, quindi è il secondo aereo italiano", precisando che al momento il sostegno al Venezuelo è composto da "uomini e mezzi" più un aiuto "finanziario".
È atterrato alle 3:30 ora italiana all'aeroporto militare di El Libertador, a Maracay (ovest di Caracas) il volo messo a disposizione della Difesa per la missione italiana in Venezuela. Il team, coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile e composto da 97 persone tra soccorritori, sanitari, vigili del fuoco e funzionari dell'Unita di crisi della Farnesina, raggiungerà ora le aree colpite dal sisma per garantire i primi aiuti alla popolazione.
Il governo venezuelano si appresta a limitare l'accesso allo stato di La Guaira, una delle zone più colpite dai due devastanti terremoti. Lo ha dichiarato venerdì il ministro dell'Interno Diosdado Cabello. "L'accesso allo stato di La Guaira - ha detto Cabello in tv - sarà limitato a partire dalle ore 20:00 (ora locale)". La leader ad interim Delcy Rodríguez aveva precedentemente chiesto alla popolazione di non recarsi nella zona a nord di Caracas.
Una nuova scossa di terremoto di magnitudo 4.9 è stata registrata oggi nel centro del Venezuela, con epicentro a 44 chilometri a nord di Maracay, nello Stato di Aragua, a una profondità di 4,6 chilometri. Lo rende noto la Fondazione venezuelana per le ricerche sismologiche (Funvisis), mentre il sisma è stato confermato anche dall'Istituto geologico degli Stati Uniti (Usgs). Secondo numerose segnalazioni sui social media, la scossa è stata avvertita negli Stati di Aragua, Carabobo, Miranda e La Guaira, oltre che nel Distretto Capitale, dove si trova Caracas. In precedenza Funvisis aveva registrato almeno 13 eventi sismici di intensità debole o moderata nelle aree di La Guaira, Naiguatá, Boca de Aroa, Maracay e San Felipe, interessate dalla sequenza sismica iniziata dopo il forte terremoto che ha colpito il Paese il 24 giugno.
Il generale della fanteria di marina degli Stati Uniti, Kevin J. Jarrard, ha incontrato il capo della Difesa del Venezuela, il generale Gustavo González López, e altri alti comandanti militari per coordinare le operazioni di assistenza umanitaria dopo i devastanti terremoti del 24 giugno. Secondo quanto comunicato dal Comando Sud tramite una nota diffusa sui social, l'incontro è servito a valutare le condizioni operative dell'Aeroporto Internazionale Simón Bolívar, principale punto di ingresso per il personale di emergenza, i macchinari e le forniture. Jarrard, definito come "l'ufficiale di grado più alto del Comando Sud schierato sul campo", collabora con le autorità locali per "pianificare, coordinare e dirigere il supporto militare statunitense destinato al trasferimento rapido, vitale per salvare vite, del personale di primo intervento, delle attrezzature e degli aiuti umanitari verso le zone colpite". L'organismo militare ha inoltre precisato che è in corso un'azione congiunta sul territorio: "Il Dipartimento della Difesa e il Dipartimento di Stato lavorano con i nostri alleati per aiutare il popolo venezuelano". La riunione mira a facilitare l'arrivo degli aiuti e potenziare la risposta internazionale all'emergenza.
Preguntas abiertas
- Quanti altri dispersi verranno ritrovati?
- Quali saranno le conseguenze a lungo termine sulla popolazione?
- Come verrà gestita la ricostruzione?







