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Torino, università attrattive per studenti italiani e stranieri
NOTICIA
Repubblica Cronaca23.06.2026Education4 dk okumaItaly

Torino, università attrattive per studenti italiani e stranieri

En resumen

  • Le università di Torino, in particolare il Politecnico e l'Università di Torino, registrano un aumento di studenti stranieri e offrono nuovi corsi, anche in inglese, sull'intelligenza artificiale e altri settori.
  • I tassi di occupazione post-laurea sono elevati, con atenei che rafforzano i legami con le aziende per facilitare l'inserimento lavorativo.

Resumen generado por IA

Por qué importa

Le università di Torino si stanno adattando alle nuove esigenze del mercato del lavoro, con un focus crescente sull'intelligenza artificiale e sull'internazionalizzazione. L'obiettivo è migliorare l'occupabilità dei laureati.

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Giugno è tempo di scelte. C’è chi deve solo decidere dove andare a passare le ferie e c’è chi deve immaginare che futuro costruire. I giovani maturandi e maturande presto decideranno se e quale università frequentare. Torino ha ormai un ruolo consolidato come realtà universitaria apprezzata, sostenibile e affidabile, specialmente per trovare un’opportunità lavorativa a fine ciclo. Una visione condivisa non solo dagli studenti piemontesi e della penisola, ma anche dai fuori sede di altre nazionalità.

Politecnico di Torino, cresce l’interesse per l’AI

Con la nuova offerta formativa, l’intelligenza artificiale diventa materia di studio, aumentano i corsi in inglese e di infermieristica e si attirano sempre più studenti dall’estero. Non solo verso le sedi più centrali come l’Università di Torino o il Politecnico, ma anche verso territori più esterni coperti dall’Università del Piemonte Orientale. Secondo il 28° rapporto AlmaLaurea 2026 su Laurea e Occupazione il profilo internazionale degli atenei regionali vive una fase positiva. Gli stranieri che vengono qui a studiare sono sempre di più, così come crescono le esperienze di studio all’estero attraverso l’Erasmus o scambi accademici-culturali. Un dato significativo arriva dal PoliTo: nei corsi di Laurea Magistrale oltre un laureato su cinque non è un cittadino italiano.

“Di circa 38.000 studenti iscritti e 6.000 immatricolazioni, il 22,4% proviene da fuori l’Italia - racconta Stefano Corgnati, rettore del Politecnico di Torino -. Mi ero detto di arrivare entro fine mandato tra il 23% e il 25%, quindi ci stiamo avvicinando. Abbiamo una forte attrattività rispetto agli studenti fuori regione, che compongono il 50% della nostra popolazione”. La nuova offerta dell’ateneo parte dagli spazi: learning center, campus di ingegneria e ampliamento del campus del Valentino. L’obiettivo è proporre un modello didattico più incentrato sull’esperienza diretta, con una riduzione del numero di studenti e studentesse per docente.

“Quello che iniziamo sarà un anno di assoluta continuità - riprende Corgnati -. Fino all'approvazione degli aspetti esecutivi della didattica, non ci sono proposte di nuovi corsi da soli. La novità per il 26-27 è un corso di laurea interateneo insieme all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Abbiamo stretto un patto strategico per unire la cultura del cibo e le tecnologie, dando vita a Food Tech for Ecological Transition. I veri cambiamenti arriveranno a partire dal 2027/2028, in particolare nelle attività di supporto allo studio. Il nuovo piano formativo è fatto per tenere il più possibile in carreggiata gli studenti attraverso calendari di attività, prove in itinere e colloqui. È stato affrontato in modo strutturale perché si tratta di una vera e propria riforma”.

Un forte investimento del Politecnico arriverà sui corsi della Scuola di Master e Formazione permanente, per i professionisti e neolaureati. L’offerta per i prossimi anni è varia e rinnovata: beni culturali, cambiamento climatico, nucleare. Un piano strategico che partirà a fine 2026 e che darà, anche in questo caso, i suoi frutti a partire dall’anno dopo. Opportunità e merito le parole d’ordine, per dare un ventaglio di opportunità a quegli studenti che vogliono intraprendere dei percorsi speciali.

Università di Torino, in aumento i corsi in inglese

Già l’anno scorso la quota universitaria a Torino aveva toccato le 120mila unità. UniTo chiude l’anno 2025/2026 con 83.275 studenti, 51mila sulle lauree triennali, oltre 17mila sulle magistrali e poco più di 13mila sulle lauree a ciclo unico. Il totale dei corsi di studio da settembre aumenterà: da 174 a 176, con cinque nuove magistrali che in parte saranno una trasformazione di corsi già esistenti. “Introdurremo Artificial Intelligence and High Performance Computing Technologies (trasformazione dal dipartimento di informatica), Servizi Human centered per società digitali e 3 specialistiche collegate al sistema sanitario nazionale - rivela il professore Matteo Milani, vice rettore per la Didattica dell’Università di Torino -. Si tratta di cure primarie infermieristiche di famiglia e comunità, cure intensive nelle emergenze e cure neonatali e pediatriche. Corsi che rispondono al decreto ministeriale 159/2026 per la creazione di figure specifiche. La tendenza di quest'anno è stata quella di un consolidamento, con una piccola crescita anche per i corsi di studio in inglese, come quello di informatica”. In un mondo del lavoro sempre più affamato di “smart user” dell’IA, le università si adeguano. Già l’anno scorso la professoressa di UniTo Barbara Bruschi anticipava che sarebbero arrivati “diversi insegnamenti e progettualità per il 2026-2027” e che “l’università ha attivato un programma sull’IA significativo, con tanta sperimentazione nella didattica e nella formazione”.

Accesso facilitato al lavoro

L’indagine di AlmaLaurea ha evidenziato i risultati del lavoro degli atenei torinesi nell’orientamento, nel tutoraggio e nell’accompagnamento alla prima occupazione lavorativa. La percentuale di studenti che si laureano in corso è pari al 60,7%, superiore alla media nazionale e in crescita rispetto al 2025. Il dato più sorprendente è rappresentato dal tasso di occupazione: per i laureati di secondo livello a un anno dalla laurea si parla dell’81%, per i laureati magistrali a ciclo unico dell’87%. E questo è solo UniTo. Il Politecnico di Torino conferma la sua capacità di formare professionisti competitivi sul mercato del lavoro: il 96,1% dei laureati e delle laureate magistrali ha un impiego a un anno dal conseguimento del titolo. Non è da meno l’Università del Piemonte Orientale, tra i laureati triennali che non proseguono gli studi, il tasso di occupazione a un anno di distanza arriva all’88,9%.

UniTo, PoliTo e UPO ragionano in un’ottica di filiera, accompagnando lo studente o la studentessa durante tutti i suoi passi nell'ambiente accademico fino all’entrata nel mondo del lavoro. “Da diversi anni l'ateneo di Torino ha costruito una rete, che oggi possiamo definire consolidata - spiega il professore Pierluigi di Ciccio, delegato per le attività di orientamento -. Attualmente ci sono circa 23.000 aziende accreditate sul portale dell'ateneo e noi come UniTo favoriamo l'incontro tra domanda e offerta. Loro hanno la possibilità di pubblicare i loro curriculum vitae e le imprese hanno dall'altro canto la possibilità di pubblicare le offerte di lavoro e le offerte dei tirocini”.

Sulla stessa linea d’onda anche il Politecnico di Torino, che negli anni ha costruito un forte legame con il sistema produttivo industriale. Secondo Corgnati l’avvicinamento tra aspirante lavoratore e datore ha ancora margini di miglioramento e si prepara a lanciare una novità importante. “Vogliamo lasciare entrare studenti e studentesse nelle realtà aziendali che collaborano con il nostro ateneo. Vogliamo farlo durante il loro processo di formazione e rendere quei momenti una palestra per il futuro. Questo consente anche di far verificare allo studente, in prima persona, le prospettive di lavoro presenti. Insomma, si tratta di un orientamento consapevole che partirà da settembre”.

Qué observar

Perspectiva de IA — posibilidades, no hechos

  • Aumento ulteriore della percentuale di studenti internazionali al Politecnico di Torino.

    Probable · En meses

  • Lancio del nuovo corso interateneo 'Food Tech for Ecological Transition' per l'anno accademico 2027/2028.

    Muy probable · En años

Preguntas abiertas

  • Quale sarà l'impatto a lungo termine dei nuovi corsi sull'occupazione?
  • Come si evolverà la collaborazione tra università e aziende?

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This article was originally published by Repubblica Cronaca.

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