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Università di Parma: Nuove Lauree e IA al Centro dell'Offerta Formativa
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Repubblica Cronaca23.06.2026Education5 dk okumaItaly

Università di Parma: Nuove Lauree e IA al Centro dell'Offerta Formativa

En resumen

  • L'Università di Parma presenta nuove lauree triennali e magistrali per l'AA 2026/27, con focus su modalità a distanza e blended, sostenibilità e sport.
  • Introduce linee guida sull'uso responsabile dell'IA e corsi per sviluppare competenze critiche.

Resumen generado por IA

Por qué importa

L'Università di Parma rinnova annualmente la sua offerta formativa, puntando su innovazione e flessibilità per rispondere alle esigenze degli studenti.

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Costruire il proprio futuro partendo da solide basi accademiche è l’obiettivo che l'Università di Parma rinnova ogni anno attraverso un’offerta formativa particolarmente ricca. Con una storia secolare e lo sguardo sempre rivolto all'innovazione, l'Ateneo ducale si conferma un punto di riferimento per la formazione universitaria in Italia. Abbiamo intervistato il rettore Paolo Martelli.

Quali sono le principali novità dell'offerta formativa per l'anno accademico 2026/27?

“Nel nuovo anno accademico a Parma continuiamo a sviluppare un’offerta formativa che vada incontro alle esigenze sia di studentesse e studenti che lavorano e hanno bisogno di maggiore flessibilità rispetto ai percorsi convenzionali, sia di quelle studentesse e quegli studenti che pur volendo studiare a Parma non possono viverci stabilmente. Dunque, attiviamo una laurea triennale in “Ingegneria gestionale” offerta in modalità prevalentemente a distanza, con flessibilità nei tempi di studio e innovativa nella modalità didattiche, e anche una nuova laurea magistrale in modalità blended, in parte in presenza in parte a distanza, in “Scienze, Tecniche e Management dello Sport e delle Organizzazioni Sportive”, percorso di formazione interclasse tra Scienze motorie ed Economia. In entrambi i casi offriamo un’esperienza universitaria più adatta a conciliarsi con i tempi del lavoro, della cura o del pendolarismo senza rinunciare alla qualità nella docenza e nell’esperienza formativa”.

Avete in programma collaborazioni con università straniere? Se sì, quali?

“Nel prossimo anno accademico apriremo il primo percorso internazionale-interdisciplinare sviluppato attorno al tema della sostenibilità con l’attivazione del corso ‘Minor in Sustainability’ nato all’interno dell’Alleanza universitaria europea EU GREEN, che riunisce 9 Università europee nel nome della sostenibilità economica, sociale, ambientale e naturale. Offriamo inoltre programmi di doppia titolazione in collaborazione con università europee ed extraeuropee nell’ambito di trentasei corsi di laurea e laurea magistrale. Da alcuni anni promuoviamo anche iniziative di didattica innovativa che combinano attività formative online e brevi periodi di mobilità presso atenei partner, sia europei sia extraeuropei, con l’obiettivo di ampliare l’accesso alle esperienze di internazionalizzazione e favorire la partecipazione delle studentesse e degli studenti che non possono svolgere periodi di studio all’estero della durata di uno o due semestri. Tra gli esempi più significativi si annovera la collaborazione di lunga data con l’Università di Kobe, in Giappone”.

Come sta evolvendo il modello di insegnamento nel vostro ateneo per integrare l'uso etico di strumenti di IA generativa (es. ChatGPT) nel processo di apprendimento?

“L’Università di Parma ha sviluppato sin dall’anno accademico 2024-25 linee guida di Ateneo per l’utilizzo responsabile dell’IA nella didattica e nella ricerca, chiarendo ambiti specifici e modalità di utilizzo, fornendo anche esempi di utilizzo corretto e non. Inoltre, dall’anno accademico 2026-27, offriremo alle studentesse e agli studenti iscritti alle nostre lauree triennali un corso trasversale per sviluppare conoscenze e competenze di base nell’utilizzo della IA in ambito universitario”.

Ritiene che l'IA debba essere considerata uno strumento di supporto o un rischio per il pensiero critico?

“L’IA va considerata come strumento di supporto al percorso di apprendimento e crescita cognitiva e personale che studentesse e studenti compiono stando all’Università. Tuttavia, affinché ciò avvenga occorre formare gli studenti e le studentesse a un uso ‘vigile’ e critico della stessa IA, allenando la mente, e non solo gli strumenti di IA, a poter individuare bias o errori nell’elaborazione della conoscenza che avviene tramite IA, e a sviluppare dunque consapevolezza rispetto alle potenzialità e ai limiti, anche etici, dello strumento”.

Quali saranno le competenze (soft e hard skill) più richieste ai laureati nei prossimi anni?

“Le competenze ‘soft’ – definizione inappropriata visto quanto contano nello sviluppo professionale di ciascuna e ciascuno di noi – sono sempre quelle che fanno riferimento alla capacità di lavorare in squadra, alla mente collaborativa e pronta alla condivisione del sapere e delle competenze per far crescere un gruppo, e non solo sé stessi, allo spiccato senso critico (anche in chiave riflessiva personale), alla motivazione e determinazione, all’empatia e, sempre di più, all’apertura al mondo. Nonché alla disponibilità a imparare costantemente: il futuro sarà sempre di più quello dell’apprendimento che si sviluppa lungo tutto l’arco della vita attiva. Sino ad ora non abbiamo preso troppo sul serio questa esigenza, ma la spinta all’innovazione e alla produttività che viene dall’IA ci obbligherà a fare, invece, sul serio. Le competenze professionali saranno sempre più specifiche: l’IA accelererà i tempi e modi dell’acquisizione di competenze scientifiche o tecniche di base, sarà sulla specializzazione tecnico-disciplinare e su un apprendimento sempre più esperienziale che si giocherà il futuro dell’educazione”.

In che modo i vostri piani di studio si stanno adattando per formare professionisti pronti per questo mercato del lavoro?

“Investendo su modalità di apprendimento e di costruzione del sapere che mettono studentesse e studenti al centro, chiedendo loro un impegno in prima persona nella soluzione dei problemi che vengono posti in aula, portando esse stesse ed essi stessi problemi da affrontare e risolvere tramite la collaborazione, il lavoro e la riflessione di gruppo. Aprendo le aule al mondo imprenditoriale e sociale, ovvero portando le lezioni dentro contesti non accademici, esponendo studentesse e studenti al mondo tramite esperienze di mobilità estera e di multiculturalità”.

Preguntas abiertas

  • Quali saranno i costi delle nuove lauree a distanza/blended?
  • Quali specifici bias o errori dell'IA verranno affrontati nei corsi?
  • Quali altre università partner saranno coinvolte nei futuri programmi internazionali?

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This article was originally published by Repubblica Cronaca.

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