Autotrasportatori: confermate le deduzioni forfettarie per il 2026
L'essentiel
- Il Ministero dell'Economia ha confermato le deduzioni forfettarie per gli autotrasportatori per il 2026, fissando a 48 euro giornalieri per trasporti fuori comune e 16,80 euro per quelli interni.
- La misura mira a semplificare la fiscalità delle piccole imprese.
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Pourquoi c'est important
Il Ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef), di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), ha definito le deduzioni forfettarie per spese non documentate per gli autotrasportatori per l'anno 2026.
Arriva le cifre ufficiali dal ministero dell’Economia sulle agevolazioni fiscali a favore degli autotrasportatori. Il Mef, d’intesa con il ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ha definito per il 2026 le deduzioni forfetarie per spese non documentate, ai sensi dell’articolo 66, comma 5, primo periodo, del Tuir.
La misura è quella degli ultimi anni: 48 euro al giorno per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore oltre il Comune in cui ha sede l’impresa. Per i trasporti svolti invece all’interno del territorio comunale l’importo scende al 35% - 16,80 euro al giorno. In entrambi i casi la deduzione spetta una sola volta per giornata, indipendentemente dal numero di viaggi effettuati.
Il meccanismo è pensato per semplificare la vita fiscale delle piccole imprese del settore. Gli autotrasportatori che operano in forma individuale - o i soci di società di persone che guidano personalmente i mezzi - sostengono ogni giorno spese difficili da rendicontare: pedaggi minori, parcheggi, pasti fuori sede. La legge consente di dedurle forfetariamente dall’imponibile, senza obbligo di conservare ogni singola ricevuta.
Non si tratta di un rimborso in denaro, ma di una riduzione della base su cui si calcolano le imposte. A un’aliquota Irpef del 35%, 48 euro di deduzione valgono circa 17 euro di tasse in meno per giornata lavorativa. L’agevolazione è riservata ai regimi di contabilità semplificata o ordinaria per opzione: ne sono esclusi i contribuenti in regime forfetario.
L’importo non è stabilito per legge in cifra fissa: ogni anno Mef e Mit lo determinano sulla base delle risorse disponibili — una dotazione complessiva di 70 milioni di euro — con adeguamento all’indice Istat. Nella pratica, però, la deduzione è ferma dal periodo d’imposta 2022. L’unica variazione recente risale al 2021, quando l’importo salì a 55 euro: una misura straordinaria, legata all’impennata dei costi energetici seguita allo scoppio del conflitto in Ucraina.
Questions ouvertes
- Quali saranno gli adeguamenti Istat futuri?
- Ci saranno nuove agevolazioni per il settore?






