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BackCamorra, truffa da 280mila euro: 8 arresti per furto di cocaina
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Sky TG2416.06.2026Crime2 dk okumaItaly

Camorra, truffa da 280mila euro: 8 arresti per furto di cocaina

L'essentiel

  • Otto persone sono state arrestate dai carabinieri di Civitavecchia per una truffa da 280mila euro ai danni di narcos sudamericani.
  • Esponenti della camorra hanno simulato un blitz per rubare 10 kg di cocaina, coinvolgendo 11 persone tra Roma, L'Aquila, Reggio Calabria e Catania.

Résumé généré par IA

Pourquoi c'est important

Un'indagine dei carabinieri di Civitavecchia ha svelato una truffa organizzata dalla camorra napoletana ai danni di narcos sudamericani, con il furto di 10 kg di cocaina. L'operazione ha portato a 8 arresti e al coinvolgimento di 11 persone.

Taille de police

Una clamorosa truffa, organizzata da esponenti della camorra napoletana, è emersa dall'indagine dei carabinieri di Civitavecchia sul traffico internazionale di droga che ha portato a otto arresti e al coinvolgimento di 11 persone tra Roma, L'Aquila, Reggio Calabria e Catania. I camorristi hanno simulato un blitz delle forze dell'ordine e si sono impossessati di 10 chili di cocaina appena consegnati dai narcos sudamericani, un carico dal valore di circa 280mila euro.

La crisi del cartello

Secondo la ricostruzione investigativa, la truffa ai danni dei narcotrafficanti colombiani avrebbe aperto una crisi interna al cartello, che per recuperare la droga o il denaro avrebbe attivato i propri canali criminali organizzando incontri in Campania.

Borsoni di droga buttati in mare e recuperati con coordinate Gps

La cocaina, secondo gli inquirenti, arrivava attraverso diversi canali. Tra questi uno dei più sofisticati era quello marittimo, studiato per aggirare i controlli delle autorità. I carichi partivano dai porti sudamericani, tra cui quello di Guayaquil in Ecuador, a bordo di navi dirette verso l'Europa. Durante la navigazione i borsoni pieni di sostanza stupefacente venivano buttati in mare in punti prestabiliti e poi recuperati grazie alle coordinate Gps.

Approfondimento

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Base nel Lazio e rapporti con i "Los Choneros"

L'indagine della Dda di Roma avrebbe ricostruito una struttura con base nella Capitale e sul litorale nord laziale, guidata da figure con ruoli distinti: dal broker internazionale incaricato dei rapporti con i fornitori esteri al referente romano per la distribuzione sul mercato italiano. Dalle intercettazioni sarebbero emersi contatti con la potente organizzazione criminale dell'Ecuador dei "Los Choneros", oltre a una gestione quasi aziendale del traffico, con trattative sui prezzi e sui margini di guadagno e una forte disponibilità alla violenza per recuperare i crediti legati allo stupefacente, con ipotesi di sequestri e intimidazioni armate. La droga veniva acquistata all'ingrosso tra 16mila e 17mila euro al chilo e rivenduta fino a 24mila euro.

La raffineria clandestina in Calabria

Nell’ambito dell’indagine è stata anche scoperta una raffineria clandestina nelle campagne di Sant'Agata del Bianco, in provincia di Reggio Calabria. Nel laboratorio sono stati trovati diversi strumenti per la lavorazione della droga, tra cui presse idrauliche e stampi, oltre a più di 500 chili di miscele destinate a tagliare la cocaina e aumentarne il valore sul mercato.

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Questions ouvertes

  • Quali sono le conseguenze della truffa sul cartello sudamericano?
  • Ci saranno ulteriori arresti o sviluppi nell'indagine?
  • Come si sono svolti esattamente i contatti con 'Los Choneros'?

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This article was originally published by Sky TG24.

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