Condanna per l'Azienda sanitaria del Molise: 200 mila euro per la morte di una donna di 91 anni per covid
L'essentiel
- Una donna di 91 anni è deceduta per COVID-19 in un ospedale del Molise nel 2020.
- Gli avvocati della famiglia sostengono che violazioni di protocollo, abbandono e cure in ritardo hanno portato alla sua morte.
- La sentenza di condanna in sede civile impone all'Azienda sanitaria regionale del Molise un risarcimento di circa 200.000 euro ai tre figli della donna.
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La pandemia di COVID-19 ha colpito duramente l'Italia nel 2020, con critiche alle strutture sanitarie per la gestione della crisi.
Protocolli violati, paziente abbandonata e cure arrivate in ritardo. Sono queste le cause che avrebbero portato alla morte per covid di una donna di 91 anni ricoverata all'ospedale di Campobasso nel 2020. A sostenerlo sono gli avvocati della famiglia, che hanno presentato in conferenza stampa la sentenza di condanna, in sede civile, nei confronti dell'Azienda sanitaria regionale del Molise che dovrà ora risarcire i tre figli della donna con una cifra di circa 200 mila euro. Si tratta di una delle prime sentenze di questo tipo in Italia legate alla pandemia. L'anziana fu ricoverata il 26 dicembre del 2020 per una flebite, ma all'ingresso risultò negativa al covid. Rimase poi quattro giorni nel Pronto soccorso del Cardarelli prima di essere trasferita in Chirurgia e il 2 gennaio risultò positiva. Le sue condizioni poi si aggravarono fino al decesso avvenuto l'11 gennaio. A fornire i dettagli della vicenda è stato l'avvocato Enzo Iacovino, legale della famiglia della donna. "Siamo di fronte alla violazione di ogni protocollo volto alla tutela del paziente durante il ricovero covid - ha detto - e il giudice mette in evidenza anche delle gravissime omissioni, sostenendo che nel caso in cui ci fossero state delle cure tempestive questa paziente non sarebbe deceduta. Quindi a nostro modo di vedere è una condotta omissiva che ha portato al decesso". "Questa donna non è stata sottoposta a visita, è stata lasciata lì, abbandonata - aggiunge -. I sanitari hanno prestato le cure pertinenti solo dopo aver fatto un esame al torace, ma ormai era troppo tardi. Se quella cura fosse intervenuta qualche giorno prima questa persona probabilmente si sarebbe salvata". Il legale ricorda infine che questo caso, insieme ad altri simili, era stato trattato in sede penale ma le accuse erano state archiviate. "Questa a mio modesto avviso si chiama pandemia colposa - evidenzia -, causata da condotte omissive e sarebbe il caso che la procura della Repubblica prendesse questa decisione e rivalutasse questo caso".
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