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Consumatori italiani scettici sui "green claim" delle aziende: il "green washing" porta al boicottaggio
En développement
Repubblica Economia22/06/2026Business2 min de lectureItaly

Consumatori italiani scettici sui "green claim" delle aziende: il "green washing" porta al boicottaggio

L'essentiel

  • Uno studio Ffind rivela che il 77,1% degli italiani non crede alla comunicazione ambientale delle aziende.
  • Oltre la metà boicotta i brand sospetti di "green washing", con il 68,5% che interromperebbe gli acquisti in caso di politiche ingannevoli.
  • L'Italia mostra comportamenti sostenibili attivi nonostante la sfiducia verso le istituzioni.

Résumé généré par IA

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Si fa presto a dire ‘green’ quando si parla di sostenibilità e poco importa ai consumatori che l’Ue acceleri sulla regolamentazione delle affermazioni sibilline - i cosiddetti ‘green claim’ - formulate dalle aziende per rivendicare il loro impegno - vero o presunto - a tutela dell’ambiente e a beneficio delle generazioni future. Il 77,1% degli italiani non crede alla comunicazione ambientale delle imprese e oltre la metà (52,8%) ha già avviato autonomamente il boicottaggio di brand sospettati di ‘green washing’. In caso di politiche ingannevoli il 68,5% degli intervistati interromperebbe gli acquisti mentre il 65,3% attiverebbe un passaparola negativo incontrollabile tra familiari e amici, mettendo in discussione la reputazione della marca presunta colpevole. A rilevarlo uno studio realizzato a marzo da Ffind, agenzia specializzata nella raccolta dati a livello globale, che ha coinvolto un campione rappresentativo di 5mila consumatori adulti distribuiti in 5 Paesi (Francia, Germania, Regno Unito, Spagna e Italia).

A fronte di un basso livello di fiducia nei confronti di aziende e istituzioni registrato in tutti i mercati analizzati, l’Italia si colloca nel novero dei Paesi più attivi sul fronte dei comportamenti sostenibili. Nonostante il 63,6% ritenga inadeguato e discutibile l’impegno dei governi sui temi ambientali, il 72,7% degli intervistati dichiara di compiere almeno un’azione sostenibile la settimana. “Complice la difficile situazione geopolitica che stiamo attraversando, la preoccupazione ambientale resta alta ma difficilmente si traduce in scelte coerenti e continuative - commenta Ennio Armato, global ceo di Ffind - È proprio qui che s’inserisce la sfida per imprese e istituzioni: comunicare in modo chiaro, concreto, trasparente e verificabile, tenendo conto delle reali condizioni nelle quali le persone prendono decisioni ogni giorno”. Sempre secondo l’indagine, per ovviare al rischio che la sostenibilità diventi un privilegio accessibile solo ai segmenti più istruiti e abbienti della popolazione anziché una scelta realmente diffusa e condivisa, occorrono risultati tangibili (42,8% dei rispondenti) oltre che incentivi economici (27,1%).

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This article was originally published by Repubblica Economia.

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