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Flotilla umanitaria intercettata da Israele in acque internazionali vicino Creta
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ANSA Cronaca·30.04.2026·🇮🇹Italy·Politique

Flotilla umanitaria intercettata da Israele in acque internazionali vicino Creta

Attivisti italiani denunciano atto di pirateria: 175 attivisti sequestrati, barche danneggiate e lasciate alla deriva

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Il cielo pieno di droni, i canali radio in tilt e le barche abbordate lasciate andare alla deriva con i motori distrutti. Dai racconti degli attivisti italiani a bordo della della Global Sumud Flotilla arrivano i dettagli di quello che è accaduto nella notte quando Israele ha abbordato la flotta della missione umanitaria in navigazione nelle acque vicino Creta. I primi video dalle imbarcazioni arrivano poco prima delle 22 di mercoledì sera. "In questo momento alcune barche stanno venendo intercettate" è l'alert lanciato da una attivista. "Noi siamo pronti ma vogliamo dire che chiunque sta bloccando questa missione umanitaria non violenta deve vergognarsi - aggiunge -. Tutto quello che chiediamo è lo stop all'assedio israeliano". Due ore più tardi un altro italiano rassicura sulle condizioni e spiega: "Ci troviamo in acque internazionali, hanno tagliato i contatti con tutte le altre barche, il cielo è pieno di droni". Le operazioni durano diverse ore e terminano quando ormai è notte fonda. "Vedevo davanti a me la flotta puntare verso Creta e poi, una dopo l'altra, alcune barche illuminarsi dalla luce di gommoni prima di sparire. Intorno alle 3 i gommoni erano a una ventina di metri dall'imbarcazione su cui mi trovo. Ho pensato 'è il nostro turno', ma poi si sono allontanati. Le barche intercettate sono state danneggiate e lasciate andare alla deriva". ricorda oggi Dario Salvetti, uno dei referenti del Collettivo di fabbrica della ex Gkn. Gli attivisti hanno subito intuito i "segnali d'allarme". "Nel cielo c'erano tantissimi droni - ripetono in molti - molti di più delle sere precedenti e le trasmissioni radio sono state bloccate, soprattutto il canale d'emergenza. Così abbiamo avviato le manovre anti-intercetto. Abbiamo indossato i giubbotti di salvataggio e alzato le braccia con in mano i passaporti. In lontananza si vedeva una nave militare". Su una delle imbarcazioni lasciate in balia delle onde sarebbero rimaste alcune persone. "Sono stati lasciati senza motori con una tempesta in avvicinamento - dice Luca Poggi - li abbiamo recuperati oggi. E continuiamo con le perlustrazioni per escludere che ci siano altre persone sulle imbarcazioni intercettate". Mentre il giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani, a Un Giorno da Pecora su Rai Radio1, ha precisato: "Israele ha mandato anche una fregata, noi siamo scappati, non siamo affatto tornati indietro, continuiamo a navigare". E ora la rabbia è tanta a bordo delle 33 barche della missione che sono ancora in navigazione come anche il timore per le prossime notti. Per gli attivisti l'abbordaggio è "un atto di pirateria". "Siamo indignati - ripetono - per quello che è accaduto ai nostri 175 compagni che sono stati sequestrati". Tra gli imbarcati c'è anche la giornalista Simona Losito che evidenzia: "Israele non ha alcun dritto di fermare imbarcazioni civili in acque internazionali: ha sostanzialmente rapito dei civili non armati. Sappiamo che il governo greco ha deciso di non intervenire nonostante fossimo più vicini alle acque greche, il che è indicativo del potere che viene concesso e della totale mancanza di sanzioni e di giustizia nei confronti delle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale da parte dello Stato israeliano".

This article was originally published by ANSA Cronaca.

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