Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro: focus sul benessere psicosociale
L'essentiel
- La Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro, promossa dall'OIL, quest'anno si concentra sul benessere psicosociale.
- Il rapporto 2026 evidenzia come fattori di rischio psicosociale causino 840.000 morti all'anno e il 23% dei lavoratori subisca bullismo.
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Il 28 aprile si celebra la Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro, promossa dall'Organizzazione internazionale del lavoro (Oil).
Nel nostro paese il tema è centrale, basti pensare che nel 2025, secondo i dati pubblicati questo febbraio dall'Inail, i morti sul lavoro e "in itinere" (ovvero per recarsi sul posto di lavoro) sono stati 792, in lieve calo rispetto al 2024 in cui vennero denunciati 5 casi in meno. Nello stesso periodo sono aumentati gli incidenti mortali nelle fasce di età tra i 40 e i 49 anni (da 137 a 148 casi) e tra i 55 e i 64 anni (da 279 a 300 morti), così come gli "infortuni in itinere", che sono stati 293 (13 in più rispetto all'anno precedente).
L'edizione 2026 è dedicata al tema del benessere psicosociale, che passa dalla sicurezza dal punto di vista fisico e da fattori come la precarietà, il carico e l'orario lavorativo, la chiarezza dei ruoli, l'autonomia, il supporto e l'esistenza di processi equi e trasparenti che influenzano sulla qualità del lavoro. In occasione di questa giornata l'Oil ha pubblicato un rapporto globale con analisi, stime e statistiche dei fattori psicosociali che condizionano la salute di chi lavora, e di conseguenza anche la produttività delle aziende e l'economia in generale.
Nel documento si legge che questi fattori di rischio causano ogni anno la morte di 840.000 persone per malattie cardiovascolari - ictus e cardiopatie ischemiche - e disturbi mentali correlati - depressione, condizioni che si sviluppano più facilmente con orari di lavoro prolungati. Su questo punto, l'Oil stima che il 35% dei lavoratori nel mondo superi le 48 ore settimanali. Un altro tema che si incontra è la persistenza di bullismo e di altre forme di violenza: il 23% degli impiegati lo ha subito almeno una volta.
Il rapporto 2026 'L'ambiente di lavoro e gli aspetti psicosociali - Sviluppi globali e percorsi per l’azione' dell'Organizzazione internazionale sul lavoro







