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Guerra Iran Usa, media: Possibile stop Teheran programma nucleare. Trump: No concessioni
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Sky TG2418.05.2026Monde11 dk okumaItaly

Guerra Iran Usa, media: Possibile stop Teheran programma nucleare. Trump: No concessioni

L'essentiel

  • Iran risponde a proposta USA: tregua, apertura Hormuz, congelamento nucleare in cambio di trasferimento uranio in Russia.
  • Trump rifiuta concessioni.
  • Pakistan media.

Résumé généré par IA

Pourquoi c'est important

Le tensioni tra Iran e Stati Uniti sono aumentate a seguito di proposte e controproposte per porre fine al conflitto. La situazione è complicata da attacchi e intercettazioni, con il Pakistan che media.

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Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran

©Ansa

Secondo alcune indiscrezioni, citate da Al Arabiya, Teheran ha chiesto una tregua lunga e a più fasi, un'apertura graduale e sicura di Hormuz e sarebbe pronta ad accettare un lungo periodo di congelamento del suo programma nucleare, purché venga trasferito in Russia. Trump: "Non sono aperto a concessioni, l'Iran sa cosa accadrà a breve"

in evidenza

L'Iran ha risposto all'ultima proposta statunitense: lo comunica il ministero degli Affari Esteri iraniano. Secondo alcune indiscrezioni, citate da Al Arabiya, Teheran, nella sua risposta agli Usa in 14 punti, avrebbe chiesto una tregua lunga e a più fasi, un'apertura graduale e sicura di Hormuz e sarebbe anche pronta ad accettare un lungo periodo di congelamento del suo programma nucleare anziché uno smantellamento completo, a condizione che l'uranio altamente arricchito venga trasferito in Russia anziché negli Stati Uniti.

Il Pakistan ha condiviso con gli Stati Uniti una proposta rivista dell'Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente, scrive Reuters sul sito citando una fonte pakistana, mentre i colloqui di pace sembrano rimanere in una fase di stallo. "Non abbiamo molto tempo", ha detto la fonte, quando le è stato chiesto se ci sarebbe voluto del tempo per colmare i divari, aggiungendo che entrambi i paesi "continuano a cambiare i propri obiettivi".

Ancora minacce all'Iran da parte del presidente Usa: 'Accetti l'accordo o non rimarrà nulla'. Telefonata tra il tycoon e Netanyahu che precisa: 'Se decidesse di riprendere le ostilità con l'Iran, è probabile che Israele verrà chiamato a partecipare'.

Trump ha anche convocato al suo golf club in Virginia i massimi consiglieri per la sicurezza per discutere della guerra. Per Axios, martedì sarà convocata la Situation Room. Secondo alcuni media il presidente Usa avrebbe ottenuto dalla Cina l'impegno a non fornire armi a Teheran.

Soldati dell'Idf hanno preso il controllo delle imbarcazioni della Sumud Flotilla al largo delle acque di Cipro. Lo scrivono i media israeliani. Una diretta streaming, mostrata dal Times of Israel, mostra dei commando della marina militare israeliana che abbordano una delle navi della Global Sumud Flotilla al largo delle coste di Cipro.

Gli approfondimenti:

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Haaretz: "Emirati Arabi e Bahrein vorrebbero riprendere gli attacchi"

Il Pakistan sta assumendo un ruolo guida nei negoziati tra Iran e Stati Uniti. Lo ha detto ad Haaretz una fonte regionale, aggiungendo che Qatar, Egitto, Turchia e Arabia Saudita sono tutti coinvolti nei negoziati e svolgono un ruolo di supporto. Allo stesso tempo, ha dichiarato che gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein, "ciascuno per le proprie ragioni", sono interessati a riprendere la guerra contro l'Iran e a sferrare un attacco decisivo contro il Paese. "Gli altri Stati del Golfo vedono gli Emirati Arabi Uniti come un bambino viziato che ha perso la calma e la ragione", ha aggiunto la fonte, secondo cui Teheran sarebbe disposta ad accettare una moratoria di 10 anni sull'arricchimento dell'uranio, mentre gli Stati Uniti insistono per 20 anni.

Madrid: "Evidente che la guerra nel Golfo non sta raggiungendo gli obiettivi"

La ministra spagnola della Difesa, Margarita Robles, ha criticato "l'aggressione unilaterale" intrapresa da Stati Uniti e Israele contro l'Iran lo scorso 28 febbraio, che sta avendo pesanti conseguenze sul traffico marittimo internazionale e "non ha raggiunto i suoi obiettivi strategici". Intervenendo in commissione Difesa al Congresso spagnolo per spiegare il ritiro della fregata iberica Mendez Nunez dal Mediterraneo Orientale - dopo che la Francia ha cambiato la missione della sua portaerei 'Charles de Gaulle', che le dava protezione - Robles si è riferita alla situazione nel Golfo. La ministra ha segnalato che "l'aggressione unilaterale, senza alcun quadro giuridico, di Stati Uniti e Israele all'Iran", non sta centrando gli obiettivi strategici che si era proposta. "Che questa guerra non sia raggiungendo i suoi obiettivi è evidente", ha sostenuto la titolare della Difesa. "Una buona prova di ciò è che l'Iran sia riuscito a mantenere una capacità di attacco e di azioni di disturbo alla navigazione" nello stretto di Hormuz "alle quali si sono uniti attacchi contro istallazioni militari, petrolifere e del gas dei Paesi del Golfo", ha constatato Margarita Robles.

Ue: "Possibili carenze di carburante nelle prossime settimane"

Sebbene al momento non vi siano carenze di carburante nell'Ue, potrebbero emergere vincoli regionali di approvvigionamento nelle prossime settimane se il blocco delle forniture petrolifere attraverso lo Stretto di Hormuz non verrà risolto, con il carburante per aerei come principale preoccupazione. E' quanto emerge dalla riunione di oggi del gruppo di coordinamento sul petrolio della Commissione europea, che riunisce esperti della Commissione europea, dei Paesi dell'Ue, dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (Aie), della Nato e rappresentanti dell'industria petrolifera. "Il gruppo ha discusso le prospettive per l'Ue e l'approccio coordinato dell'Unione nel caso in cui la situazione si prolunghi fino a giugno", afferma la Commissione. "Anche se le scorte di emergenza dell'Ue possono essere rilasciate se necessario, gli esperti hanno sottolineato che, se la situazione persiste, sarà necessario accompagnare eventuali rilasci di scorte di emergenza con misure di risparmio del carburante, così da gestire le riserve in modo più efficiente e per un periodo più lungo", si aggiunge. All'incontro è intervenuta anche l'Iea, presentando l'ultimo rapporto sul mercato petrolifero, che rileva che le scorte globali di petrolio si stanno riducendo, mentre le importazioni dal bacino atlantico sono aumentate più del previsto, ma restano comunque ben al di sotto delle perdite provenienti dal Golfo.

Esperti Ue: "Possibili carenze regionali di jet fuel se persiste il blocco di Hormuz"

Sebbene al momento non vi siano "carenze di carburante nell'Ue", nelle prossime settimane "potrebbero verificarsi limitazioni dell'approvvigionamento a livello regionale se il blocco delle forniture di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz non venisse risolto". E' quanto è stato ribadito nel corso della riunione del gruppo di coordinamento sul petrolio che si è svolta a Bruxelles. A quanto si apprende il jet fuel resta "la preoccupazione principale" del gruppo che ha riunito esperti della Commissione europea, dei Paesi Ue, dell'Agenzia internazionale per l'energia e della Nato insieme ai rappresentanti dell'industria petrolifera. Il gruppo ha ribadito che se la situazione dovesse persistere "sarà necessario abbinare qualsiasi rilascio di scorte di emergenza" di petrolio "a misure di risparmio di carburante", in modo che le scorte di emergenza possano essere gestite in modo più efficiente e per un periodo più lungo.

Hezbollah rivendica gli attacchi nel sud del Libano contro l'Idf

Hezbollah ha riferito che le sue forze hanno lanciato attacchi contro posizioni e veicoli dell'esercito israeliano nel Libano meridionale. In una dichiarazione, il Partito di Dio ha anche affermato di aver abbattuto "un aereo appartenente all'esercito nemico israeliano" nello spazio aereo della città di Aita al-Jabal alle 10,30 ora locale. L'esercito israeliano non ha ancora commentato la dichiarazione. In un altro attacco, il gruppo libanese ha affermato di aver colpito il veicolo del comandante della 300ª brigata dell'esercito israeliano nella città di Shomera, nel nord di Israele, e di aver preso di mira con dei droni una postazione dell'esercito israeliano nella città di Maroun al-Ras.

Madrid convoca la diplomatica di Israele per il rilascio degli attivisti della Flotilla

"Dalle informazioni che ho, la flotilla è formata da 54 imbarcazioni e circa 500 attivisti di 35 nazionalità. Non conosco il numero esatto di spagnoli, ma sarebbe intorno ai 45. Una dozzina di attivisti sono trattenuti dalle Forze armate israeliane, che hanno cominciato a intercettarli in acque internazionali. Quello che so è che Israele non ha alcuna giurisdizione e nessun diritto di trattenerli, per questo ho convocato l'incaricata d'affari dell'ambasciata israeliana, per esprimere la più ferma condanna". E' quanto ha affermato il ministro degli esteri spagnolo José Manuel Albares, in conferenza stampa a Madrid col suo omologo egiziano Badr Abdelaty, nel confermare la detenzione di attivisti della missione umanitaria diretta a Gaza in acque internazionali al largo di Cipro da parte delle forze israeliane. "E' un'evidente nuova violazione del diritto internazionale appena 15 giorni dopo la precedente intercettazione", ha rilevato Albares. "Condanno questa azione: nessun agente israeliano ha alcuna giurisdizione in quelle acque", ha insistito, informando di aver nuovamente convocato la diplomatica di massimo grado presente a Madrid, l'incaricata d'affari Dana Erlich, per esprimere "la più energica protesta" e chiedere "il rilascio immediato degli attivisti". Israele e Spagna hanno ritirato i rispettivi ambasciatori a causa delle tensioni diplomatiche scaturite dal riconoscimento dello Stato di Palestina da parte di Madrid nel maggio 2024.

Fidan in Germania: "La fine della guerra è la priorità"

Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha definito "una priorita'" della Turchia agire per porre fine alla guerra tra Usa-Israele e Iran. Il capo della diplomazia turca si trova in Germania, dove ha incontrato il proprio omologo tedesco Johann Wadepuhl. "La nostra priorità è porre fine a questo conflitto e mantenere il cessate fuoco. Una ripresa della guerra avrebbe delle conseguenze a livello economico e politico a livello globale", ha detto Fidan. "Al momento non ci sono minacce al negoziato, ma per portarlo avanti è necessaria una intesa sul nucleare. Non credo vi siano problemi da parte iraniana, il negoziato in corso ha tutto il nostro sostegno", ha ribadito Fidan.

Trump: "Non sono aperto a concessioni, l'Iran sa cosa accadrà a breve"

Donald Trump non è "aperto" a nessuna concessione nei confronti di Teheran. Lo ha detto lo stesso presidente in un'intervista al New York Post, aggiungendo che l'Iran sa "cosa accadrà a breve".

Israele diffonde video di attivisti Flotilla sulle navi della marina militare

"Gli attivisti della flottiglia provocatoria si abbracciano dopo essere stati trasferiti sulle navi israeliane. Finora, non è stato trovato alcun aiuto a bordo delle loro imbarcazioni". Lo comunica in una nota il ministero degli Esteri israeliano, diffondendo un video in cui si vedono attivisti a bordo presumibilmente delle navi della marina militare israeliana che ha sequestrato parte delle navi della Flotilla.

Ankara: "Teheran e Washington possano trovare terreno comune nei negoziati"

Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha dichiarato che Ankara ritiene che non vi siano motivi per cui Stati Uniti e Iran non debbano trovare un terreno comune per porre fine alla guerra attraverso negoziati. Nel corso di una conferenza stampa a Berlino, Fidan ha aggiunto che la priorità di Ankara è contribuire agli sforzi di mediazione del Pakistan e mantenere il cessate il fuoco. Fidan ha aggiunto che la Turchia vuole credere che sia l'Iran che gli Stati Uniti siano consapevoli dei pericoli derivanti dalla ripresa del conflitto.

Israele: "Finora nessun aiuto trovato su barche Flotilla"

"Finora non è stato trovato alcun aiuto sulle barche" degli attivisti della Flotilla. Lo ha scritto in un post su X il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Oren Marmorstein, dopo che nelle scorse ore la Marina di Israele è intervenuta a centinaia di chilometri dalle proprie coste, in acque internazionali a largo di Cipro, per fermare le imbarcazioni della Flotilla che erano salpate dalla città di Marmaris, in Turchia, con l'obiettivo di rompere il blocco a Gaza.

Aerei cargo statunitensi si stanno spostando dalla Germania al Medio Oriente

I dati di navigazione mostrano un flusso continuo di aerei cargo militari statunitensi dalla Germania verso il Medio Oriente, in una nuova operazione di monitoraggio che si è protratta nel periodo compreso tra il 15 e il 17 maggio. Secondo un'analisi dei dati di tracciamento, 'Al Jazeera' ha rilevato almeno 26 voli cargo militari statunitensi in partenza dalla Germania e diretti verso la regione, a testimonianza del continuo e notevole flusso di rifornimenti aerei militari statunitensi, in concomitanza con l'intensificarsi della presenza militare americana nelle vicinanze dello Stretto di Hormuz, del Golfo di Oman e del Mar Arabico. I dati mostrano che tutti i voli osservati sono stati effettuati da velivoli Boeing C-17A Globemaster III, appartenenti all'aeronautica militare statunitense, che sono tra i più importanti aerei da trasporto militare pesante utilizzati per trasportare truppe e attrezzature nelle zone di dispiegamento.

Idf sequestra barche Flotilla dirette a Gaza. Tajani: "Chiediamo rilascio dei 9 italiani"

La Global Sumud Flotilla ha dichiarato di avere perso il contatto con 23 imbarcazioni dopo che il suo convoglio diretto verso Gaza è stato attaccato dall'Esercito israeliano in acque internazionali, vicino Cipro. Il ministro degli Esteri: “Garantire la sicurezza degli attivisti italiani”

Idf sequestra barche Flotilla, Tajani: 'Rilasciare i 9 italiani'

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Portavoce Flotilla: "Almeno 12 gli italiani catturati da Israele"

Sono 12, al momento, gli italiani imbarcatisi sulle navi della Flotilla diretta verso Gaza che sono stati catturati oggi dall'esercito israeliano a largo di Cipro. Lo affermano i portavoce italiani di Global Sumud Flotilla. A loro si aggiungono due stranieri residenti in Italia. La Global Sumud Flotilla fa inoltre sapere che circa 20 piccole barche stanno invece proseguendo la loro navigazione verso Gaza, mentre 31 sono state intercettate.

Media: "Gli Usa valutano nuova deroga sul petrolio russo a causa dell'Iran"

Gli Stati Uniti stanno valutando una nuova deroga sul petrolio russo a causa della guerra in Iran e del suo effetto sulle forniture. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando alcune fonti, secondo le quali la nuova deroga potrebbe essere di 30 giorni o più.

La Premio Nobel Narges Mohamm

À surveiller

Perspective IA — des possibilités, pas des certitudes

  • Possibile rilascio di scorte di emergenza di petrolio da parte dell'UE.

    Probable · En quelques semaines

  • Aumento dei prezzi del petrolio a causa del blocco dello Stretto di Hormuz.

    Très probable · Court terme

  • Ulteriori negoziati tra Iran e Stati Uniti con mediazione del Pakistan.

    Probable · En quelques semaines

Questions ouvertes

  • Quale sarà la risposta definitiva di Trump alla proposta iraniana?
  • L'Iran accetterà un congelamento del programma nucleare a lungo termine?
  • Quali saranno le conseguenze economiche di un prolungato blocco dello Stretto di Hormuz?
  • Gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein attueranno azioni militari contro l'Iran?

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This article was originally published by Sky TG24.

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