I funerali di Francesco Guccini a Pavana, l'omelia del cardinale Zuppi
Il ricordo del presidente della Cei: «Ci sembra impossibile salutarti e misurare l'assenza. Il dubbio era il modo di stare davanti alle cose»
L'essentiel
Ai funerali di Francesco Guccini a Pavana, il cardinale Matteo Zuppi ha ricordato il cantautore definendolo 'agnostico possibilista' in ricerca e sottolineando il valore del dubbio e della poesia nella sua opera.
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Pourquoi c'est important
Il cantautore Francesco Guccini è deceduto il 6 agosto.
"Una sera, parlando dell'ultimo saluto, Francesco disse che sarebbe stato contento della mia presenza, con annessi e connessi, per poi aggiungere che, qualora le parti si fossero invertite, lui avrebbe potuto, in Cattedrale o dove non so, presenziare con il suo saluto. Tocca a me". È partito da un ricordo personale il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, nel suo intervento al funerale di Francesco Guccini a Pavana. "Dicevi di te di essere 'agnostico possibilista'.
In ricerca", ha ricordato Zuppi. "Una cosa è certa: ci sembra impossibile salutarti e misurare l'assenza", ha aggiunto, sottolineando però come quella lasciata dal cantautore sia "assenza ma anche presenza", perché "la poesia e la musica generano sempre altra poesia e aiutano a far cantare il cuore". Il cardinale ha ripercorso attraverso le canzoni le grandi domande che hanno accompagnato Guccini, il suo rapporto con il tempo, l'amore, la politica e la spiritualità. "Le ideologie confondono, fanno male. Hai ragione", ha detto Zuppi, ricordando l'insofferenza del cantautore per dogmi, pregiudizi, prepotenti e manicheismi. "Servono giganti, e quelli che piacciono al Signore non sono i grandi di questo mondo ma quelli con il cuore grande, con tanta umanità, gratuita, che condivide e non calcola, che dona e non possiede", ha proseguito.
Di Guccini ha ricordato "discrezione, garbo, eleganza antica, timidezza" e quelle "radici di sapienza antica" di chi era cresciuto "tra i saggi ignoranti di montagna, che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia". Zuppi ha insistito sulla ricerca che attraversava tutta l'opera di Guccini: "Non hai mai avuto la presunzione di trovare risposte definitive". "Il dubbio era il modo di stare davanti alle cose senza barare, in modo integro - ha aggiunto - . Non hai smesso di chiedere e di ascoltare. Chi fa sua la domanda dell'umano, scopre sempre la presenza di Dio". Poi il riferimento alla morte avvenuta il 6 agosto: il giorno della Trasfigurazione per la Chiesa, quello in cui si ricorda Hiroshima e anche l'anniversario della morte di Paolo VI. Al termine del suo intervento Zuppi, in piedi accanto alla bara, ha recitato una preghiera e impartito la benedizione, affidando Francesco Guccini a quella "gioia senza fine" dove "ogni lacrima sarà asciugata".
Questions ouvertes
- Quali saranno le iniziative future per commemorare l'artista a Pavana?






