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RetourItalia-Francia, vertice ad Antibes il 25 giugno: Meloni e Macron provano a ricucire
Italia-Francia, vertice ad Antibes il 25 giugno: Meloni e Macron provano a ricucire
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Il Sole 24 Ore12/06/2026Politique2 min de lectureItaly

Italia-Francia, vertice ad Antibes il 25 giugno: Meloni e Macron provano a ricucire

L'essentiel

  • Italia e Francia terranno il loro primo vertice bilaterale ad Antibes il 25 giugno, con l'obiettivo di ricucire i rapporti tra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron.
  • Sul tavolo, questioni strategiche come difesa, spazio, energia e infrastrutture, oltre alle crisi internazionali, con convergenza sulla missione in Libano ma divergenze sull'Ucraina.

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Disgelo chiama disgelo. O almeno questa è la speranza. Alla vigilia del G7 che si aprirà lunedì a Evian, oggi l’Eliseo ha ufficializzato la data del «primo vertice bilaterale Italia-Francia»: più volte rinviato nei mesi scorsi, e certo non aiutato dal muro che di frequente si è alzato tra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron, si terrà finalmente ad Antibes in Costa Azzurra il 25 giugno.

Non è certamente il primo incontro tra la premier e il presidente francese: appena insediato il Governo Meloni i due leader si erano visti informalmente in un hotel del centro di Roma; poi Macron, nel giugno 2025 era stato ricevuto a Palazzo Chigi. Nel mezzo, gli “incidenti” e le accuse reciproche non sono mancati: sui diritti, sulla gestione dell’immigrazione, sull’aborto (mai nominato nella dichiarazione del G7 italiano del 2024). Ma è stato l’iperattivismo di Macron sull’Ucraina e le frequenti esclusioni dell’Italia dalle varie iniziative - ultima, quella del formato E3 di Francia, Germania e Gran Bretagna, che ha tentato invano di aprire un varco nel negoziato con Mosca - a causare la frattura maggiore. Un “grande freddo” di certo alimentato anche dal ruolo che Meloni aveva voluto ritagliarsi in Europa, ora nettamente ridimensionato: quello di pontiera con Donald Trump.

Adesso Meloni e Macron proveranno a gettare le ruggini alle spalle e a voltare pagina, accompagnati dalle rispettive delegazioni ministeriali. C’è il Trattato del Quirinale, firmato da Mario Draghi nel 2021 dopo una lunga gestazione, a sancire la relazione rafforzata tra i due Paesi. E «il rapporto è rimasto sempre molto solido», giurano fonti governative italiane. Sul tavolo, in Costa Azzurra, che vedrà in parallelo un forum economico franco-italiano a Le Cannet, ci sono i settori strategici su cui potenziare l’asse (difesa, spazio, energia e infrastrutture) e c’è - per citare il comunicato dell’Eliseo - lo scambio di «opinioni sulle principali questioni europee e internazionali».

Proprio le crisi internazionali rappresentano i nodi più spinosi. Al momento, la convergenza piena si registra soltanto sul Libano dove Italia e Francia hanno intenzione di perorare la causa di una missione internazionale per il post Unifil, la missione Onu a guida italiana che scade a fine anno. Qui la sintonia è totale: il Governo vuole giocare un ruolo attivo «condiviso con i francesi».

Dove Macron e Meloni sono più lontani è ancora una volta Kiev. Il presidente francese sostiene la proposta tedesca di Friedrich Merz di un percorso di adesione all’Ue accelerato per l’Ucraina; la premier italiana continua a rigettare l’idea di corsie preferenziali che scavalchino gli iter già in corso per i Balcani Occidentali, Montenegro e Albania in primis. Macron non disdegna l’idea di inviare militari al fronte una volta siglata la tregua; Meloni ha chiarito più volte che non manderà neppure sminatori sul campo. E che alla missione per Hormuz promessa dai Volenterosi parteciperà solo alla fine effettiva del conflitto con due navi cacciamine, già approdate a Gibuti, e soltanto previa via libera del Parlamento.

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This article was originally published by Il Sole 24 Ore.

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