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Italia pronta a guidare missione di pace nello Stretto di Hormuz
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ANSA Politica24/05/2026Monde3 min de lectureItaly

Italia pronta a guidare missione di pace nello Stretto di Hormuz

L'essentiel

  • L'Italia si offre di guidare una missione internazionale di pace nello Stretto di Hormuz, contribuendo a sminamento e sicurezza della navigazione.
  • Due cacciamine italiani sono già nel Mar Rosso, pronti a spostarsi verso Gibuti.

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La possibile intesa per una tregua duratura con la riapertura di Hormuz potrebbe avvicinare i tempi di una missione internazionale di pace nello Stretto, che vedrebbe come capofila anche l'Italia. Il nostro Paese "potrebbe contribuire alle operazioni di sminamento e la sicurezza della navigazione commerciale" una volta terminato il conflitto che coinvolge Usa, Israele e Iran, ribadisce in queste ore il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Il numero uno della Farnesina spiega quindi che Roma è "pronta a mettere a disposizione l'esperienza acquisita nelle missioni navali europee", tra queste la missione Aspides, volta a "garantire il trasporto marittimo" nel Mar Rosso e attualmente condotta da Italia e Grecia. E ora l'obiettivo principale è disinnescare le trappole marine di Teheran, disseminate in quel braccio di mare nel Golfo: un ostacolo per le petroliere, diventato cruciale per l'economia mondiale.

Due cacciamine della Marina militare italiana sono già nel Mar Rosso, in cauto avvicinamento, partiti lo scorso 15 maggio dal porto di Augusta, e sono al momento fermi al porto di Safaga, in Egitto. Le due unità, il 'Crotone' e il Rimini', potrebbero partire nelle prossime ore per Gibuti: destinazione che raggiungeranno entro la fine di maggio, dove sul Corno D'Africa già è presente un contingente nazionale, in un luogo dotato di un aeroporto militare e infrastrutture necessarie.

Invece, affinché possa cominciare la missione di sminamento a Hormuz - che avverrà solo in sicurezza - saranno necessarie tre condizioni: una tregua, quindi la cessazione delle ostilità nella stessa area, un mandato internazionale e infine l'autorizzazione del Parlamento. I cacciamine potrebbero entrare in azione scortati da unità multiruolo da combattimento con sistemi di difesa aerea come il 'Montecuccoli', affiancati da una nave logistica come 'Atlante'.

Nel frattempo a proteggerli ci sarebbe la fregata 'Rizzo', attualmente destinata all'operazione Aspides nel Mar Rosso, perché - come ha già spiegato il ministro della Difesa Guido Crosetto - "anche ipotizzando che tutti gli attori statali siano d'accordo e che la missione di pace venga accettata, basta un attore o un gruppo non statale per mettere in difficoltà chiunque".

Secondo i calcoli, in assetto completo gli equipaggi (compresa la nave di scorta) sarebbero composti da oltre 400 nostri militari. Il contributo del gruppo navale italiano si integrerà nel futuro dispositivo che verrà messo a punto dalla ventina di nazioni che hanno dato disponibilità ad intervenire ad Hormuz, area a forte pericolo per le mine depositate dalle forze iraniane. Lo scorso 13 maggio Crosetto aveva spiegato in Parlamento che "laddove scoppiasse la pace, servirebbe quasi un mese di navigazione a tutte le unità delle nazioni alleate per raggiungere il Golfo".

Da qui la necessità di cominciare ad avvicinare unità lente come i cacciamine, che nelle prossime ore potrebbero ripartire dall'Egitto verso Gibuti, forse stavolta già scortate da una fregata. Ma a quanto sembra servirà ancora del tempo perché si verifichino le condizioni auspicate dal governo.

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