JD Vance in Svizzera per colloqui nucleari con l'Iran
L'essentiel
- Il vicepresidente USA JD Vance è arrivato in Svizzera per colloqui con l'Iran su programma nucleare e tregua in Libano.
- Presenti anche delegazioni pakistana e qatariota.
- Tensione per la navigazione nello Stretto di Hormuz.
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Il vicepresidente USA JD Vance è in Svizzera per colloqui con l'Iran sul programma nucleare e la tregua in Libano. La tensione è alta dopo raid israeliani e la chiusura dello Stretto di Hormuz.
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance è arrivato in Svizzera per l'avvio ufficiale dei negoziati con i leader iraniani volti a limitare il programma nucleare di Teheran e a consolidare il fragile accordo provvisorio per porre fine alla guerra in Iran. Prima di partire, affermando di poter restare solo uno o due giorni, Vance si è augurato che ci siano progressi sul dossier del nucleare e sulla tregua in Libano. Ieri Teheran ha annunciato di aver richiuso la navigazione di Hormuz dopo la violazione del memorandum Iran-Usa da parte dell'esercito israeliano con una serie di raid nella regione di Nabatieh, nel Libano del sud, che ha provocato decine di morti. Ai colloqui l'Iran sarà rappresentato dal capo negoziatore Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Araghchi.
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Oggi si terranno a Burgenstock, in Svizzera, i colloqui tra Iran e Stati Uniti. La delegazione iraniana e' guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. La delegazione statunitense è guidata dal vicepresidente JD Vance e comprende l'inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, e suo genero Jared Kushner. Saranno presenti anche il Primo Ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, e il capo dell'esercito, il feldmaresciallo Asim Munir. E' prevista anche la partecipazione del Primo Ministro del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani. Prima di partire per i colloqui, Vance ha dichiarato ai giornalisti di sperare di compiere "progressi sulla questione nucleare" e "sulla questione del cessate il fuoco in Libano". Esmail Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha dichiarato che la delegazione iraniana "insisterà per l'attuazione" degli impegni assunti dagli Stati Uniti nell'accordo di intesa e "cerchera' chiarimenti su come l'altra parte intenda effettivamente adempiere a tali impegni
Una delegazione iraniana è atterrata in Svizzera in vista dei colloqui che si terranno presso il resort di Burgenstock sull'accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra in Medio Oriente, secondo quanto riportato da Berna. "Diamo il benvenuto alla delegazione iraniana in Svizzera", ha dichiarato il Ministero degli Esteri svizzero su X, aggiungendo che i colloqui rientrano nell'ambito dell'attuazione del memorandum d'intesa firmato con gli Stati Uniti. Anche l'agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna ha confermato l'arrivo della delegazione di Teheran in Svizzera in vista dei colloqui.
Il capo dell'esercito pakistano, il feldmaresciallo Asim Munir, e il primo ministro Shehbaz Sharif sono partiti per Burgenstock, dove si prevede che si terranno colloqui tra Iran e Stati Uniti. Lo ha fatto sapere il ministero degli Esteri pakistano. In una dichiarazione pubblicata su X, il ministero ha affermato che anche il Qatar dovrebbe partecipare ai colloqui. "Il Pakistan continuera' a sostenere e promuovere l'attuazione degli accordi raggiunti tra la Repubblica islamica dell'Iran e gli Stati Uniti", ha aggiunto.
Non si allenta la tensione attorno alla nazionale della Repubblica Islamica dell'Iran ai Mondiali 2026. Alla vigilia della partita con il Belgio, che si giocherà domani a Los Angeles alle 12 (le 21 in Italia), il ct Amir Ghalenoei è tornato ad attaccare l'organizzazione del torneo: "Non abbiamo presentato un reclamo formale, abbiamo solo espresso le nostre lamentele. Ci avevano promesso 24 ore prima di ogni partita, stavolta ce ne hanno date meno di 16. Abbiamo dovuto interrompere l'allenamento a metà. Queste limitazioni hanno reso tutto molto difficile". Il tecnico punta il dito sui visti negati al personale che viaggia con la selezione e sui viaggi logoranti: "Un simile comportamento non è adatto a un Mondiale. Non inviti una squadra per poi non accettare il suo staff di supporto. Così fiacchi il morale e affatichi la testa della squadra. Soprattutto per quanto riguarda me, che vorrei concentrarmi su questioni tecniche e invece non ne ho avuto il tempo". "L'onorato presidente della Fifa Infantino" - spiega Ghalenoei - ha promesso di fare arrivare il Team Melli a Seattle due giorni prima del match con l'Egitto, in programma il 26 giugno. "Spero mantenga la parola, ma sarebbe stato giusto farlo anche prima". C'è delusione anche per la mancata solidarietà dei colleghi: "Nessuno mi ha chiamato. Non ci speravo, ma se fosse successo a un'altra squadra io avrei reagito".
À surveiller
Perspective IA — des possibilités, pas des certitudes
Possibili progressi sui negoziati nucleari e sulla tregua in Libano.
Possible · Court terme
Questions ouvertes
- Quali saranno i prossimi passi dopo i colloqui?
- L'Iran rispetterà gli impegni presi?
- Quale sarà la reazione di Israele ai colloqui?






