Lefebvriani: Consacrati quattro nuovi vescovi in Svizzera, scomunica automatica
L'essentiel
- Nonostante l'appello del Papa a fermarsi, i lefebvriani hanno consacrato quattro nuovi vescovi a Econe, Svizzera.
- L'atto comporta la scomunica automatica e lo scisma dalla Chiesa cattolica.
- Il Vaticano valuta la comunicazione formale.
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Pourquoi c'est important
I lefebvriani, un movimento tradizionalista cattolico, hanno consacrato quattro nuovi vescovi senza l'approvazione del Vaticano, nonostante gli appelli del Papa a desistere. Questo atto comporta la scomunica automatica e lo scisma.
I lefebvriani non sono arretrati: ad Econe, in Svizzera, sono stati consacrati quattro nuovi vescovi, senza avere recepito l'appello del papa a fermarsi. Questo atto comporta la scomunica automatica e conseguentemente lo scisma dalla Chiesa cattolica. La comunicazione formale del Vaticano potrebbe esserci già in giornata o comunque nel giro di qualche giorno.
Il primo atto della consacrazione vera e propria è stata l'imposizione delle mani sul capo dei nuovi vescovi da parte del celebrante, mons. Alfonso de Galarreta, e da mons. Bernard Fellay, co-consacrante. Seguiranno altri gesti liturgici.
Inascoltato l'appello di papa Leone XIV: "Vi prego con il cuore, tornate indietro, lacerare la tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità. Il Signore illumini le vostre coscienze e risvegli i vostri cuori", aveva scritto il pontefice nella lettera inviata nei giorni scorsi al superiore della Fraternità sacerdotale San Pio X, Don Davide Pagliarani.
L'appello del papa
In un ultimo tentativo, Prevost nei giorni scorsi aveva teso la mano ai lefebvriani. "Colmo di affetto cristiano - ha scritto nella missiva datata 29 giugno, solennità dei santi Pietro e Paolo ma diffusa il 30 - , vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l'atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione".
Le risposte dei lefebvriani
Ma la risposta dei lefebvriani non si era fatta attendere: "Paradossalmente, nel contesto odierno, ci sembra proprio di dovere fare tutto il possibile per cucire la tunica di Cristo, lacerata da forze e pressioni incompatibili con un autentico spirito cattolico. Chiediamo semplicemente di considerare l'autenticità di questa intenzione prima di prendere una decisione in merito alla Fraternità sacerdotale. Non è troppo tardi. Lungi da noi l'idea di separarci dalla Chiesa romana; al contrario desideriamo servirla in modo straordinario".
Poi oggi, il Superiore della Fraternità San Pio X, don Davide Pagliarani, ha aggiunto, nell'omelia della messa ad Econe: "Siamo accusati di non amare il Papa, siamo accusati di non rispettarlo ma è proprio perché amiamo il Papa come Vicario di Cristo" noi "non vogliamo più vedere il Papa umiliato, messo sullo stesso piano dai falsi pastori". "Perché non veniamo capiti? Il problema è che parliamo due lingue diverse", "noi parliamo la lingua delle fede", "il linguaggio della tradizione" e "davanti a noi troviamo un linguaggio che parla di altre cose, il linguaggio dell'inclusione, del dialogo, dell'accompagnamento. Noi invece vogliamo la fede. Poi certo nella fede dialoghiamo con le persone per convertirle".
Approfondimento
Chi sono i Lefebvriani, le origini e come si è arrivati allo scisma
Questions ouvertes
- Quali saranno le conseguenze concrete della scomunica?
- Ci saranno ulteriori passi da parte del Vaticano?
- La Fraternità San Pio X si separerà definitivamente dalla Chiesa?





