Mondiali 2026: Qualificazioni e Polemiche LGBT in Vista di Egitto-Iran
L'essentiel
- L'Ecuador si qualifica ai sedicesimi dei Mondiali 2026, mentre la Turchia viene eliminata nonostante la vittoria sugli Stati Uniti, già qualificati.
- L'allenatore turco Montella esprime rammarico.
- Intanto, in vista della partita Egitto-Iran a Seattle, la FIFA ha garantito che non ci saranno manifestazioni LGBT, scatenando polemiche.
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Pourquoi c'est important
I Mondiali 2026 sono in corso con alcune squadre già qualificate e altre eliminate, mentre si avvicina l'anniversario della rivolta di Stonewall.
L’Ecuador ha battuto 2-1 la Germania e si è qualificato ai sedicesimi insieme alla Costa d'Avorio, vittoriosa 2-0 sul Curaçao. L'Olanda ha chiuso il girone al primo posto grazie al 3-1 sulla Tunisia, mentre Giappone e Svezia hanno pareggiato 1-1 conquistando entrambe la qualificazione. L'Australia ha strappato il pass con lo 0-0 contro il Paraguay, mentre gli Stati Uniti, già qualificati, sono stati sconfitti 3-2 dalla Turchia. Oggi si giocano Norvegia-Francia e Senegal-Iraq (ore 21), seguite nella notte da Capo Verde-Arabia Saudita, Uruguay-Spagna, Egitto-Iran e Nuova Zelanda-Belgio.
"Una magra consolazione, lo so": così l'allenatore della Turchia Vincenzo Montella ha commentato a caldo la vittoria sugli Stati Uniti, con il 3 a 2 arrivato all'ultimo minuto di recupero. Un riscatto che non salva la squadra della Mezzaluna dall'eliminazione e che ha fatto sussultare il SoFi Stadium di Inglewood pieno di tifosi e di celebrità (da Brad Pitt a Paris Hilton, a Kamala Harris con marito) accorsi per l'ultima gara della nazionale ospite a Los Angeles. Alla selezione turca è mancata "concretezza", ha detto in italiano Montella durante la conferenza stampa post partita allo stadio di Inglewood. "Siamo stati davvero sfortunati nei primi due incontri", ha considerato pensando alle sconfitte con Australia e Paraguay, in cui la Turchia non ha mai segnato. Poi una leggera critica all'organizzazione: "Non eravamo nelle condizioni ideali, ci siamo qualificati alla fine di marzo, ci hanno spostati per l'allenamento di ieri e quindi non siamo riusciti a organizzarci meglio".
Obiettivo raggiunto per Mauricio Pochettino: "Il nostro obiettivo era arrivare primi nel girone e siamo primi". L'allenatore degli Stati Uniti risponde piccato ai giornalisti nella conferenza che segue la partita con la Turchia, finita con una sconfitta sul filo del fischio finale per la nazionale a stelle e strisce, che comunque aveva già in tasca la qualificazione alla fase successiva del campionato. "Sono molto soddisfatto, magari non si vede dalle mie risposte. Ma sono le vostre domande ad essere un po' strane: dal vostro tono sembra che stasera ce ne dobbiamo andare a casa, mentre la Turchia resta nel torneo - ha affermato il ct argentino - Vi ricordo che abbiamo vinto noi il girone". Pochettino ha tagliato corto anche quando un giornalista gli ha chiesto se il presidente Donald Trump lo avesse chiamato per congratularsi per la qualificazione ai sedicesimi: "No - ha risposto stupito - e non mi aspetto niente, né in un senso né nell'altro". La prossima partita degli Stati Uniti è in programma per l'1 luglio a San Francisco contro la Bosnia.
Non ci saranno manifestazioni Lgbt ne' bandiere arcobaleno dentro e fuori lo stadio di Seattle in occasione della partita, oggi, tra Egitto e Iran. A quanto riferito dall'agenzia iraniana Fars, Teheran cosi' come il Cairo hanno ottenuto rassicurazioni ufficiali dalla Fifa "che non si terra' alcuna cerimonia o attivita' promozionale di questo tipo all'interno dello stadio o come parte del programma ufficiale della partita". Il regime degli ayatollah ha tenuto a chiarire che non si tratta solo di una sua presa di posizione. "Iran ed Egitto sono due paesi musulmani con profonde affinita' culturali e religiose, e le opinioni espresse dalle due federazioni riflettono valori e sensibilita' condivise tra i popoli dei due paesi", si legge ancora nella nota riportata. La bufera si deve alla quasi coincidenza della data del match con l'anniversario della rivolta di Stonewall, nella notte tra il 27 e il 28 giugno del 1969: quando la polizia fece ancora una volta irruzione in un locale gay di New York, lo Stonewall Inn, gli avventori si ribellarono e si scateno' una notte di scontri che coinvolse il quartiere di Greenwich. E' in ricordo dei quella notte che giugno e' stato consacrato il 'Pride Month', 'il mese dell'orgoglio'. Quando Seattle ha saputo che avrebbe ospitato un incontro dei mondiali il 26 giugno, ma non quali squadre sarebbero scese in campo, ha deciso di farne un 'Pride Match Day', con tanto di sito ufficiale della comunita' Lgbt. "Il Pride Match Day e' piu' di un gioco. E' una celebrazione di visibilita', appartenenza e comunita', legata alla Coppa del Mondo 2026", si legge. Ma viste le proteste delle squadre ospiti, non ci saranno cortei ne' manifestazioni.
À surveiller
Perspective IA — des possibilités, pas des certitudes
Gli Stati Uniti giocheranno la loro prossima partita il 1° luglio a San Francisco contro la Bosnia.
Très probable · En quelques jours
Questions ouvertes
- Quali saranno le reazioni future della comunità LGBT alla decisione FIFA?
- La FIFA manterrà questa posizione in altre partite?
- Come si svolgeranno le prossime partite chiave?





